“Due donne che si baciano? Come fare pipì in pubblico”

12/02/2012 - L’onorevole Giovanardi oggi ha mangiato pesante Due donne che si baciano per strada? “A lei che effetto fa se uno fa pipi’? Se lo fa in bagno va bene, ma se uno fa la pipi’ per strada davanti a lei,

     
 

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L’onorevole Giovanardi oggi ha mangiato pesante

Due donne che si baciano per strada? “A lei che effetto fa se uno fa pipi’? Se lo fa in bagno va bene, ma se uno fa la pipi’ per strada davanti a lei, puo’ darle fastidio”. Cosi’ il senatore Pdl ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanadi, ai microfoni di ‘Non ci sono piu’ le mezze stagioni’ su Radio 24.

GLI ORGANI COSTITUITI – “Ci sono organi costruiti per ricevere e organi costruiti per espellere – aggiunge, commentando l’impegno di difendere i diritti degli omosessuali dichiarato dal ministro Fornero – Ci sono anche faccende delicate” ovvero “problemi di batteri, eccetera eccetera, che richiedono una grande attenzione nel momento in cui si fanno certe pratiche. Onde evitare malattie. Quindi – incalza – nel momento dell’educazione sessuale nelle scuole, e’ normale, corretto e fisiologico dare un modello: gli organi dell’uomo e della donna sono stati creati per certe determinate funzioni. E non e’ altrettante naturale il rapporto tra due uomini o due donne”. “Se il ministro (Fornero, ndr) avesse inteso diversamente – ha aggiunto Giovanardi – ossia di insegnare che sono naturali anche i rapporti tra omosessuali, avrebbe la rivolta del Parlamento”.

LA BINDI S’ARRABBIAGiovanardi non cessa di stupire per la sua mancanza di pudore e di equilibrio e per la sua pochezza”. Lo dice Rosy Bindi, vicepresidente della Camera e presidente dell’Assemblea del Pd. “Anche oggi ha sfoderato il suo becero maschilismo, e ha offeso senza riguardo la dignita’ di tutte le donne, ma soprattutto l’intelligenza e la sensibilita’ umane -dice ancora la Bindi-. Davvero non si sente alcun bisogno di opinioni cosi’ improvvisate, ridicole e pericolosamente sbagliate”.

LA CONCIA PURE - “Le ultime dichiarazioni dell’onorevole Giovanardi sono di una violenza inaudita e sconcertante: fanno ribollire il sangue a me, figuriamoci ai tanti giovani omosessuali che sono stanchi di subire quella che e’ una vera e propria ‘omofobia di Stato’, poiche’ viene da chi dovrebbe rappresentare le istituzioni. E’ arrivato il momento che tutto il paese reagisca a questo clima d’odio e di diffamazione che certi esponenti politici con le loro affermazioni contribuiscono a coltivare ormai da tempo”. Anna Paola Concia, deputata del Partito Democratico, invita ad azione collettive, “e’ ora – dice – che il Paese reagisca”. “Per questo motivo attraverso Facebook ho lanciato un appello a tutti i cittadini italiani che non si riconoscono in quelle parole e vogliono vivere in un paese inclusivo e rispettoso nei confronti di tutti: a loro chiedo di inviare una mail all’ indirizzo dell’ex sottosegretario scrivendo “L’omofobia e’ una malattia. Allo stesso tempo, invito tutti i cittadini omosessuali e le associazioni LGBT a contattarmi tramite il mio indirizzo di posta elettronica “concia_a@camera.it” per proporre tutti insieme azioni collettive contro Giovanardi“.

     
 

211 Commenti

  1. rocco scrive:

    Ma ti rendi conto del mondo mostruoso che prospetti? Tutte voi femmine uguali alla pecora Dolly, senza mai avere il piacere di essere montate da un vero maschio col pisello… di carne, non di silicone! Che squallore…

    • Moreen scrive:

      Sei un po’ in ritardo per trollare caro mio…

      • rocco scrive:

        Non volevo innescare una flame war, ma è la pura verità e non si può replicare. Julia ha affermato una mostruosa castroneria e nessuno ha parlato.

        • Moreen scrive:

          Si vede che era provocatoria…poi onestamente, io sono etero, ma l’idea di farmi “montare” da un “vero” maschio, lo trovo abbastanza volgare…non stupirti poi, se le donne non te la danno e preferiscono i cazzi di gomma…

          • rocco scrive:

            Il commento provocatorio era rivolto al mondo lesbo-femminista. Hai ragione, a te piace il rispetto ed il corteggiamento, come a tutte le donne. Ma non sei mai stata travolta da quella ruspante ed autentica passione che a volte si consuma come una succulenta lasagna tra maschio e femmina, con l’ illusione del possesso e la consapevolezza del tuo ruolo?

          • julia scrive:

            il mio commento era rivolto solo al fatto che le persone si autogiustificano (per la loro omofobia) dicendo che l’omosessualità non è naturale. Non conoscendo la natura. Se tu non ci arrivi non starò a piangere, ecco. Io non sono femminista, solo solo contro le persone che cercano di sembrare più stupide di quel che spero siano..
            Ti dirò che la partenogenesi umana non è possibile e certo non mi piacerebbe..

  2. francesca scrive:

    io piuttosto che farmi montare come una pecora, preferisco fare da sola o affidarmi all’esperienza di una donna

  3. rocco scrive:

    Ti ripropongo la risposta di Moreen, che ha ragione. Quanto alle attenzioni di una donna…no comment. Se venissi trattata con dolcezza e rispetto e non preferissi un uomo mi dispiace per te.

    • julia scrive:

      perché certe persone devono dire “mi dispiace per te”?mi spieghi il senso della frase?perché non l ho mai capita. Se a una persona piace fare ciò che fa, perché ha certi gusti, preferenze, voglie, orientamenti,…., che cosa c’è da dispiacersi?

