La prima volta che ho visto il pisello di un uomo avevo più o meno dodici anni, giuppersù. Di sicuro ero alle medie ed altrettanto di sicuro non avevo in programma di vederne uno. Non sapevo manco come fosse fatto e francamente non mi interessava manco granché.
Stavo pensando ai fatti miei all’uscita di scuola, tornando a casa sul marciapiede della strada sul retro della scuola, per evitare la massa di altrettanti ragazzini. Ero una ragazzina molto isolata, molto introversa, molto disadattata all’epoca. Molto sola. Anche in quel momento, cosa che non é sfuggita a un tipo che
mi avvicinò in bicicletta. Oddio, più che avvicinarmi mi quasi travolse, visto che salì sul marciapiede e quasi mi incatastò al muro, ma vabbeh… io nella mia infinita ingenuità pensai che volesse chiedere un’informazione. Solo che il dito che teneva puntato non era propriamente l’indice. In retrospettiva non ricordo affatto i particolari del suo pisello, ricordo solo dettagli quali la bicicletta, il tipo in questione che era giovane ma non giovanissimo, probabilmente un 20/25enne o giupperlì, a 12 anni é difficile inquadrare le età dei “grandi“. Ricordo di aver biascicato un patetico e balbettante “non ho tempo devo scappare” (buffi i parti ridicoli delle menti imbarazzate), ricordo nettamente la sensazione del sangue che defluisce dal volto, il classico “sbiancamento” da panico. Ricordo di non aver capito un ciufolo e di essere corsa a casa. Ricordo di non essere stata in grado nemmeno di metabolizzare o spiegare a me stessa cosa fosse successo, ma solo di aver percepito una minaccia, un pericolo, che mi fosse successo qualcosa di terribilmente brutto senza capire nemmeno bene cosa. Non ho mai raccontato nulla di questo ai miei genitori e non so nemmeno perché. So che mi sentivo molto stupida, come se avessi sbagliato qualcosa e non so cosa. Ancora oggi, a distanza di 23 anni da allora, mi vergogno profondamente di quella frase stupida che tirai fuori. E non so perché. So solo che di quell’episodio io, ancora oggi, mi vergogno. Mio malgrado, mi vergogno.
SEI PICCOLA: GUARDALO E BASTA - Negli anni successivi ho scoperto che le indicazioni stradali di solito si chiedono alle ragazzine in evidente età scolare. Il target preferito sono proprio le ragazzine delle medie, evidentemente, che è ben noto: hanno in testa un Tom Tom. Sono meglio di un tassista se devi trovare una strada e non sai dove sia, per questo motivo vengono accostate un N numero di volte per chiedere come raggiungere la propria destinazione. Col pisello in mano, probabilmente per una disattenzione: si sa che la macchina si guida in maniera assolutamente indipendente con una mano sul cambio o uno sul pisello. E poi raccontatemi ancora che l’automobile per gli uomini (italiani?) non sia un’appendice della propria sessualità. Certo, sempre in retrospettiva il tizio in bicicletta che mi sverginò dal punto di vista delle molestie sessuali era pure uno sfigato, per fortuna il mio orgoglio é stato risollevato dai meno sfigati pisellomacchinamuniti. Eh beh, insomma, siamo mica delle pezzenti noi ragazzine delle medie, se dovete farci vedere il pisello che sia almeno con un contorno medioborghese adeguato.
