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Elezioni Roma 2016, Guido Bertolaso si candida?

Chi sarà il candidato del centrodestra per le Elezioni Roma 2016? Se dalle parti del centrosinistra, e del Partito Democratico, la situazione va schiarendosi anche se rimane confusa, dall’altra parte della barricata il caos è totale: i nomi rimbalzano, Giorgia Meloni sì, Giorgia Meloni no, il tavolo nazionale del centrodestra è nell’impasse più nera. E in questo caos, cammina in città un nome: quello dell’ex direttore della Protezione Civile Guido Bertolaso, sondato negli scorsi giorni da Silvio Berlusconi in persona. Che oggi, intervistato dal Tempo, manifesta la sua esplicita disponibilità: a determinate condizioni.

ELEZIONI ROMA 2016, GUIDO BERTOLASO SI CANDIDA?

Quello di un percorso civico, pur nel fronte conservatore, che lo sostenga. Martino Villosio intervista Bertolaso sul quotidiano della capitale.

«Se parliamo di fatti, e non di chiacchiere, non ho novità. Posso dire che se ci fossero le condizioni per una candidatura al di sopra delle parti e dei partiti, penso a una lista civica con un programma molto preciso, potrei prenderla in considerazione perché io amo Roma e mi addolora vederla ridotta così. Ma servono le condizioni, senza questi giochetti politici. Io non sono mai stato un politico, e mai lo sarò». Guido Bertolaso risponde al telefono da fuori Roma, e a domanda («correrebbe per la poltrona di sindaco della Capitale?») risponde chiaramente che sì, la cosa per quel che lo riguarda si potrebbe fare davanti a un’offerta credibile. Tocca ai vertici del centrodestra, semmai, sciogliere le riserve e venire a capo di una situazione che, ripete l’ex capo della Protezione Civile, al momento sarebbe ancora «fluida».

Bertolaso, sarà candidato sindaco di Roma per il centrodestra?
«Continuo a leggere sui giornali di quest’ipotesi, ma non c’è assolutamente nessuna novità, nessun fatto reale».

Il pressing di Berlusconi nei suoi confronti?
«Quello c’è stato, però una cosa è parlare di questo argomento un’altra poi è entrare davvero nel merito e affrontarlo con serietà. Perché le chiacchiere a casa mia stanno a zero. Sono uno che bada ai fatti. Da questo punto di vista non ci sono assolutamente novità».

Le è stata fatta una proposta?
«È stato fatto un ragionamento sulla base di tutta una serie di altre riflessioni su altri possibili candidati. Penso che nella realtà ci sia una situazione molto fluida nella quale ognuno è ancora alla ricerca di possibili candidati, da una parte e dall’altra».

Tuttavia, sì, il nome di Bertolaso c’è.

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Lei avrebbe davvero voglia di cimentarsi nella corsa per Roma e, nel caso, nel suo governo?
«Siamo arrivati a una situazione talmente drammatica che credo sia una sfida da far tremare le vene dei polsi. È ovvio che poi Roma è la mia città, le sono sempre stato legatissimo, la adoro e mi piange il cuore nel vedere lo stato di degrado in cui si trova. Quindi se un giorno davvero dovessero esserci le condizioni per dare una mano a risollevarla si può anche prendere in considerazione l’ipotesi».

Quali sarebbero le condizioni per candidarsi?
«Si tratta di eleggere un manager in grado di far funzionare questa città che è allo stremo, quindi la politica e i giochetti politici contano poco. Quello che conta è curriculum, la capacità di fare e i programmi molto precisi per quello che si deve realizzare. Servirebbero le condizioni non solo nel centrodestra ma nell’arco della città, con delle persone per bene della società civile per poter immaginare una candidatura al di sopra delle parti e dei partiti».

 

Ci sono dei processi a carico di Bertolaso, è vero: l’ex dirigente della Protezione Civile auspica che, per la data delle elezioni la sua situazione giudiziaria sia definita.

Lei avrebbe davvero voglia di cimentarsi nella corsa per Roma e, nel caso, nel suo governo?

«Siamo arrivati a una situazione talmente drammatica che credo sia una sfida da far tremare le vene dei polsi. È ovvio che poi Roma è la mia città, le sono sempre stato legatissimo, la adoro e mi piange il cuore nel vedere lo stato di degrado in cui si trova. Quindi se un giorno davvero dovessero esserci le condizioni per dare una mano a risollevarla si può anche prendere in considerazione l’ipotesi».

Quali sarebbero le condizioni per candidarsi?

«Si tratta di eleggere un manager in grado di far funzionare questa città che è allo stremo, quindi la politica e i giochetti politici contano poco. Quello che conta è curriculum, la capacità di fare e i programmi molto precisi per quello che si deve realizzare. Servirebbero le condizioni non solo nel centrodestra ma nell’arco della città, con delle persone per bene della società civile per poter immaginare una candidatura al di sopra delle parti e dei partiti».