ROBERTO GIACHETTI CANDIDATO PRIMARIE ELEZIONI ROMA 2016
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Elezioni Roma 2016: Matteo Renzi lancia Roberto Giachetti (e l’entusiasmo non decolla)

A quando la discesa in campo ufficiale di Roberto Giachetti per le elezioni Roma 2016? Sembra non manchi molto all’impegno ad un suo impegno diretto;  ieri il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi ha parlato di lui a Repubblica Tv: “Conosce Roma meglio di chiunque altro, ha fatto il capo di gabinetto e ha fatto uno sciopero della fame per la legge elettorale. E’ romano e…romanista”, ha detto il presidente del Consiglio dei Ministri. Se non un endorsement diretto, certamente una carta calata sul tavolo. 

ELEZIONI ROMA 2016, RENZI LANCIA GIACHETTI – E L’ENTUSIASMO NON DECOLLA

Simone Canettieri nella cronaca di Roma del Messaggero racconta però di come l’ipotesi Giachetti, per ora, sembra raccogliere scarso entusiasmo sulla scena della Capitale.

Il sasso lanciato da Renzi nello stagno del Pd sembra – per ora – non smuovere le paludose acque dei dem romani. Sulla candidatura sindaco di Roberto Giachetti al momento si contano solo i silenzi. Il mezzo endorsement (o forse è il classico sondaggio aperto) del premier-segretario nei confronti del vicepresidente della Camera apre uno scenario da decifrare. Comunque vada il Pd deve ripartire dalla fine rovinosa della giunta Marino e, soprattutto, uscire dal fango di Mafia Capitale. L’ex capo di gabinetto di Rutelli deve sciogliere le riserve: il suo sì è dato quasi per scontato. Ed è atteso prima della direzione nazionale del partito del 22 gennaio. Renzi ha assicurato che ci saranno le primarie anche a Roma (il 6 marzo) ma il campo è da disegnare. Sel ha già fatto sapere, con l’ex capogruppo in Campidoglio Gianluca Peciola, che l’investitura del «romano e romanista che conosce la città meglio di tutti» per dirla con Renzi, non è la soluzione giusta. Bocciato.

 

Sullo sfondo si prepara l’iniziativa del 23 gennaio al teatro Brancaccio: la linea è quella delle primarie unitarie del centrosinistra, con la coalizione che governa in Regione Lazio e nei Municipi.

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Un quadro in cui Giachetti competerebbe, certo da favorito, con altri esponenti.

A sinistra un candidato più che in pectore già c’è: è Stefano Fassina affatto interessato a ticket. Ma il problema è ancora più complesso: c’è un altro pezzo di sinistra vendoliana che governa i municipi e la Regione che spinge per un accordo con il Pd, fin dalle primarie, sperando che siano aperte non solo ai dem ma a tutto il centrosinistra. «Se ciò non accadesse – ragiona il renziano Michele Anzaldi – il Pd rischia di non andare nemmeno al ballottaggio, altro che primarie». Quindi nei piani dei dem lo scenario è questo: pas d’ennemis à gauche, allargare il più possibile il campo. Con una schema così la consultazione dei gazebo potrebbe avere diversi candidati: Giachetti, quello “ufficiale” del Pd, poi altri dem per dare un po’ di sale (il deputato Roberto Morassut e l’ex assessore Paolo Masini), il segretario dei Radicali Riccardo Magi e uno di Sel. A questo lavora dietro le quinte anche il governatore Nicola Zingaretti promotore insieme al suo vice Smeriglio dell’appuntamento del 23 al teatro Brancaccio con i presidenti dei municipi. In questa occasione si esalterà il valore del centrosinistra come forza di governo a Roma: nelle ex circoscrizioni e alla Pisana

 

L’incognita, la scheggia impazzita, si chiama Ignazio Marino.

 L’ex sindaco è stato invitato anche lui all’iniziativa del 23. Non è certa la sua presenza. Se andrà, comunque, è molto facile che spari a zero contro un partito come quello romano e nazionale di cui, nei suoi colloqui privati, parla malissimo. Marino è tentato. «Di sicuro – spiega una sua collaboratrice – non si candiderà alle primarie del Pd, al massimo potrebbe correre da solo con una propria lista civica. Ma ha ancora molti dubbi». Da una parte vorrebbe lasciare la politica («I contatti per un ritorno nel mondo accademico degli Usa sono costanti»), dall’altra vuole capire come andranno a finire le inchieste a suo carico, in primis quella sugli scontrini che cara gli è costata. Ma se Marino dovesse rompere gli indugi, presentandosi con una lista civica anti-Renzi, allora tutto lo scenario andrebbe frantumi.

(Photocredit copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)