      • rocco scrive:

        Scusami Julia, ma il concetto della partenogenesi l’avevo preso seriamente. Esistono donne femministe che a fini procreativi rinnegano l’apporto naturale dell’uomo, ricorrendo alle varie tecniche di inseminazione. Se la partenogenesi fosse una tecnica genetica percorribile e se non producesse solo femmine, quelle donne se ne avvarrebbero, e questo la trovo una prospettiva mostruosa. Quanto all’omofobia, ritengo che spesso il termine venga usato in modo improprio. Esso definisce l’avversione nei confronti dell’omosessualità, basata sul pregiudizio. Tale avversione, a volte, si spinge fino all’intolleranza. Questo è vero; ma ho potuto spesso riscontrare che il mondo omosessuale non è disposto a confrontarsi sul proprio status, perciò, spesso la diversità di opinioni viene definita facilmente “omofobia”. Quanto al senso della frase, non credo sia così semplice come affermi: “Se a una persona piace fare ciò che fa, perché ha certi gusti, preferenze, voglie, orientamenti” . Vi sono cose che è difficile comprendere, come quelle che gli uomini non riescono a capire delle donne, ve ne sono altre che pur avendo una verità interiore, non si possono o non si vogliono accettare…

  4. Nemo scrive:

    E sentiamo, se uno ti dice cose quali “che schifo”, “sei anormale”, o altre frasi sui generis -non ultima quella pronunciata da Giovanardi- non si tratta di omofobia, vero? Dire “baciati in privato, perchè ho scifo se lo fai in pubblico”, mentre se si trattasse di una coppia etero non ci sarebbero problemi, non è intolleranza?
    Non ci si spiega perchè poi gli omosessuali reagiscono male, ne? Magari sono davvero “strani”, se non gioiscono per tutti questi complimenti!

    Come più notare c’è più di un gay e di una lesbica su questo sito, disposti al dialogo… eppure si incontra un muro di pregiudizi e oscenità, dalla signora Laura che esultava per la “miracolosa guarigione” (mentre con tutta probabilità non fa altro che reprimersi) a lei che consiglia alle lesbiche di farsi montare come fossero giumente! Lo sapeva che ha dato lo stesso consiglio un gerarca nazista, a tutte le donne?
    Ebbene si, preferisco i cazzi di plastica e le dita al pisello. E allora? Non ti ho mai fatto una colpa per il tuo preferire le donne agli uomini, perchè tu ora dovresti venire a vedere cosa faccio a letto?

    • rod scrive:

      Il tuo nick è nemo?… come il pesciolino?

      • Nemo scrive:

        Se ti serviva una conferma, si, sai leggere… ;)
        Tuttavia non ho alcun ricordo particolare legato a quel cartone (per quanto possa essere simpatico), nè a “Ventimila leghe sotto i mari”, mentre mi è capitato di studiare latino… nemo è il pronome indefinito che corrisponde all’italiano “nessuno”. Avrei preferito Nihil, ma non sono una cosa
        Spero di esserti stata d’aiuto

  5. rod scrive:

    E per quale motivo? Non sai che secondo la scienza, l’omosessualità non sarebbe altro che un aspetto naturale della eterosessualità? Quindi, sotto un certo aspetto, anche tu sei etero. Se non lo sai ancora, dovresti provare…

  6. Nemo scrive:

    “E per quale motivo” cosa? ;)
    Se proprio vogliamo, allora, possiamo aggiungere anche che Alfred Kinsey (non è proprio l’ultimo venuto) sosteneva che non esiste solo la divisione etero/omo(/bisex), ma che ci sono innumerevoli sfumature intermedie… e comunqe allora anche tu sei, sotto un certo aspetto, omosessuale (se non lo sai ancora, dovresti provare…) :D
    Ammetto che questa “tua” teoria ha più fascino di molte altre, e che trovo ridicolo che ci siano così tante persone pronte ad insultarsi per niente (anche io, troppo spesso)…
    Lo ribadisco, un paio di millenni fa eravamo molto più avanti su certi argomenti.
    Saluti

    • rod scrive:

      Non mia. E’ la conclusione complementare implicita della teoria sull’omosessualità attualmente riconosciuta dagli scienziati. Anche se, consentimi, la mia “sfumatura” è talmente evanescente da non essere avvertita, in quanto non ho MAI provato nulla per individui del mio sesso, anzi. Sul secondo capoverso sono sicuramente d’accordo con te; purtroppo le divisioni tra LGBT

      • Nemo scrive:

        Credo manchi un pezzo di frase…
        Ha ragione, non tua (infatti l’ho messo fra virgolette), chiedo scusa per questa piccola “libertà” che mi sono presa, in mancanza di un nome migliore… In fondo fa ridere quando si sente dire che l’oosessualità è contro natura, non pensi? Fra tutte le accuse che si sentono questa è la meno difendibile e la più fantasiosa…
        Quanta veemenza per un commento innocente! Spero non te la sia presa ;)

        • rod scrive:

          Nonn mi fraintendere, non me la sono affatto presa, ma se continuiamo così , finiremo per litigare, giacché mi hai già posto il quesito sull’omosessualità contro natura. E’molto difficile parlare con i LGBT, in quanto si tratta di un mondo eterogeneo fatto di Gay, Lesbiche e Trans-gens, al cui interno già esistono “diversità sessuali”, che ciascuno manifesta in modo diversificato e non sempre nell’ottica di un sentimento nobile, come quello che immagino, tu provi per la tua compagna. Se poi aggiungiamo che gli LGBT vengono trattati come “anormali” o con appellativi quali “mi fai schifo”, posso capire il risentimento. Io non giudico ciò che qualcuno definisce sfortuna o tal’altro orgoglio, non giudico neanche le scelte degli altri, poiché ciascuno indirizza le proprie. Semplicemente guardo senza disprezzo l’ESSERE UMANO. Tuttavia non posso fare a meno di vivere nella coerenza della mia fede, che mi accomuna alla mia famiglia ed alle persone che condividono le mie stesse idee ed i miei valori, che difenderò sempre, sia pure democraticamente. Quanto alla tua domanda ed alla teoria di Alfred Kinsey, mi risulta che le “sfumature” sono 7, che vanno dall’etero all’omo. Il livello 2, contempla un soggetto etero, ma con una “tendenza occasionale” all’omo. La mia conclusione è quella che in quest’ottica, considerando anche la graduazione del fenomeno, saremmo portati a considerare la “naturalità” della devianza, che Kinsey fa parire dal livello “ETERO”, come appunto una “devianza”, pur non considerata “patologia”, come del resto condiviso ufficialmente dalla comunità scientifica. Tralasciando il punto di vista religioso, ma osservando quello pragmatico, nella sua laicità, c’è peraltro qualche dubbio che proprio non riesco a metabolizzare, specie per quanto concerne l’unione tra uomo e donna, che coinvolge – oltre lo spirito – anche il rapporto carnale, che evidentemente è autonomamente e naturalmente fecondo. Anche sotto l’aspetto giuridico, il fatto che il legislatore abbia richiamato più volte il concetto di famiglia fondato tra uomo e donna, avrà avuto un valenza, posto che i gay sono sempre esistiti. Io penso che la questione debba essere portata sul PIANO DELLA VALENZA DEI SENTIMENTI E DELLA DIGNITA’ UMANA, cioè offrendo il riconoscimento della uguaglianza della personalità umana degli LGBT, rispetto agli altri comuni mortali, unitamente ad una legislazione apposita che regoli aspetti comuni. Ciò al fine di assicurare la comune convivenza di ogni identità ed ideologia.

          • Nemo scrive:

            In effetti non mi sono mai posta il problema del dialogo con il mondo LGBT, per un motivo facilmente immaginabile…:D
            E se invece di considerarci due portavoce di realtà differenti -che non ho mai preteso di essere- parlassimo solo come Nemo e rod, allora? Così non rischierei di far cadere la colpa per i miei eventuali errori su terzi…
            Se devo essere sincera ho fatto abbastanza fatica a seguirti, ma ho apprezzato il tuo sostenere anche i diritti LGBT, (ma mi è sembrato che tu abbia inserito l’accenno alla tua fede senza sapere dove volevi andare a parare^^”) e ti precherei di non usare più il termine “devianza”…
            Grazie :)

  7. rod scrive:

    Perdonami, ma il termine “devianza” non è stato usato in senso dispregiativo. Anche se non sono psicologo, cercavo di interpretare la teoria di Kinsey, che classifica le tendenze ad omo, partendo dal livello “0″ (etero), come se le successive identità fossero “discostanti” da etero. Per quanto concerne il mio credo, esso resta un mio sentimento che influenza coerentemente la mia vita e ti auguro che influenzi anche la tua, con la stessa felicità. Tuttavia la mia religione incoraggia il dialogo tra le genti, e a maggior ragione, visto che conviviamo in una società laica, questo non dovrebbe impedirci di parlare. Pertanto, accolgo il tuo invito a considerarci due portavoce di realtà differenti, con il medesimo senso di civiltà. Per tale motivo, ritengo che in tale contesto sociale, quello stesso senso di civiltà imponga il riconoscimento di ALCUNI diritti agli LGBT, come quelli relativi alla dignità della persona, ai sentimenti e quelli patrimoniali. Aggiungo che dovrebbero escludersi da quel contesto tutti i soggetti affetti da perversioni sessuali intese come “vizio della libido” se le possiamo così definire. Come portavoce di una realtà differente, mi piacerebbe conoscere più in dettaglio cosa si prova verso una persona del tuo stesso sesso e se ti sei mai interrogata sull’eziologia della tua tendenza. Pensi che sia un sentimento irreversibile? Inoltre, mi chiedo cosa provi pensando ad un rapporto con un uomo, in particolare, cosa non gradisci di esso: l’aspetto fisiologico o psicologico. Ti ringrazio.

    • Nemo scrive:

      Non è nulla, tranquillo… ho solo pensato che fosse inutile continuare a storcere il naso in “segreto”, quando si può parlarne da persone civili :)
      Sarei una pessima bugiarda se negassi che la condizione necessaria per la procreazione di una specie è il rapporto tra due individui di sesso diverso, ma sinceramente credo che non ci sia alcuna differenza tra andare da etro a omo o viceversa, e che la numerazione sia stata imposta per comodità. Ovviamente parlo dal basso della mia ignoranza: queste sono solo delle mie considerazioni personali.
      Quanto al credo… me lo auguro anch’io, ma sinceramente sono diventata piuttosto cinica nel corso del tempo, ed ora, pur vivendo nel rispetto degli altri alla domanda: <> probabilmente risponderei di no. Rimango certo permeabile agli influssi esterni.
      Credo che tutti gli omosessuali si chiedano il perché della loro natura, e così anch’io; se si escludono i casi di violenze in giovane età, che possono portare a un rifiuto del sesso opposto, si tratta di genetica, nulla di più e nulla di meno (non ho contato chi si finge omosessuale, sia perché non lo è, sia perché penso sia un numero di persone abbastanza esiguo, ma ho incluso gli omosex repressi): c’è chi nasce biondo, chi con gli occhi bruni e chi gay o lesbica. Sarebbe difficile spiegare in altro modo perché un atteggiamento completamente inutile per la vita sopravviva da più o meno sempre.
      Cosa si prova verso una persona dello stesso sesso? Dipende: c’è chi rispetto, chi amo, chi sopporto, chi odio, chi non conosco; ottime amiche e terribili spine nel fianco… ma non è questo che volevi sapere, giusto? Vuoi che ti dica cosa provo per Lei. E’ una domanda abbastanza strana: tu cosa provi per la tua compagna/tua moglie? Amore. Aspetto con impazienza ogni suo messaggio, sono tesa nel tentativo di renderla felice. I difetti vengono accolti con un sorriso, e quando la guardo so che voglio passare tutta la vita con lei.
      Sarà per sempre? Forse no, ma non ha davvero importanza. Jovanotti canta: La bella vita che dura un’ora tra due infiniti/Ti vorrò bene per sempre e sempre sono minuti. Il “for ever” è un illusione squisitamente umana, ma io so cosa ho adesso, e tanto mi basta.
      Non so se sia “reversibile” o meno (ne ho qualche dubbio, ma non si sa mai), ma nei miei sogni se un@ decide di “tornare indietro” è perché si rende conto che l’omosessualità non gli da più la felicità, e non perché ha subito delle pressioni esterne. C’è un testo, che puoi trovare qui in rete dal titolo inequivocabile (“Irrecuperabilmente lesbica”, detectiveknight), che dipinge in modo abbastanza crudo l’ipocrisia del cambiamento.
      Provo insofferenza, all’idea di un rapporto con un uomo. Sia da un punto di vista fisico, sia, soprattutto, mentale: cerco un’amante, un amica, una confidente e molte altre cose ancora, e un uomo non può esserlo. Se io parlo di un telefilm e lui di calcio capisci che c’è un grosso problema di comunicazione… potrei trovare chi abbia qualche interesse in comune, ma i punti di contatto saranno comunque minimi.
      In realtà ho scritto la prima cosa che mi è venuta in mente: non saprei darti un motivo preciso per cui non apprezzo gli uomini quanto potrei, semplicemente manca un quid; non scocca la scintilla.
      Ti rigiro la domanda: cosa provi pensando ad un rapporto con un uomo? Cosa non gradisci di esso?
      E, un ultima cosa: lasciami indovinare, tra i diritti che non daresti ai gay c’è quello di adottare, vero?