ORA FATTI TOCCARE UN PO’ - Ma per fortuna quell’età sfigata che io abolirei dalla crescita di chiu
nque con un decreto legge, magari per metterla in coda alla vita (pensate che bello: a 89 anni ti ribecchi quei 4 o 5 anni rimasti indietro, una vera rifiatata prima del rush finale), poi FINISCE. Solitamente con le tette che crescono, le chiappe che si arrotondano e le mestruazioni che sanciscono una rottura di palle aggiuntiva che andrà avanti fino alla menopausa, con buona pace del conto in banca da sperperare in assorbenti, pillole, visite ginecologiche e test di gravidanza. A quel punto chissà perché gli uomini smettono di chiederti indicazioni stradali, forse perché si presume che a quel punto cosa sia un pisello la ragazzetta (non più “ina”, poi diventa “etta”) sappia cosa sia e si metta ad urlare insulti da trivio in modalità Wanna Marchi ai danni del segaiolo di turno. Piuttosto scomodo, meglio non rischiare. Il problema é che superata la categoria dei molestatori esibizionisti, relativamente innocui se non dal punto di vista psicologico, si passa di livello e si approda alle spiagge dei molestatori mano lesta. Sarà perché hai messo su i sopracitati tette e culi, probabilmente, che inducono in tentazioni molto più carnali di due occhi sgranati. Ed ecco che gli autobus pieni segnano il passo della svolta: una mano in mezzo alle gambe diventa molto più frequente di un controllore. Al punto tale che diventa un’abitudine associare la vidimazione del biglietto a quella della figa. Eh, ma dite voi, mò tutti pressati schiacciati negli autobus pieni che oltretutto frenano, pigliano buche, curve, dentro si fa la onda… vuoi vedé che non capita una mano in posti inappropriati in maniera del tutto involontaria, mò stai a vedere che sò tutti pervertiti. Si, va bene, dico io, una mano può finire su una tetta per sbaglio, può anche finire in mezzo alle gambe per errore, tutti pressati schiacciati negli autobus sbandanti… ma c’hanno tutte il delirium tremens ste mani, che le dita sembrano tarantolate?























Bello. Prima drammatico, poi divertente.
La statistica l’avrei evitata, fa tanto di riepilogando ma, son poche righe, si salta con tranquillità. Ottimo il finale delle firme, una chiamata alle armi.Brava.
Grazie.
La statistica l’ho inserita li’, nuda e cruda, per richiamare ad una riflessione: il mio vissuto non e’ solo mio. Non e’ eccezione. Au contrair. In un periodo in cui si vuol coltivare un sentito di “allarme stupri” come se fosse una strana malattia d’importazione ci tenevo a far due conti. O a farli fare. Perche’ a farmi paura non e’ la straordinarieta’, ma l’ordinarieta’. Quella che a pochi sembra interessare.
Ottima risposta.
Oddio, ottima risposta credo di non averlo mai detto a nessuno. Andiamo bene.
Devo considerarlo un evento straordinario, allora. E di conseguenza non c’e’ di che preoccuparsi
Rigrazie (sto diventando noiosa).
uno degli scritti migliori di Giornalettismo.
ora non esageriamo
Bel pezzo, complimenti.
Non trovo parole anche perchè è difficile lasciare un commento su una questione su cui siamo tutti d’accordo.
Ciao
Lodovica
la riflessione di fondo sul rapporto tra realtà quotidiana e realtà straordinaria sbandierata dai media (che come tale necessita di una legislazione d’emergenza per soddisfare la coscienza sociale) mi sembra inconfutabile.
Viviamo in una società permeata di violenza verso le donne, una violenza che vive più del privato quotidiano che dei casi eclatatanti.
Eppure la cosa non sembra essere sentita come una urgenza sociale: sarà l’assuefazione, sarà l’inefficienza della giustizia, sarà la paura e la vergogna delle vittime ma la violenza sulle donne fa notizia ( e genera allarme) solo se c’è una spruzzata di sangue da sbattere in prima serata o se l’autore è un immigrato (probabilmente perchè la cosa offende il legittimo orgoglio del maschio italiano che vede il suo territorio invaso da concorrenti).
-in tutto questo l’ipocrisia e la strumentalizzazione della politica e dei media fa danni, fa danni al tessuto sociale perchè nasconde i realti problemi e fa male al tessuto istituzionale che si trova infarcito di deliranti norme emergenziali.
Amen
Io la firma non la metto.Però, tanto per cominciare, mi alzo in piedi e invito anche gli altri a farlo in una bella standing ovation a chi ha avuto il coraggio di scrivere queste cose.
Invito donne e uomini molestati…perché succede anche a loro; solo che loro si vergognano ancora più di noi. La donna sente oscuramente che se un uomo ha avuto certe idee sul suo conto forse era perché aveva la faccia da troia; gli uomini pensano di aver avuto la faccia da gay. Roba che oltre a farti sentire sporco e a rimanerti appiccicato addosso come una bava di lumaca inamovibile e vitalizia, rischia pure di farti confondere le idee sulla tua identità sessuale.
Però…una cosa la devo dire, anche se mi dispiace un pochino dirla perché rovina un po’ la generalizzazione della vittima indifesa. Ma tant’è…è la verità, quindi la dico.
