Siria, una guerra anomala

10/02/2012 - Tra attentati e vendette, la situazione si complica E’ stato un nuovo venerdì di sangue in Siria. Una duplice esplosione stamani ha provocato almeno 28 morti e oltre 200 feriti ad Aleppo, nel nord della Siria. Tra le vittime si

     
 

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Tra attentati e vendette, la situazione si complica

E’ stato un nuovo venerdì di sangue in Siria. Una duplice esplosione stamani ha provocato almeno 28 morti e oltre 200 feriti ad Aleppo, nel nord della Siria. Tra le vittime si contano anche bambini, oltre a civili e militari.

L’ATTACCO DI ALEPPO - Dietro l’attacco di Aleppo, ha accusato il governo siriano, ci sono “gruppi terroristici che stanno ricevendo sostegno da Paesi arabi e occidentali, i quali insistono nel mettere a repentaglio la sicurezza della Siria”. ”La Siria – si legge in un messaggio del ministero degli Esteri di Damasco alle Nazioni Unite – chiede al Consiglio di Sicurezza di assumersi le proprie responsabilità nella lotta al terrorismo”. Diversa la versione sui fatti di Aleppo fornita dall’Esercito siriano libero, composto da soldati disertori, che in un primo momento sembrava aver rivendicato l’attacco, ma poi ha smentito ogni responsabilità in un messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook.

CHI E’ STATO? – Il capo dell’Esercito siriano libero, colonnello Riad al-Assad, ha ammesso che questa mattina i suoi uomini “hanno effettivamente attaccato Aleppo e le due basi militari che si trovano al suo interno, ma gli attentati sono avvenuti dopo il ritiro dei nostri uomini”. Il leader dei ribelli ha quindi accusato della strage “gli uomini del regime siriano che erano presenti in zona. Noi – ha affermato al-Asaad – non facciamo attentati di questo tipo”. Il Sun illustra le cifre dell’attacco: 25 morti e 175 feriti. E riporta voci degli attivisti che accusano il governo siriano di aver deliberatamente bombardato la città con l’obiettivo di scatenare una guerra civile.

I VETI DI RUSSIA E CINA - Il Presidente Bashar Al-Assad è stato pubblicamente accusato di aver orchestrato l’attentato per distrarre l’opinione pubblica mondiale dal massacro perpetrato nella città di Homs. Assad può godere anche della protezione della Russia, la quale continua sia ad armare l’esercito regolare sia a porre il veto a qualsiasi risoluzione ONU che consenta la conclusione di 11 mesi di massacri. A far compagnia alla Russia c’è la Cina, altro membro permanente del Consiglio di Sicurezza. Entrambi i giganti non hanno mai chiesto ad Assad di finirla con la violenza.

NOI NON UCCIDIAMO CIVILI - L’esercito regolare avrebbe compiuto la sua prima offensiva terrestre a Homs proprio mentre venivano attaccate le caserme di Aleppo. La Tv di stato ha ripreso i corpi di cinque vittime tra le macerie e ha definito le esplosioni “un atto terroristico”, il primo significativo nella più grande città siriana. “L’opposizione e il libero esercito siriano non uccidono i civili”, questa la risposta di Mohammed Abu-Nasr, capo dell’opposizione ad Aleppo, città che rappresenta una delle basi del consenso di Assad, ma gli oppositori sostengono che siano stati i suoi uomini ad attaccare il principale centro commerciale del Paese, sia per gettare dei dubbi sui ribelli sia per spegnere sul nascere le proteste previste contro il regime.

NEL FRATTEMPO A HOMS – Ma un nuovo bagno di sangue, secondo le testimonianze degli attivisti, sarebbe avvenuto anche a Homs, città della Siria centrale da giorni sotto il fuoco delle forze governative. Secondo il Comitato generale della rivoluzione siriana, almeno 39 persone sono state uccise in questa città, dove per il nunzio apostolico in Siria, monsignor Mario Zenari, la situazione è drammatica. ”Alla gente mancano cibo e medicinali e i feriti si contano a centinaia negli ospedali e nei ripari di fortuna, dato che non si puo’ uscire di casa ed e’ diventato persino difficile seppellire i morti”, ha affermato il rappresentante vaticano. Anche nella capitale, finora risparmiata dalle violenze, “l’atmosfera è tesa, i prezzi dei generi alimentari e di alcuni beni di consumo sono saliti alle stelle e dalla periferia arrivano notizie di rapimenti lampo, episodi di estorsione, che non si erano mai verificati prima”, ha precisato il nunzio che si augura una “soluzione urgente e pacifica” della crisi.