      • rod scrive:

        Nemo, voglio ringraziarti con grande sincerità, per l’ampio spazio nella risposta, per aver raccontato la tua intimità e per l’apertura che dimostri di avere, non comune al “tuo mondo”. Mi rendo conto che potrebbe essere offensivo dire “il tuo mondo” , pertanto mi esprimerò tra apici. Qualsiasi cosa dici ad un LGBT rischia di ferire, perciò se sbaglio qualcosa, pensa che non l’ho fatto apposta e redarguiscimi. Anche le tue sono domande dirette che faccio fatica a percepire, ma sono lieto di ricambiare la tua disponibilità.
        Innanzitutto, come ti ho già accennato, generalmente io non giudico, o meglio lo faccio nella misura in cui qualcosa o qualcuno interferisce nella mia sfera privata. Nel caso degli LGBT, opero una summa divisio tra chi, a mio parere, presenta un vizio della libido e chi invece vanta delle motivazioni scientifiche, meglio genetiche, come le definisci. Nel secondo caso, non ho particolari problemi ad accettarne la convivenza. Ovviamente, un etero non può condividere gli aspetti psicologici e fisiologici dei gay (e viceversa). In tutta sincerità, come uomo, devo confessarti che le LL, in quanto appartenenti all’altro sesso, hanno un impatto estremamente più gradevole sulle mie emozioni che non i gay. Naturalmente mi riferisco a logiche istintive, non razionali, proprie di un “animale” (tra apici) maschio.
        Piuttosto volevo attirare la tua attenzione sul “quid” cui facevi riferimento, il cui meccanismo psicologico è molto profondo, anche perchè non trovo esaustiva la tua considerazione riguardo l’esiguità dei punti in comune con un eventuale compagno. A volte sono proprio le differenze che ci intrigano e poi ci legano con quel “quid”; eppoi, se così fosse, anche la mia compagna si sarebbe stancata da un pezzo. Il quid invece, deve risiedere in qualcosa che tu avverti come repulsivo. Qualcuno diceva che le donne scelgono il loro compagno tra quelli che fanno meno schifo, ma io ritengo che tutte le donne, in particolare le LL detestino la mancanza di dolcezza del maschio, nei preliminari e specialmente nella pnt e nella terminazione del rapporto carnale, molto spesso rapido ed insoddisfacente. Sicché, alcune preferiscono affidarsi alle attenzioni di una dolce compagna. Ma esiste una zona nel nostro inconscio, così evanescente che non viene chiaramente avvertita, che funziona da scambio: se il tuo Super Ego la avverte, ti riporta in etero, altrimenti resti in un’altra area.
        Quanto alla tua domanda “cosa provi pensando ad un rapporto con un uomo” , se devo essere sincero, dal punto di vista fisico provo un grandissimo senso di repulsione, dal punto di vista psicologico preferisco il sangue del “gladiatore” a “via col vento”, ma per un etero credo che sia normale, le sensibilità sono molto diverse (grado 0- grado 7 Kinsey). Quando sono corretti, invece i gay hanno un senso di creatività non comune, ed a volte riescono ad immedesimarsi nell’animo femminile, cosa che mi riesce a malapena, anche se mi piacciono talmente tanto le donne, che non mi sono ancora stancato e non penso che mi stancherò.
        Infine, poiché ho avvertito che sei una donna intelligente e sensibile (non è una carota), é inutile rispondere alla tua domanda sui figli, poiché qualcosa mi dice che già conosci la risposta. Forse sarà un mio limite, ma è così. Anche questa mia convinzione, come molte di quelle afferenti il mondo LGBT è molto sedimentata ed affonda le proprie radici in substrati etici, scientifici e religiosi. Credo che sia necessario rispettare le rispettive posizioni e, senza presunzione, credo che le mie siano già molto democratiche. Con grande cordialità.

        • Nemo scrive:

          Si, anch’io ti devo ringraziare: avevo un certo timore nell’imbarcarmi in questa conversazione; avevo paura che finisse in insulti e “minacce”, come capita troppo spesso quando i nostri due mondi (come tu li chiami) entrano in contatto. Nulla mi avrebbe potuto rendere più felice che constatare che sei disposto al dialogo almeno quanto me. Quindi grazie: immagino che anche dei miei comportamenti possano urtare la tua sensibilità.
          Anche se questo meccanismo, l’urtarsi a vicenda, è strano: siamo fondamentalmente uguali.