La prima (e unica) volta che a me è successo al cinema, io ci ho messo un attimo a mettere a fuoco: avevo una quindicina d’anni e ai miei tempi, per una quindicenne, il pisello era ancora una cosa verde col baccello.
Nonostante questo, un’idea del sinonimo ce l’avevo: quindi, una volta realizzato che il mio vicino di poltrona non aveva il baccello, in quello su cui mi aveva posato la mano ho piantato le unghie e ho tirato di brutto.
Credo sia ancora lì che corre adesso.
Il fatto che abbia reagito non toglie assolutamente nulla allo schifo, alla vergogna, alla bava di lumaca: son passati quarant’anni e ancora, se ci penso, mi viene la nausea (non metaforica). Ma reagire, se non altro, un minimo di soddisfazione te la dà.
Detto questo…complimenti, Ludovica; la bava,a volte, cade solo se hai il fegato di far vedere a tutti che ti è rimasta appiccicata.
Mi sento di ringraziare io te, Valeria. E non per i complimenti, ma per il focalizzare un problema che io ho trascurato solamente perche’ non mi sono sentita in grado di coinvolgere una sensibilita’ maschile di vittima che mi e’ estranea e non avrei saputo trattare.
Anche i “maschietti” sono in target, assolutamente. E piu’ d’uno fra le mie conoscenze mi ha confessato di aver vissuto analoghe molestie, in eta’ adolescenziale (o pre-). Un sommerso che corre su binari paralleli che forse, una volta tanto, dovrebbero incrociarsi.
Gran bel pezzo, ironico, intelligente, vero. Mi è piaciuto tantissimo. E mi ha fatto ulteriormente riflettere su un argomento che (da maschietto, ma anche da padre di due ragazze) “sento” moltissimo.
Grazie
Un sorriso semplice
C.
Avevo 8-9 anni, in \”gita\” in città con la classe.. in Piazza Martiri della Libertà mi sono attardata 10 passi dai compagni per leggere una scritta sul muro: si è avvicinato un tizio con un impermeabile e lo ha aperto davanti a me chiedendomi \”lo vuoi?\” indicando con la testa il suo \”pisello\”.. in quell\’attimo la mia compagna di banco mi ha chiamata e sono corsa via da lei… Non l\’ho mai detto a nessuno: per la vergogna di non essere riuscita a reagire, per la paura di non sapere cosa sarebbe accaduto se lei non mi avesse chiamata…
Ogni volta che passo in quella piazza mi ricordo tutto.. ancora oggi dopo 28 anni….
Grazie, Lisa.
Con tutta la serieta’ che posso esprimere con questo mezzo: grazie.
Sai Ludovica, il tuo articolo mi ha fatto pensare: non tanto a quell’episodio della mia vita quanto al fatto che ho 3 figli e che vorrei tanto non accadesse mai loro qualcosa di brutto ma, se accadesse, vorrei sapessero che per quanto “codardi”, collaborativi, impauriti, disgustati e arrabbiati io sarò lì ad ascoltarli e accoglierli. Però forse prima devo parlare io con loro! Io non ero certa di poterne parlare.. perché non sapevo neanche di cosa avrei parlato.. ma è mio dovere di madre spiegare un paio di cose sia ai maschietti che alla femminuccia.
Ci sono tanti atteggiamenti tra la violenza vera e propria e l’atto che comunque traumatizza e prima di tutti sta a noi genitori spiegarli.
Grazie a te!
Lisa
Bellissimo pezzo, Ludovica.Non sarei riuscita a trovare parole migliori,per descrivere,anche in maniera ironica(quando si può!)lo stato emotivo che moltissime di noi,adolescenti prima e donne poi,nella vita ci siamo trovate, in qualche modo, a subire.Purtroppo da tre anni mi trovo a ricevere molestie,anche se non direttamente sulla mia persona fisica,da un “senzapalle” come tanti che riesce a limitare la mia libertà non soltanto fisica,ma cosa ben più grave,il mio stato emotivo e mentale…è difficile convivere con il “senso della paura” addosso,per quanto tu ti sforzi di pensare ad altro e cercare di goderti comunque la vita e nessuno si dovrebbe arrogare questo diritto..NESSUNO.Sono d’accordissima con te,quando penso anche ai recenti fatti di cronaca..non c’è bisogno di un nuovo decreto legge, ma di un nuovo approccio mentale e di sano confronto, anche sessuale,con l’altro sesso,soprattutto da parte degli uomini verso le donne,visto che le statistiche parlano chiaro.