LA POSIZIONE DEL VATICANO - Ormai si spara ormai anche sui bambini. E’ questa la drammatica denuncia del nunzio apostolico a Damasco monsignor Mario Zenari che ha parlato alla Radio Vaticana del momento che si sta vivendo in Siria. “C’è una spirale di violenza -ha detto- una violenza che aumenta di giorno in giorno e la povera gente ne fa le spese, a cominciare da tutte queste vittime innocenti: l’Unicef parla di oltre 400 bambini morti dall’inizio del conflitto”. “E’ una cosa incredibile -ha aggiunto monsignor Zenari- una cosa impressionante: i bambini sono presi di mira per esempio ad Homs, dove si spara su qualunque cosa si muova”. “Allora – ha detto ancora – si spara addosso anche a qualche bambino che magari in mano ha soltanto la spesa, il pane o del cibo che era andato a comprare per la famiglia. Qui cominciano a scarseggiare i viveri, scarseggiano le medicine; e’ difficile curare i feriti ed e’ addirittura rischioso soccorrerli”.

SITUAZIONE TERRIBILE - “Questa mattina – ha raccontato il nunzio – un padre mi diceva che una signora greco-ortodossa era andata da lui a supplicarlo: Mi aiuti a seppellire quattro famigliari, tra cui mio padre, morti in casa da quattro giorni”. Non si riesce neanche a seppellire i morti. E con grande rischio hanno seppellito questi morti, scavalcando il muro del cimitero”. In merito agli attacchi verificatisi ad Aleppo, il rappresentante del Papa ha osservato: “Non si sa chi stia dietro a questi attentati, a queste esplosioni. E’ una situazione molto complicata: bisogna andare a decifrare tutta questa spirale di violenza’. Ancora monsignor Zenari ha affermato che la ripresa del dialogo “è molto, molto difficile. Purtroppo credo che la possibilità del dialogo si complichi ogni giorno di piu’, via via che cresce questa spirale di violenza. Comunque bisogna sempre sperare”.

     
 

4 Commenti

  1. el azzaharita scrive:

    ……………guerra anomala, come in nicaragua, come in libia, come in graenada, come el salvador, come in venezuuela, non in yemen, non in barhein, ma in somaliland ………………….. in siria.

    • carlo scrive:

      guerra anomala, ma mai come la mente di el hazzarita
      una semplice ribellione che coinvolge sempre più gente
      e che tutti gli alleati della siria ci tengono a sminuire, per ragioni schifosamente politiche o militari
      come la russia che ha basi militari in siria dai tempi dell’unione sovietica

  2. Ragionaregrazie scrive:

    Ovvio, i Siriani, che sono nel mirino di tutto l’occidente “democratico” trovano particolarmente geniale mettersi ad “torturare ed uccidere” i bambini, metodo ideale per ingraziarsi l’opinione pubblica. Sono dei geni delle pubbliche relazioni.
    Sarebbe come dire che un’imprenditore con la finanza in casa rientra tranquillamente con una borsa piena di contanti e si mette a contarli davanti ai finanzieri.
    Non so se mi stupiscono di + le cazzate che diffondono certi giornalisti o il fatto che ci sia anche chi ci crede.

  3. el azzaharita scrive:

    io vorrei solo far capire che, prima di attaccare un avversario, rievrsano su di lui tutte le nefandezze inventate al solo scopo di renderlo attaccabile. Non hanno mai detto cosa ha fatto gheddafi (pur essendo uno spietato dittatore! ma chi può mantenere il potere per tutto quel tempo con ‘dolcezza’?); nulla su ahmadi-nejad (da sindaco a capo di governo……………ma con l’appoggio di chi? scusate), di ben alì……………..vogliamo continuare? Nel nome di Allah! potente e misericordioso.

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