          “The L word”, lesbica… puoi pronunciarla, se vuoi: qualcuna non la apprezza -e ne ha tutti i diritti-, ma non è il mio caso. Saffica, lella, lesbica… è un nome come un altro, e a meno che tu non lo usi in maniera dispregiativa, o con la palese intenzione di offendere, non vedo dove stia il problema…
          Ammetto che mi ha incuriosito il tuo operare una summa divisio tra gli omosessuali “veri”(?) e chi ha un vizio della libido: se posso farti una nuova domanda, cosa intendi esattamente e cosa ti porta a pensare che esistano queste due categorie? In base a cosa le distingui?
          Comunque hai perfettamente ragione: alcune donne hanno amici gay (ma sono cattivissime con le lesbiche), mentre gli uomini li pestano (e tuttavia, perdona la schiettezza, si fanno le seghe davanti a due donne che si baciano…)

          Vedo che hai saputo spiegare molto meglio di me l’attrazione omosessuale; come ti dicevo non so darti un’interpretazione razionale per la mia scelta.
          Mi permetto di aggiungere una sola cosa: le differenze tanto uniscono quanto dividono… non c’è nulla di più triste che assistere alla fine di un amore, e quando ai silenzi e ai dialoghi gradevoli (ma non solo) si sostituiscono prima le liti e poi il silenzio di chi non sa più come relazionarsi; lì la vita ti butta in faccia tutto il dolore di una rottura -in senso metaforico o letterale che sia-.
          E se avere qualcosa che stimoli l’attenzione, una diversità di “forma” (intendo idee o gusti diversi; il modo particolare di essere qualcosa), certo non basta per rimanere un “noi”…
          Io comunque mi riferivo essenzialmente alla mancanza di comunicazione, male terribile di quasi tutte le coppie, che non permette di venirsi in contro, nemmeno sulle cose più banali.
          Credo che tu abbia un po’il pregiudizio del gay-checca (e della lesbica camionista?); non dico che nessuno esasperi la propria femminilità -ma è una scelta personale, rispettala- ma c’è certamente anche qualche “gladiatore” che ti farebbe morire d’invidia; hai presente i palestrati dei gay-pride?

          Ah, già, dimenticavo… in effetti penso che le cavie preferiscano la lattuga alle carote… ;)
          Cordiali saluti.

          • rod scrive:

            Nemo, ti ringrazio per la risposta, anche se con i tuoi tempi si corre il rischio di vedere il DSM aggiornato di un’altra edizione. Non vorrei essere ripetitivo, ma un conto è nascere sotto una determinata stella, essere disprezzato ed oggetto di pregiudizio (questa è omofobia), un conto è “disprezzare” la propria sessualità prendendo ogni cosa si trovi a tiro, esclusivamente per semplice godimento. Trovo fondamentale avere una disciplina della propria identità ed operare le proprie scelte in sintonia con la propria dignità. Del resto, sono la promiscuità e le abbuffate sessuali, che hanno dato vita a flagelli come l’AIDS. Come ho detto nelle precedenti, anche tra gli LGBT esistono delle storture. Per essere più espliciti, tra i transgend, p.es., esistono uomini che vogliono diventare donna (MtF) ovvero donne che vogliono diventare uomini (FtM). Orbene, in molti casi le prime, (perdonami) conservano ancora il pisello perché ad alcuni degenerati piace quel rapporto torbido. Qui non parliamo di sentimenti, ma di vere e proprie patologie della libido. Qui non solo non parliamo di una coppia “normale” ma di una totale mancanza di rispetto e dignità dell’essere umano. Una situazione concettualmente simile si verifica quando si chiedono cose al proprio partner che tendono ad umiliarlo, come sottomissioni, attrezzi di prostrazione, rapporti innaturali che, appunto, tendono alla ricerca affannosa del godimento fine a se stesso, sporcando irrimediabilmente il sentimento. Per quanto attiene le mie umili considerazioni sulla scelta sessuale, percepisco lo “scambio”, più che una tendenza verso l’altro sesso, sia una scelta. Perciò sono convinto che una L, non bisessuale (che ritengo degenerata per i motivi di cui sopra) possa avere un piacevole rapporto sessuale con un uomo che la accarezzi dolcemente, anziché prenderla con violenza…. Se così fosse, dovremmo avvalorare la teoria di Kinsey, ponendo il soggetto con gradi, diciamo, tendenti a 3 ? Invece le”checce” palestrate, non potranno mai essere Russel Crowe nell’animo. Loro hanno una sensibilità, un profilo psicologico completamente incompatibile. Ne ho conosciuti diversi, anche colti e simpatici, ma lontani. Apprezzo la loro sensibilità, in particolare quando non impongono le loro avances e la loro identità come uno stendardo, non ve ne sarebbe alcun bisogno. Una volta uno di loro mi ha colpito molto; rispondeva piangendo ad offese omofobe, argomentando: perché mi odi, che posso fare se son nato così? Per quale motivo odiare un essere umano? Ora hai capito come la penso? Per quanto riguarda le lesbiche camioniste, hai toppato; come ti ho già detto, io le trovo femminili e (perdonami) nel mio immaginario, sessualmente molto attraenti. Infine non ho capito perché ti definisci una cavia. Allora dovrei definirmi tale anch’io? Ci leggiamo tra 15 giorni. Ciao.

          • rod scrive:

            Nemo, ti ringrazio per la risposta, anche se con i tuoi tempi si corre il rischio di vedere il DSM aggiornato di un’altra edizione. Non vorrei essere ripetitivo, ma un conto è nascere sotto una determinata stella, essere disprezzato ed oggetto di pregiudizio (questa è omofobia), un conto è “disprezzare” la propria sessualità prendendo ogni cosa si trovi a tiro, esclusivamente per semplice godimento. Trovo fondamentale avere una disciplina della propria identità ed operare le proprie scelte in sintonia con la propria dignità. Del resto, sono la promiscuità e le abbuffate sessuali, che hanno dato vita a flagelli come l’AIDS. Come ho detto nelle precedenti, anche tra gli LGBT esistono delle storture. Per essere più espliciti, tra i transgend, p.es., esistono uomini che vogliono diventare donna (MtF) ovvero donne che vogliono diventare uomini (FtM). Orbene, in molti casi le prime, (perdonami) conservano ancora il pisello perché ad alcuni degenerati piace quel rapporto torbido. Qui non parliamo di sentimenti, ma di vere e proprie patologie della libido. Qui non solo non parliamo di una coppia “normale” ma di una totale mancanza di rispetto e dignità dell’essere umano. Una situazione concettualmente simile si verifica quando si chiedono cose al proprio partner che tendono ad umiliarlo, come sottomissioni, attrezzi di prostrazione, rapporti innaturali che, appunto, tendono alla ricerca affannosa del godimento fine a se stesso, sporcando irrimediabilmente il sentimento. Per quanto attiene le mie umili considerazioni sulla scelta sessuale, percepisco lo “scambio” più che una tendenza verso l’altro sesso, una scelta. Perciò sono convinto che una L non bisessuale (che quindi non ritengo degenerata per i motivi di cui sopra), possa avere un piacevole rapporto sessuale con un uomo che la accarezzi dolcemente, anziché prenderla con violenza…. Se così fosse, dovremmo avvalorare la teoria di Kinsey, ponendo il soggetto con gradi, diciamo, tendenti a 3 ? Invece le”checce” palestrate, non potranno mai essere Russel Crowe nell’animo. Loro hanno una sensibilità, un profilo psicologico completamente incompatibile. Ne ho conosciuti diversi, anche colti e simpatici, ma lontani. Apprezzo la loro sensibilità, in particolare quando non impongono le loro avances e la loro identità come uno stendardo, anche perchè non ve ne sarebbe alcun bisogno. Una volta uno di loro mi ha colpito molto; rispondeva piangendo ad offese omofobe, argomentando: perché mi odi, che posso fare se son nato così? Per quale motivo odiare un essere umano? Ora hai capito come la penso? Per quanto riguarda le lesbiche camioniste, hai toppato; come ti ho già detto, io le trovo femminili e (perdonami) nel mio immaginario, sessualmente molto attraenti. Infine non ho capito perché ti definisci una cavia. Allora dovrei definirmi tale anch’io? Ci leggiamo tra 15 giorni. Ciao.

  8. Nemo scrive:

    Ah! Hai ragione, ho toppato, non tanto per il fatto della lesbica camionista (infatti il fatto che tu ci trovi sessualmente molto attraenti non preclude il fatto che pensi che abbiamo atteggiamenti tendenti alla mascolinità), quanto per l’illudermi che si potesse parlare.
    Che amarezza: tu parli, questo è fori discussione, ma non ascolti. Sei uno di quelli convinti che l’omosessualità sia una scelta, che tutto ciò che non è etero è “malattia” (devianza, eziologia…), e di essere dei santi in terra solo perché, cavolo!, sta parlando con un’invertita.
    D’accordo, riproviamo: gli omosessuali non prendono ogni cosa esclusivamente per semplice godimento più di quanto lo facciano gli etero; devo dedurre che tutti i playboy sono deviati? Tutti quelli che anno deciso che se ne fregano della sicurezza di un amore noioso per cercare l’utopia dell’amore perfetto (e cercano nei pub l’”altra metà dell’anima”)? Caro mio, di sano siete rimasti solo tu e il tuo ego (ma non è nemmeno così scontato: dipende dai parametri che vogliamo usare); ti consiglierei di convertire più persone possibile prima di estinguerti…
    Chi cerca l’amore saffico non disprezza la propria sessualità, ma la accetta per quello che è, e agisce di conseguenza. Se si reprimesse, allora sì che butterebbe alle ortiche la propria dignità.
    Sapevi che l’AIDS è nettamente più presente tra gli etero che non tra gli omo?
    Storture…! per buona creanza vedrò di non diventare volgare, ma ti lascio immaginare i miei pensieri nel leggerlo… transgender è chi non si riconosce lo stereotipo di genere maschio-femmina, e chi ha un’identità di genere discordante dal genere sessuale del proprio corpo. Quindi, spigami. Tu preferiresti che si suicidassero o si svilissero piuttosto che fare un’ operazione chirurgica?
    Se poi decidono di mantenere in parte il sesso d’origine -per regioni che a priori non puoi conoscere, potrebbero essere le più varie-, saranno fatti loro! Qualcuno lo farà forse per mero “godimento”, ma non vorrai fare di tutte le erbe un fascio…
    Parli di dignità: ti urta che “a causa loro” la figura dell’uomo venga svilita? Fossero questi i problemi… sono molte più le volte in cui mi vergogno di essere un homo sapiens sapiens di quelle in cui ne sono fiera, per le discriminazioni, le guerre, l’ipocrisia… in una parola: per la stupidità.
    Doveva avere un senso dell’umorismo molto spiccato chi ha dato il nome alla nostra specie.
    Ho poi la tentazione di ricordarti che omosessualità non è uguale a violenza, sadismo. Ti posso assicurare che io non chiedo nulla alla mia partner che possa umiliarla e viceversa, e così anche tutti le altre lesbiche o gay che conosco. Chissà perché, invece, non è poi così raro sentire del marito che seviziava la moglie, la figlia, l’amante.

    C’è anche chi sostiene (ma per favore, non continuare a citarlo come hai fatto con Kinsey, che già alla seconda volta non ne potevo più) che siamo tutti bisex, e che a causa della nostra cultura “reprimiamo” un orientamento sessuale durante la crescita… potrei quindi insinuare, come hai fatto tu, che un etero non degenerato (e che quindi non presenti forme di perversione che possono sfociare nella pedofilia, nel frottage, nel masochismo ecc) possa avere un piacevole rapporto con una persona dello stesso sesso. Fortunatamente ho una considerazione un po’più alta di te delle scelte degli altri, e quindi non ho la minima intenzione di farlo.