Non ha ringraziato solo me. e che cazzo, mica puzzo
Ale, meglio dei tuoi sicuro
Pezzo magnifico, ma sarebbe il caso di non limitarci ad apprezzare lo stile di Ludovica.
Sarebbe il caso di trovare una risposta seria al problema. Non so… ronde private all’interno della famiglia.
Scusate la battuta… bisogna cambiare la mentalità dell’italiano per facilitare la denuncia alle vittime di violenza all’interno della propria cerchia…
Shcusha. Graffie. :faccinaimbarazzata:
Fabio è che siccome ha ricevuto i complimenti dal Sor Ricchiuti a noi nun ce se fila.
;-D
Complimenti, bell’articolo.
Ma nu e’ che insomma pare brutto fare 25 reply di ringraziamenti, e’ imbarazzante… poi pero’ v’offendete… io m’embarazzo ancora de piu’… diventa tutto un gran imbarazzamento, finisce che m’arrossisce la tastiera.
E poi i veri ringraziamenti non vanno a me ma a Lisa, che mi ha fatto piangere perche’ capisce quanto sia importante parlare e quanto lo sia ancora di piu’ farlo con i propri figli. A valeria che si racconta. A rainbow che resiste. A lelith che riflette. A chi invece del pisello (o della figa) usa il cervello. E lo dice.
Devo dire che me lo sono andata a leggere ieri in anteprima per la curiosità
molto ben fatto, brava, hai reso l’incoscienza di chi suo malgrado si trova la vita distrutta per colpa di un capriccio altrui
sfruttare la propria posizione di forza per ottenere risultati altrimenti irraggiungibili
mancanza di onore e di educazione e cura all\’ onore
non è un problema di religione, ma di informazione e responsabilizzazione della potenziale vittima
personalmente a 5 anni fui \”vittima\” della cameriera di casa mia……ma quando poi capii e ce ne volle, mi divertii tanto, cominciai quindi molto presto la carriera…perfezionata in diverse occasioni nei pullman dove puzelle compiacenti si trastullavano con il mio terzo braccio stretti non da un vortice di passione, ma dall\’ affluenza dei pendolari
affascino, pur non essendo bello, che ce posso fa\’
Juppes
ps complimenti per la trasmissione
Pezzo semplicemente stupendo, per scrittura e contenuti.
Sarebbe bello che ogni donna, prima di votare per un qualsiasi vecchiaccio sessista lo rileggesse…
Mah, caro vigliacco coraggioso, io sono contenta che il tuo fascino sia tale da riscuotere consensi tanto appassionati e non ho alcunche’ da obiettare in merito a strusciamenti bussovogliosi. Ben vengano, gaudio e tripudio della libera sessualita’, se a me va possiamo anche trombare su un carro di fieno a piazza del popolo, con il cavallo come cameramen ed il cane come fonista, per la gioia ed il diletto di grandi e piccini. E mi sta anche bene che il nostro casuale strusciarci nella ressa della fila alla posta ti abbia regalato pippomateriale per una settimana di felici smanacciamenti serali.
Ma se nun me va, non me devi tocca’. Se non voglio sape’ che t’e’ s’e’ fatto duro, non me lo devi racconta’.
Sic et simpliciter
eh si già me la immagino questa fila di donne vogliose che si accalcano negli autobus nella speranza di poter allungare le mani su questo feticcio della felicità.
Ma usi l\’eliminacode o si può prenotare online?
Comunque ti faccio notare che l\’intervento era pateticamente offtopic, si parlava di una società subdolamente violenta nei confronti della donna e non dei complessi narcisistici da maschio medio-italiano sessualmente frustrato ( per quanto potrebbe anche essere un tema interessante da affrontare).
il maschio fortunato per le donne non esiste
il mascolo vittima delle pulsioni femminili sarebbe solo un pippaiolo che si illude
eppure nel mio caso non erano pippe mentali, ve lo assicuro….sono stato \”oggetto\” di precise attenzioni con me medesimo totalmente \”innocente\”
ma sarà stata solo \”fortuna\”
eppur si muove
bel post.
confermo che
1. la maggior parte delle donne con cui ho avuto a che fare mi hanno detto di aver subito molestie sessuali di entità varia
2. la maggior parte delle molestie venivano da persone della famiglia (dal fratellastro al nonno, per capirci)
3. frequenti anche i molestatori da strada e da autobus, per il resto inoffensivi (credo che la molestia stia allo stupro come la nevrosi alla psicosi: di norma non coesistono)
che si debbano fare anche le ronde in famiglia e sul 30barrato?
meglio uno stupro da un marocchino o un padano che ti salva? la risposta non mi pare scontata.
