Il caso Komen: quando conviene stare dalla parte delle donne

10/02/2012 - Aver convinto la fondazione a ritirare i contributi che versava a Planned Parenthood, si è trasformato in un disastro Negli ultimi anni si è assistito in Occidente a un deciso cambiamento della postura delle destre antiabortiste cristiane, che sul tema hanno

     
 

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Aver convinto la fondazione a ritirare i contributi che versava a Planned Parenthood, si è trasformato in un disastro

Negli ultimi anni si è assistito in Occidente a un deciso cambiamento della postura delle destre antiabortiste cristiane, che sul tema hanno perso ovunque la battaglia legislativa, ma che non per questo hanno rinunciato a battersi contro quello che rappresentano come un’orrendo crimine.

PRO LIFE - Una battaglia condotta in particolare cercando di limitare in ogni modo l’accesso all’aborto, alla contraccezione e all’educazione sessuale. Succede in Italia, dove non ci sono state risparmiate vergogne come l’abuso dell’obiezione di coscienza da parte dei medici, la sparizione dell’educazione sessuale e contro l’HIV e persino l’offerta dei funerali per i fetini, introdotta dalla Regione Lombardia. Che alle madri dice di voler offrire un servizio in più, mentre è chiaro dalle modalità con le quali lo offre che intenda affermare la natura omicida dell’aborto ,attraverso un espediente destinato principalmente a provocare sofferenza nelle mancate madri. Anche negli Stati Uniti il fenomeno è imponente ed esplode spesso in manifestazioni virulente. Là non è il clero con le mani sulla sanità a rendere quasi obbligatoria l’obiezione di coscienza, ma una folta pattuglia di pazzi convinti che appunto i sanitari che praticano aborti siano assassini e gli ospedali dove si praticano siano i luoghi dov’è in corso più grande eccidio di tutte le epoche. Pazzi peraltro violenti, come dimostra il discreto numero di medici caduti per mano di fanatici, ai quali s’aggiunge una buona parte di americani religiosamente convinti che l’aborto sia il male e che il sesso in sia genere una cosa sporca e per lo più proibita.

IL BOOMERANG – Meno truce ma non meno efficace l’azione di lobbying che promana dalla sponda repubblicana e martella sistematicamente media, corporation e politici. Una delle ultime prodezze si è però rivelata un boomerang, risvegliando in un buon numero di donne l’idea che ci sia bisogno di mobilitarsi per rinnovare quei diritti sempre più compressi e messi in discussione dai tentativi di sabotaggio delle destre. L’aver convinto la fondazione Susan G. Komen for the Cure a ritirare con un pretesto i contributi che versava a Planned Parenthood, si è presto trasformato in un caso esemplare di disastro. A dimettersi sono stati per primi proprio dirigenti e dipendenti della fondazione Komen, dopo di che è stata un’alluvione di reazioni scandalizzate che hanno spinto la Komen a ritornare velocemente sui suoi passi e ad annunciare che nel caso di Planned Parenthood ha sbagliato nell’applicare una regola a tutela dei donatori e della fondazione. Come molti hanno fatto, notare togliere i finanziamenti a un’istituzione venerabile come PP perchè “sotto indagine” a seguito delle denunce degli antiabortisti ha il sapore amaro della beffa e dell’ingiustizia, che diventa un delitto quando si pensa che quei contributi andvano a un programma per la prevenzione del cancro al seno.

COSA E’ PP – Planned Parenthood è una grande federazione di cliniche e istituzioni sanitarie che discende dall’American Birh Control League, fondata nel 1921 da Margaret Sanger che costruì anche la prima clinica dedicata al controllo delle nascite. Planned Parenthood fornisce assistenza e informazioni per le donne e i bambini, ma il fatto che finanzi anche l’educazione sessuale, i contraccettivi e gli aborti, e che per giunta sia dotata di un braccio (la Planned Parenthood Action Fund, Inc.) che si occupa di lobbying a favore di una legislazione pro-choice, l’ha messa in cima alla lista dell’odio degli anti-abortisti. Manifestazione dello stesso tipo di resistenze sono i problemi che sta incontrando Obama con la proposta di rendere obbligatoria la copertura assicurativa dei lavoratori anche per il “controllo delle nascite. Proposta che ha fatto infuriare le organizzazioni religiose, indignate dall’idea di essere costrette a finanziare gli aborti e i contraccettivi. Obama ha forse risolto la faccenda in maniera bizzarra, che però ha accolto il favore delle massime autorità cattoliche negli USA: la copertura del “birth control” sarà obbligatoria per le assicurazioni, che dalla riduzione delle gravidanze, indesiderate e no, ci guadagnano. Non si conosce ancora il parere degli assicuratori, che probabilmente piangeranno lacrime di coccodrillo e poi ribalteranno costi reali e immaginari sui clienti.

IL CASO KOMEN - Una vera e costante opera di sovversione e di propaganda, che mira a sovvertire l’impianto legislativo e ad affermare una visione del mondo che appartiene ormai solo a una parte dei cristiani americani, convinti che la cosa migliore da fare con il sesso sia nasconderlo ed evitarlo il più possibile. Propaganda che fallisce sistematicamente, come sono falliti i tentativi di proporre l’astinenza come alternativa all’uso dei contraccettivi, tanto che l’ultimo sondaggio Gallup ha rilevato che il 98% delle donne cattoliche che ha avuto esperienze sessuali ha usato metodi per il controllo delle nascite. Prendendo le mosse dalla ribellione trasversale che si è verificata per il caso Komen, hanno ritrovato la parola su questi temi anche alcuni senatori democratici, che al grido di “adesso basta” hanno deciso di lanciare la “One milion strong for women”, iniziativa che si propone la creazione di un’associazione di base per la protezione dei diritti e della condizione della donna o, più modestamente, di raccogliere e organizzare le energie viste all’opera contro la decisione della Komen. Un attivismo come non si vedeva da anni, non una semplice reazione fisiologica a un attacco estemporaneo, ma la presa di coscienza dell’esistenza di una minaccia e della necessità di affrontarla in maniera adeguata e organizzata. Se non altro un segnale di risveglio e una presa di coscienza.

     
 

4 Commenti

  1. Gianni scrive:

    I bigotti negli U.S.A. sono i più integralisti; mi domando se quello sarebbe il paese dove la libertà è il bene supremo, come spesso si sente dire.

  2. M scrive:

    Brutte malattie il bigottismo e il fanatismo religioso, soprattutto per la loro tendenza a voler controllare la vita della gente in un modo dittatoriale e oscurantista.
    L’educazione sessuale nelle scuole non induce i ragazzi a fare sesso (lo fanno comunque) ma a farlo in modo responsabile conoscendo tutti i rischi, dalle malattie alle gravidanze indesiderate.
    La possibilità di abortire non obbliga a farlo chi non vuole, ma dà la possibilità a chi non desidera portare a termine una gravidanza di non farlo.
    Il controllo delle nascite, in un mondo che sta avendo un’impennata demografica pericolosa e autodistruttiva, è una cosa saggia.
    Perché questi fanatici si comportano così? Perché sanno benissimo che anche fra di loro c’è gente, magari i loro stessi figli, che se ne hanno la possibilità sfruttano (giustamente) tutte queste risorse.
    E poi in generale c’è questo approccio dittatoriale e maschilista che vede la donna come un utero e basta. Ma finiamola.

  3. M scrive:

    Cmq Giornalettismo ha dei grossi problemi coi commenti ultimamente…

  4. Engine scrive:

    Per citare George Carlin, quelli non sono pro-life: sono anti-women.

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