    Ahah… dato che apprezzo molto di più la sensibilità all’ostentazione di forza e arroganza -spesso a vanvera- mi perdonerai, spero, se, in linea di massima, sul piano psicologico preferisco un gay al nostro “virilissimo” Russel Crowe di turno.
    Mi sono definita “cavia” perché mi sono sentita sotto osservazione, giudicata (non ti devi giustificare); no, non ti devi definire in questa maniera anche tu: il fatto che la cultura sia ancora etero-centrica sopprime ogni desiderio di ricercare. È tutto così facilmente visibile!
    Un’ultima cosa: sfortunatamente per impegni personali posso passare poco al computer; se prima di questa mai risposta decideranno di cambiare la grafica… auguriamoci si vada verso un costante miglioramento dei servizi.
    Cordiali saluti.

    • rod scrive:

      Buongiorno Nemo, buone feste trascorse. Ti ho ritrovato nervosa, ma stai facendo tutto da sola, sappi che non volevo sottacere molte cose di quelle che hai detto. Innanzitutto non mi sono proprio sognato di sostenere che l’omosessualità sia una scelta; ho semplicemente operato una summa divisio, poiché ho potuto constatare che molti ci marciano per lussuria, come alcuni transgend cui mi riferivo, che non si operano per opportunità di clientela. Anche il discorso del mero godimento si limitava ad una parte degli omo, quella che non può rivendicare alcun diritto. Ti pregherei inoltre di non auspicare la mia estinzione, anche perché, prescindendo dai grandi numeri, non sono stato io ad auspicare quella dei gay, motivandola con i soliti discorsi di banale normalità non supportata da più pregnanti considerazioni, ma evidentemente, neanche così va bene. Quanto all’AIDS, non l’ho addebitata al mondo gay, ne ho semplicemente supposto la nascita a seguito di grandi abbuffate sessuali e rapporti bestiali, come quello che si suppone intrattenuto tra un essere umano ed un cercopiteco verde. Quanto ai rapporti umilianti, per essere espliciti, ritengo estremi, bestiali ed innaturali, p.es. quelli anali, che ingenerano conseguenze permanenti, come il prolasso e le malattie della prostata generate da batteri del retto, ovvero pratiche di sesso estremo, che non hanno nulla a che vedere con il sentimento e la sensibilità che citi, ma solo alla ricerca di godimento fine a se stesso. Per quanto concerne le tue preferenze di sensibilità rispetto alla mascolinità, non avevo alcun dubbio sulle tue scelte, come spero mi sia consentito di mantenere le mie. Infine, ritengo fondamentale ribadire che, un conto è condividere la propria esistenza con uomini aventi diversità di sesso, religione ed idee, un conto è condividerne le stesse. Questa considerazione, comune a soggetti anche di cultura elevatissima, trova comunque un limite nella legge e nelle “regole morali” che ne impediscano una serena coesistenza ispirata al concetti laicisti. Aggiungo, in tema di libertà di pensiero, che ho letto da qualche parte una frase di Voltaire che recitava: “non approvo quello che dici, ma fino alla morte difenderei il tuo diritto di dirlo”. Questa è vera democrazia. Ciò nonostante, io tenterò di orientare le mie scelte in conformità della MIA ideologia, anche se rispetterò quella laica. A proposito delle lesbiche camioniste: ho detto FEMMINILI e devo presumere dolci, data la sensibilità. E’ tutto. Tanti auguri.

      • Nemo scrive:

        Auguri anche a te, anche se piuttosto in ritardo…
        Soprassederò sul “molti”, perché certo io da sola non posso farti cambiare idea, anche se mi fa un po’ sorridere l’alta considerazione che hai del mondo LGBT nel suo complesso; ma, spero perdonerai la mia illimitata curiosità, sarei ora interessata a sapere se applichi tale summa divisio anche per gli etero. E nel caso tu lo faccia, perché possono godere di diritti preclusi alla controparte omosex? (E nel caso tu non lo faccia, perché?)
        Mi spiego meglio: di abbuffate sessuali eterosessuali ce ne sono (e ce ne sono state), e, benché il problema della penetrazione anale non mi tocchi da vicino, lo stesso potrebbe non potersi dire della mia vicina di casa o della tua -entrambe etero- che magari hanno il ragazzo/etc “libertino”. E faccio fatica a spiegarmi perché un pedofilo etero può sposarsi, avere figli e tutta un’altra serie di diritti che non credo ci sia diritto di enumerare, mentre io (che nonostante i miei difetti non mi ritengo a quel livello) non posso.
        Inoltre, se non hai collegato l’AIDS al mondo gay, per favore, avresti la cortesia di spiegarmi cosa c’entrava con il resto del discorso? Molto gentile.
        Non ho mai auspicato la tua estinzione -credo che subire questo tipo di “auguri” renda suscettibili all’argomento-, quanto piuttosto ti davo un consiglio, diretta conseguenza di un’evidenza; la nostra società sta decadendo: la TV offre uno stile di vita barbaro, e siamo sempre più abituati alle droghe e ai giochi virtuali che all’interazione faccia a faccia, sempre più persone si ribellano al dominio della chiesa, l’inquinamento raggiunge livelli critici… l’attuale civiltà non finirà oggi, forse, e nemmeno domani (neppure Roma è caduta in un giorno), ma se vogliamo sopravvivere dobbiamo cambiare. E se non lo facciamo imploderemo. In ogni caso, come vedi, non potremo più parlare della nostra società come di attuale, ma al massimo leggerla sui libri di storia.
        Un tentativo di ritorno al cattolicesimo sto parlando di decenni) probabilmente sarebbe paragonabile all’ultimo colpo di coda del cosiddetto “paganesimo” sconfitto; ovvero inutile…
        Da qui il consiglio di affrettarti, perché il tempo è limitato.
        Dato che ognuno è libero di esprimere la propria opinione, sono certa che non ti spiacerà se anche io dico quello che penso (ma sinceramente non vedo la necessità di ricordare che siamo in una democrazia ogni due per tre…); in verità mi auspico che tu segua le regole laiche dello stato in cui risiedi -presumibilmente l’Italia-, perché, sarà forse un mio difetto, credo che le regole di comportamento siano indipendenti dal credo religioso, “cibo” dell’anima.
        Motivo in più? Dato che ci non ci troviamo in Arabia Saudita (dove invece la legge è quella di Dio: la Sharia), le leggi dovrebbero essere indipendenti dal clero, uguali per tutti. E se Dio ti dice “uccidi”, mi auguro sempre che la coscienza faccia sempre il proprio lavoro…
        Ci risentiamo.