Ma questi rondisti, (perlopiù leghisti ed estremisti di destra), come si saranno comportati con le donne di casa loro subito prima di uscire a caccia di stupratori rumeni?
Ludovica un cazzo. Questo è un fake grossolano. E anche fatto male perchè il tono e il linguaggio usato per non parlare del contenuto è marcatamente autodisvelatorio di un bel maschione. Notte
Redmail, ma non dire idiozie. Ludovica la trovi su Facebook e, se cerchi con Google, anche in altri ambiti. Oltretutto posso testimoniare che esiste perché ho lavorato con lei e perché l’ho incontrata a una cena aziendale. Spero di aver sgombrato il campo da illazioni.
Caro Redmail, il mio nome e cognome sono facilmente verificabili facendo una banalissima ricerca su Google, al contrario di quanto si possa dire di te che hai preferito accusare di falsa identita’ senza mettere in chiaro la tua.
Trovo interessante, tuttavia, che tu scelga di additarmi a fake proprio quando mi espongo, mettendoci un nome e cognome (ed una faccia) che sono piu’ pubblici di quanto tu evidentemente non sappia, raccontando quelle che sono esperienze vissute in prima persona e sbattendo, se mi passi la triste analogia, la mia vita in prima pagina. Insomma, e’ proprio vero che l’autenticita’ sia inversamente proporzionale alla credibilita’, in questo senso la nostra politica ha decisamente fatto scuola.
Trovo altresi’ molto triste che tu abbia tali difficolta’ ad accettare il contenuto di quanto da me scritto, al punto tale da scegliere di esorcizzarlo attribuendo il mio linguaggio a quello tipico di un “bel maschione”, cosa che per altro mi incuriosisce alquanto: le donne non parlano di piselli? Quali sono i contenuti che non sarebbero da noi trattabili? Le violenze da noi subite?
Sono spiacente di deluderti, le donne a volte PARLANO.
Mi piacerebbe francamente avere una tua replica su questi temi, non nascondo che sarebbe una lieta sorpresa.
questa è un parentesi interessante:”con buona pace del conto in banca da sperperare in assorbenti, pillole, visite ginecologiche e test di gravidanza”
non sai quanto ti capisco:), a volte vorrei essere già vecchia
bello l\’articolo.
faccio parte di quella altissima percentuale di donne che non denunciano le molestie subite: io ne ho subita una da mio zio quando avevo 19 anni, un trauma allucinante, ma ne parlari solo con mia sorella, che aveva subito lo stesso trattamento poco prima di me e non aveva fatto in tempo ad avvertirmi…
e cosa puoi fare in questa situazione?
denunciare una molestia, con relativi litigi familiari, magari si fa un tot di giorni di carcere (non conosco minimamente la legge) e poi riesce più incazzato di prima?
no, io ho taciuto e così anche mia sorella, semplicemente per non creare problemi, per non angosciarsi ulteriormente, per quieto vivere, nella speranza che un giorno, prima o poi, il tempo riesca a cancellare almeno in parte il ricordo di quel giorno d\’estate, in cui ho perso una parte di me.
per questo ti ringrazio per quello che hai scritto, ma spero tu ti renda conto che queste situazioni rimarranno sempre sotto silenzio e lo sdegno che generano non potrà mai fare nulla per portare alla luce i fatti, perché quelli, purtroppo, rimarranno sempre in una grosso, desolato angolo buio.
Se è così come non detto. Il crescendo di stupri che hai subito mi è un pò sospetto. Ma se per te è catarsi scriverne mi scuso dell’incredulità manifestata. Ciao
Guarda, redmail; Ludovica la conosco, proprio di persona, ed è persona vera-che-più-vera-non-si-può, nonché indiscubitilmente femmina. Oddio, siccome so’ femmina pure io non è che sono andata a sbirciarle dentro le mutande (non mi interessa l’oggetto), ma ti garantisco che faccia, fattezze, voce tutto sono, meno che mascoline.
