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pubblicato il 26 febbraio 2009 alle 09:35 dallo stesso autore - torna alla home

330986441231a1c1cde4o Traffico dorgani di bambini in Italia? Maroni lancia lallarme...ma scherzava!Stava a scherza’, ahò. Scherzava. Il ministro Roberto Maroni tre settimane fa aveva lanciato l’allarme all’assemblea dell’Unicef: “I minori stranieri non accompagnati vengono utilizzati per furti, accattonaggio, prostituzione ma anche per l’osceno traffico di organi, del quale abbiamo ormai evidenze certe“. Evidenze certe, aveva detto il responsabile del Viminale, mica chiacchiere. L’Aido aveva smentito il ministro a stretto giro di posta, ma giustamente i giornali all’epoca avevano sottolineato il fatto: Il Messaggero, Adn Kronos, La7 e la Stampa, ad esempio, alla quale il ministro aveva dichiarato: “Uno dei mezzi più efficaci che useremo per contrastarlo sarà l’attuazione di un accordo internazionale chiamato “Prud”, che istituisce la banca dati nazionale e degli altri paesi europei del Dna. Con questi strumenti – ha concluso – potremmo contrastare meglio il fenomeno“.

Ieri Maroni, a modo suo, ha smentito tutto. “Non ho mai detto che c’è evidenza che all’interno del sistema sanitario italiano si svolgano attività” che hanno a che fare con il traffico di organi di minori. Quando ho parlato di traffico di organi ho messo insieme le sparizioni di minori e le segnalazioni di inchieste svolte in diversi Paesi, anche tramite Interpol, sul traffico di organi. Il resto – ha aggiunto – sono libere interpretazioni“. Ovviamente, qui c’è parte del discorso pronunciato  all’Unicef , dal quale si evince che il ministro non aveva detto che stava semplicemente facendo supposizioni incrociando dati. Aveva parlato di evidenze certe. Qui dice che il sistema sanitario nazionale (pubblico – ci mancherebbe pure – ma soprattutto privato) non c’entra. E perché? Ma perché  un traffico d’organi richiede: un trafficante, una vittima, un espiantatore, uno stoccaggio degli organi, una implementazione, forse un cadavere. Richiede comunque un’attrezzatura sanitaria di un certo livello“. Insomma, non sono cose che si possono fare in cantina, come ricettare un’automobile o riverniciarla per venderla come nuova dopo aver segato il numero del telaio. E quando Maroni si difende dicendo che lui ha soltanto messo insieme i dati, si smentisce di nuovo da sé: in che modo la sparizione di un minore (dove? In Italia? Il ministro non lo precisa, ma parrebbe intendere così) e le inchieste svolte dall’Interpol in paesi diversi dall’Italia porterebbero a dedurre che in Italia si svolge in maniera sistematica e attiva il traffico d’organi? L’unico modo che viene in mente è pensare che visto che in altri Paesi si aprono inchieste, ma in Italia no, questo significa che ci sono anche da noi ma la Polizia non è brava come all’estera. Il ragionamento però ha una piccolissima grinza: l’Interpol è stata istituita “per la ricerca di chi ha commesso dei reati all’estero o vi si è trasferito e per la repressione della criminalità operante su scala internazionale“. Quindi, avrebbe nel caso tutta la titolarità per muoversi anche in Italia. E se non lo fa, allora significa che non ha nulla su cui muoversi. I ministri dell’Interno, tra una fregnaccia e l’altra, dovrebbero pur averlo, uno straccio di funzionario che gli spiega come evitare di dire cose in palese contraddizione con la logica, o no?

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E a proposito di vaticini, chissà se ora anche all’Isae toccherà entrare nel novero dei corvi e dei porta sfiga compilato dal governo di recente. Anche l’istituto di ricerca che dipende dal ministero del Tesoro ha infatti ieri predetto per l’Italia un 2009 di recessione, quantificandolo in un -2,5% del Pil. Esattamente come aveva fatto il Centro Studi Confindustria la settimana scorsa, ricevendo dal responsabile delle Attività Produttive, Claudio Scajola, una durissima reprimenda: “Basta con i centri studi nazionali, che si compiacciono di diffondere il pessimismo, rivedendo sistematicamente al ribasso di mezzo punto percentuale le stime effettuate dagli istituti internazionalì. Finiamola con questi corvi che passano per strada”, aveva aggiunto il ministro. Spiace dover annoverare tra di essi quindi anche l’Isae, che – ricordiamolo – è un istituto di ricerca che dipende dal ministero del Tesoro. Anche Tremonti è un corvo. Magari inconsapevole, ma pur sempre un corvo. 

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Intanto, le ronde, appena istituite, non hanno nemmeno fatto in tempo a rendere qualcosa allo stato e diventare monopolio di fatto: le hanno già privatizzate . “Giuridicamente non ci sono dubbi – spiega Stefano Merlini, costituzionalista a Firenze – la norma per come è scritta lascia la possibilità di un finanziamento privato delle ronde. Le associazioni di cittadini, riconosciute dall’articolo 18 della Costituzione, possono infatti chiedere contributi a chicchessia. Le ronde potranno dunque rivolgersi alla Confcommercio, Confesercenti, aziende o negozianti. Nella loro funzione di pubblica utilità potranno chiedere finanziamenti. Il rischio è uno squadrismo pagato da quella parte della popolazione che non si sente sufficientemente protetta. Di più, si può finire per istituzionalizzare un rapporto mafioso: io ti proteggo, tu mi paghi”. Merlini è caustico: “Per lo Stato di diritto è il primo passo verso l’abisso“. 

(Vignetta di Mauro Biani)