        • rod scrive:

          Scusa Nemo, come ti ho già comunicato, ho potuto percepire nella tua persona una notevole intelligenza, sensibilità ed anche un certo livello culturale, credo non solo “monotematico”. E’ forse la tua ipersensibilità che ti induce a partire sempre in quarta? Possiamo sempre parlare, le divergenze sono costruttive quando si prende atto delle diverse posizioni e si ascoltano le storie degli altri senza giudicare e senza insistere nell’indurre il prossimo a cambiare sponda. Purtroppo da parte tua percepisco ancora una certa riluttanza, perciò farò uno sforzo per farmi comprendere. Innanzitutto mi pare ovvio che la “summa divisio” va applicata nei confronti di tutti, come alcuni diritti che ritengo imprescindibili alla convivenza civile. Quanto all’AIDS, credevo si capisse chiaramente che è stato citato nel post in un contesto generale. Non credi di essere un pò prevenuta? Io non giudico i gay, ma se ti dicessi che non mi piacerebbe che mio figlio fosse tale, tu mi risponderesti che non vi è alcuna differenza tra omo ed etero, inoltre tu potrai considerare normali fatti che in realtà io non considero tali. Tu pensi che non siamo ancora avanti su certi argomenti, mentre io non lo vedo come un progresso, ma come incapacità di accettarsi. A te piace la sensibilità, a me pure, ma mi identifico con l’uomo gladiatore. E allora? Ma perché non ci accettiamo così come siamo, con le nostre convinzioni ed i nostri istinti? In realtà, l’errore consiste nel giudicare e nell’essere intolleranti verso il prossimo. Io non ho nessuno dei due difetti, mentre mi ripugnano le persone sporche dentro, che affermano di fare “sesso” e non di “fare l’amore”, mi ripugnano le persone che usano messaggi subliminali per imporre la loro laida esistenza come “naturale”, frutto del libero arbitrio. Non credo che il sentimento, quale che sia, etero od omo, possa identificarsi in questi personaggi. Non accetto coloro che vorrebbero sopprimere chi pensa diversamente dagli altri e ne critica pure l’operato, magari definendoli pure omofobi. Infine non apprezzo chi non si accetta per quello che è, ma al contrario, non propone, ma impone o addirittura propugna la propria identità in modo ridicolo e indignitoso, come fa ad esempio Maurizio Coruzzi, in “arte” platinette. Saranno pure c—i loro, ma questi soggetti interferiscono, anche incidentalmente con la vita di coloro che così non desiderano, per loro stessi ed i loro figli. Questo da a tutti noi il diritto di proporre con chiarezza le nostre idee, e se è il caso, di combattere per esse, senza alimentare sentimenti di odio e di rancore, che generano solo divisioni tra gli esseri umani. Voglio dire che non è tanto importante preferire un animo sensibile ad uno mascolino, ma quanto più importante è l’essere umano che è dentro di noi. Se noi ci convincessimo dell’esistenza di errori comportamentali, i cambiamenti relativi potrebbero essere solo proposti, mai imposti. In merito alla“summa divisio”, degli LGBT, devo aggiungere che quantunque il DSM (credo che tu sappia), raccolga i consensi della maggior parte dei medici, esso non abbia mai trovato un riscontro universale. Pertanto qualcuno ridiscute l’eziologia della psicologia gay, parlando ancora di patologia definita come“un’alterazione dell’orientamento dallo stato di default”, altri ancora sostengono che omosessuale è un comportamento moralmente deviato, causato sostanzialmente dal vizio. Queste ultime teorie, ovviamente, vengono contestate dagli LGBT. Non essendo un medico, non posso esprimere un’ opinione scientifica, e devo limitarmi alle esperienze personali, che quantunque umili, non sono poche e che mi inducono a pensare che non tutti gli omo vantano origini“genetiche”rispettabili. In ogni caso, far luce sull’aspetto psicologico o psichiatrico non esaurisce la questione, nel senso che anche se i medici fossero tutti concordi nel NON considerare quella gay una patologia, la questione non sarebbe esaurita. Non solo resterebbero altri problemi di natura etica, religiosa e morale, ma forse il pregiudizio, la non condivisione dell’assunto medico o semplicemente la volontà di orientare le proprie politiche diversamente. Continuare a propugnare l’orgoglio gay da un lato e la bieca intolleranza dall’altro, non porterà che a dolorose divisioni; occorrerebbe percorrere la strada della (non dico tolleranza), ma della pacifica convivenza. In ogni caso, questa piacevole discussione avrebbe un senso se la nostra curiosità ci inducesse a fare “da cavia” ed a scambiarci opinioni che a volte ti fanno vedere il mondo sotto una luce diversa. Al contrario, se la discussione si rivelasse solo fonte di malumori e contrarietà, essa diventerebbe sterile. Perciò, se come dici, ti avessi definito “invertita”, avrei offeso l’essere umano che è in te, non la tua tendenza a preferire le donne. Se invece ti definissi lesbica, non dovresti offenderti. Se sostenessi che la condizione necessaria per la procreazione di una specie è il rapporto tra due individui di sesso diverso, ne dovresti prendere atto (e lo hai già fatto), il che non significherebbe giudicare, denigrare o sminuire l’essere umano Nemo. Ma se partissimo da quest’assunto per stabilire ciò che è giusto e ciò che non lo è, faremmo solo filosofia e non arriveremmo da nessuna parte. Ciascuno di noi, dentro di sé, sa perfettamente dove finisce il bene e dove inizia il male, perciò possiamo esprimere unicamente dei punti di vista solo in base al buon senso ed alle nostre personali convinzioni; questo è l’unico spazio concesso in questa discussione. Al di là, vi è solo il libero arbitrio. Non credo di aggiungere altro. Auguroni.

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