Pure il nome è il suo nome vero; sembra più finto il mio, no?
Cuore, sole e amore, o in che cacchio di ordine erano.
E invece no, sono vera pure io e mi chiamo proprio Valeria Rossi (da molto più tempo della cantante, peraltro, visto che sono più vecchia di un bel tocco).
Appropo’: Gloriademo, lassa perdere.Io vecchia lo sono in buona misura (diciamo che sono una signora di trequartidietà), ma l’unica cosa che vivaddio mi viene risparmiata sono i test di gravidanza. Per quelli abbiamo già definitivamente dato, per tutto il resto continuiamo a dare; l’ultima mano morta me lo sono cuccata non più di una settimana fa.
Checché ne pensi Berlusconi, che vuol mettere i soldati solo vicino alle belle ragazze, pure le tardone ciccione non sono escluse dai giochi.
E concludo con una miniconsiderazione sul commento di Vertigoz, passami il turpiloquietto: innoffensivi sticazzi (in senso PIU’ che letterale).
Grazie a nonsocosa, visto che in dio non credo, io una violenza con penetrazione non l’ho mai subita: ma ritrovarsi un inaspettato lumacone in mano al cinema, o un polpo che ti arrampica su per le chiappe in autobus, ha un effetto che, se non è altrettanto dirompente, è sicuramente molto forte.Bene che vada, quando sei adulta (abbondantemente adulta), ti rovina la giornata. Male che vada, se ti succede quando sei bambina/o, ti rovina la vita. Guarda un po’ il nostro vigliacco coraggioso: magari s’è ritrovato così lumachesco proprio per colpa di quelle palpate infantili. Venivano da una donna? Cambia nulla: sempre violenza è stata. E a giudicare dai risultati, un gran bell’effetto non l’ha avuto.
Il discorso “porco=maschio” è solo questione di percentuali. Purtroppo per voi (o per noi, a scelta) i porcomaschi sono il 98% dei casi. Ma la porcofemmina che mette le mani addosso a un bambino non è meno condannabile.
Quel che bisognerebbe cominciare a capire è che i bambini nun se devono tocca’.
Ma neanche gli adulti, né uomini né donne, se non sono consenzienti.
Il sesso è cosa da adulti responsabili E consenzienti. E’ una cosa che si fa in due (ma anche in diciotto, se così vi piace), con la reciproca gioia e gusto di farlo. Se mancano la responsabilità (direttamente legata all’età)e la volontà di partecipare, l’atto sessuale è sempre e solo VIOLENZA sulla psiche, se non sul fisico, della vittima. Uno che mi palpa il sedere non è inoffensivo: è un lurido bastardo che non mi lascia alcun segno sulla chiappa, certo, ma ne lascia uno sulla mia sensibilità, sulla mia dignità, sulla mia femminilità.
Sulla mia anima, per chi ci crede.
Ed è questo che molti – uomini e donne – non riescono a capire: che un livido sull’anima non fa meno male di uno sulla pelle. E sicuramente dura molto di più.
Ma perchè ”nun parlamo de figae sesso tra uomini & donne e lasammo sta gli stupri?”
CORRIGE: Ma perchè ”nun parlamo de figa e sesso tra uomini & donne e lasammo sta gli stupri?”
Alla luce dell’enfasi strumentale che i media nazionali pongono ultimamente su queste tematiche, non è certamente facile proporre visioni critiche o eterodosse rispetto a determinati trend culturali.
Devo dire che il tuo articolo m’ha colpito molto.
Bello, forte, crudo, coerente, e quindi, anche un po’ retorico. Redmail ha colto, rozzamente, in queste sue peculiarità un’impronta tipicamente maschile.
Ma veniamo a me. La mia è stata una famiglia profondamente matriarcale. Mia nonna era ed è tutt’ora una donna di ferro, le sue due figlie non son da meno, tanto che quando si trovano tutte attorno ad un tavolo, sembra di stare in trincea. Mia madre una donna violenta ed intransigente, puoi immaginarti la mia infanzia. Posso tranquillamente dire di esser stato “battuto” con cadenza praticamente giornaliera per lunghe fasi della mia vita, fino ad adolescenza inoltrata. Ben inteso, non sto parlando di una sadica sanguinaria, bensì di una madre stressata (in carriera) con un modello educativo di riferimento che definire obsoleto e scellerato è dir poco. Mio padre, così come mio nonno, erano persone molto miti, che venivano perlopiù travolte dall’impeto prorompente delle loro consorti.
