Pastitsio greco

13/02/2012

     
 

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La Grecia difficilmente si salverà dal fallimento, schiacciata dal peso dei debiti e da ricette sbagliate – tagli e tasse invece di riforme – imposte da Europa, Germania in testa. Per Angela Merkel ci sarebbero “rischi incalcolabili per l’Unione Europea”. E anche per le banche tedesche che possiedono buona parte del debito greco.

Per salvare l’Europa da questi rischi l’unica soluzione sembrerebbero gli Eurobond, ovvero la creazione di un debito pubblico europeo, ovvero di fatto la nascita di uno stato federale europeo. Ma molti Paesi, Germania in testa, non ne vogliono sentir parlare.

La Grecia è stata portata al disastro economico dal partito “Nuova democrazia” di Karamanlis che, secondo i sondaggi, stravincerà le elezioni di primavera, perché la cura da cavallo alla Grecia l’ha dovuta imporre il suo successore Papandreu, leader del Pasok.

Molti pensano che alla fine la Grecia verrà forzata ad uscire dall’Unione Europea. Papandreu, al culmine della crisi, voleva proporre un referendum ai greci per uscire dall’Unione Europea, ma fu bloccato dagli altri leader europei, Angela Merkel in testa. Di sicuro avrebbe vinto il referendum e sarebbe rimasto leader della Grecia.

Karamanlis è un grande amico, personale e politico, di Angela Merkel. Papandreu no, e da premier ha rifiutato una commessa alla marina greca della Krupp – grande multinazionale tedesca – per quattro grandi sommergibili.

In questo pastitsio greco che potrebbe portarci tutti a carte quarantotto, gli eventi sin qui descritti sono tutte coincidenze. O no?

     
 

3 Commenti

  1. ginogori scrive:

    papandreu NON aveva proposto di referendare l’adesione greca alla UE, bensì:
    “…a referendum in which Greek voters would approve or reject, possibly by year’s end, Europe’s latest debt-crisis workout. ”
    http://www.bloomberg.com/news/2011-10-31/papandreou-says-new-greek-loan-plans-must-be-put-to-referendum.html

    imparate a fare il vostro mestiere

    • Comicomix scrive:

      Ora, che Papandreu aveva proposto di approvare o rigettare il Piano Ue per la Grecia è vero. Vero però è anche che all’epoca la valutazione pressoché unanime degli analisti ecomici e politici sulle conseguenze di quell’eventuale referendum (di cui era facile intuire l’esito) erano varie, tra cui la quasi sicura uscita dall’euro della Grecia.

      Che la cosa sia stata “semplificata” nel pezzo è vero. Come che chi scrive abbia molto da imparare su tutto (perché io lo SO, di non sapere).
      Forse però si può anche discutere del merito (che tra l’altro, se non si fosse capito, non è contro Papandreu) anziché fare i precisini. :-)

      Un caro saluto,
      C.

  2. Hangloose scrive:

    La Grecia è il secondo paese al mondo, dopo agli USA, per spese militari in rapporto al PIL.
    17 miliardi all’anno in crescita rispetto al 2010. Carri armati, navi, sommergibili, aerei (in molti casi vecchi e dismessi dalle forze armate) importati da Germania e Francia facendo debiti extra bilancio con banche tedesche e francesi, con il beneplacito (o la spinta) di Merkel e Sarkozy e togliendo fondi allo sviluppo del paese.
    Invece di imporre ai greci il taglio delle pensioni e delle spese sanitarie, la Merkel e Sarkozy dovrebbero restituire i fondi estorti alla Grecia riprendendosi i loro rottami……

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