Le sette piaghe di Luciana Littizzetto
12/02/2012
E’ ancora “l’emergenza freddo” che apre il numero della Littizzetto a Che tempo che fa. Le caldaie, annoso problema. L’assistenza 24 ore su 24, quando c’è il gelo e si spacca tutto, dov’è? E i tubi? Perché non fanno il loro mestiere e non evitano di spaccarsi quando l’acqua si ghiaccia? E il gas? Cosa deve succedere ancora? Il mare che si trasforma in merda, la moltiplicazione degli Scilipoti, racconta Lucianina nella sua personalissima rivisitazione delle piaghe d’Egitto. E infatti continua ricordando la monotonia del posto fisso, l’incontro Obama – Monti e…molto altro ancora.













RAVEN MIYAMOTO MUSASHI se il nome rispecchia la nazionalità è strano che tu non rida
ho visto giapponesi ridere per molto meno e poi se il televisore non lo accendi come fai a vedere la Luciana?
Ci fu Sanremo.Quello anteguerra. Con i suoi carnevali e i corsi fioriti. Allora era la classe. Ora c’è il festival della canzone italiana, che di Italiano ha solo le parole. SI, ma ora vi è Celentano. E’ apparso dopo uno smisurato frastuono di fulmini e lampi come quando il dio biblico apparve agli Ebrei, nel deserto del Sinai., e ha portato la sua buona parola. Quale umiltà. Considerando la pubblicità preparatoria a questa ultraterrena apparizione mi chiedo : Fu colui che aspettavamo o dobbiamo attenderne un altro! Resta che parlare di Dio e di Gesù davanti al colto presente e in quella occasione, solo un saltimbanco lo poteva. Ha cantato, naturalmente non in Italiano. Ho udito sovente la parola: mono, o many. Forse money, o anche mona.. E che ci vada, in mona! E mi ripeto in mente: Vola, colomba bianca vola!Ameglio