Senza voler entrare nel dettaglio, mi sento di dire, che, a mio avviso, le violenze e gli abusi dei quali hai parlato, non differiscano di molto in quanto alla natura dell’atto di prevaricazione, da quelle di cui si rendono artefici molte madri nei confronti dei propri figli; sicuramente hanno segnato la mia vita altrettanto profondamente. Entrambe sono fortemente radicate nella nostra cultura, allo stesso modo in cui un marito ritiene di avere il diritto ad usufruire del corpo della propria moglie, la madre ritiene di poter disporre dei propri figli.
Di certo questo è un argomento molto meno conturbante, morboso e facile da affrontare per l’opinione pubblica e quindi non se ne sente parlare più di tanto.
Per concludere, questo mio vissuto ha un ruolo rilevante in alcune mie insofferenze incondizionate verso determinate caratteristiche distintive dell’universo femminile, e, spesso, mi riesce difficile disgiungere il fattore inconscio da quello razionale/oggettivo all’interno dei miei giudizi.
Spero che, mutatis mutandis, tu non veda in ogni maldestro approccio di un qualsiasi bifolco, un atto di prevaricazione a sfondo sessuale nei tuoi confronti.
@Z: hai perfettamente ragione nel fare un accostamento ed un parallelo fra l’esperienza da te vissuta e la tematica da me affrontata. Il tema delle “violenze educative” e dei danni che le madri riescono a produrre nei propri figli e’ assolutamente di rilievo e non meno devastante di quello relativo alle molestie sessuali. Al punto tale da vedervi, anche se non sono in grado di giudicare in quanta parte, una correlazione diretta, una causa-effetto che sono convinta dovrebbe essere maggiormente considerata.
L’argomento e’ certamente molto complesso, anche perche’ va ad abbracciare una psicologia ed una sociologia che necessitano di una preparazione adeguata per poter essere affrontato, motivo forse per il quale e’ meno facile parlarne. O forse perche’ “la mamma e’ sempre la mamma” e colpevolizzarla per gli errori educativi che si presume siano stati fatti sempre (o quasi) per incapacita’ e non per intento e’ sempre particolarmente difficile. Il senso di colpa gioca in questo una parte non indifferente, anche in questo caso in maniera non dissimile dai motivi per cui le vittime di stupro tendono a non denunciare i propri stupratori.
Ti ringrazio per l’intervento e la riflessione che ritengo essere non solo assolutamente calzante, ma anche meritevole di grande attenzione.
Per quanto riguarda la tua speranza: no, ci ho messo parecchio ma ritengo di aver trovato un equilibrio ed un discernimento nei confronti della mia sessualita’ e delle manifestazioni nei miei confronti di quella altrui. O almeno… faccio del mio meglio
Scusa……ma devi essere una strafiga allucinante se tutti i pervertiti del mondo ti vogliono!
Mi sa che dovrò conoscerti :0)
E ti pareva ke nn arrivava il solito imbecille con la sua battuta da 4 soldi,credo che sia questo il nodo da sciogliere, è questo il problema che sta alla base delle violenze maschili sulle donne.Questo ragionare con la mente da basso è ciò che impedisce all’uomo di rendersi conto che volente o nolente la donna non è semplicemente un buco, ma un essere umano da trattare alla pari e se dice no vuol dire no.I signori maschi dovrebbero imparare a rassegnarsi ad accettare la frustazione del rifiuto e riuscire a trovare altre vie di realizzazione che non sia unicamente l’utilizzo del pisello.Se parlo in toni cos’ duri è perchè io ho provato l’ultima fase della crescita delle attenzioni pressanti,se oggi posso parlare di tentato stupro è solo perchè i miei genitori mi hanno istruito bene dopo che due mie amiche sono state stuprate quando andavamo ancora alle medie,una di queste dal padre.Ho evitato il peggio perchè ho saputo difendermi,non provo vergogna,ma rabbia,una rabbia che mi accompagna sempre e che quando meno me lo aspetto anche col partner più dolce di questo mondo mi fa rivivere quei momenti.Sono disgustata se penso alle ronde come soluzione visto che poi a farvi parte saranno altri violenti per la maggiore, non credo che la regola del cane mangia cane serva a granchè.Detto questo,in ritardo,complimenti Ludovica per il pezzo