Obama e la grana contraccettivi
09/02/2012 - Opposizione alla norma da parte del GOP e dei democratici La campagna elettorale americana entra nel vivo. I legislatori di fede repubblicana hanno intensificato la pressione sulla Casa Bianca riguardo una nuova regola sanitaria la quale, secondo i critici, viola
Opposizione alla norma da parte del GOP e dei democratici
La campagna elettorale americana entra nel vivo. I legislatori di fede repubblicana hanno intensificato la pressione sulla Casa Bianca riguardo una nuova regola sanitaria la quale, secondo i critici, viola la libertà religiosa. Si parla di contraccezione, ovviamente, e la discussione rimbalza sui giornali statunitensi, Washington Post compreso.
LOTTA INTERNA – La questione della contraccezione sta complicando e non poco il cammino democratico per la rielezione. Nel partito di Obama la spaccatura si è fatta evidente dopo le critiche del fu governatore della Virginia Timothy M. Kaine il quale ha espresso le sue perplessità su un provvedimento che sembra indebolire Obama, dicendo espressamente: “Il presidente non ha preso una buona decisione”. Toccatemi tutto, ma non la chiesa e i bambini., almeno funziona così negli Usa. L’invito a un “cambio di politica” da parte del presidente arriva anche da altri due senatori democratici, Robert P. Casey Jr e Joe Manchin.
DIFESA – I “pasdaran” della Casa Bianca hanno difeso il provvedimento, appoggiati da dozzine di leader religiosi e numerosi deputati democratici. Il punto chiave è questo: l’Amministrazione Obama ritiene che le donne meritino un provvedimento sul controllo delle nascite. La Casa Bianca ha anche reso pubblica una lettera, firmata da 600 tra medici e studenti, nel quale si appoggiava la decisione di aprire la contraccezione a tutte le donne. Secondo alcuni leader delle associazioni cattoliche, poi, il provvedimento consentirà di salvaguardare la libertà religiosa degli individui grazie a una maggiore cura della salute di donne, piccoli e famiglie.
CONTRACCEZIONE PER TUTTE - La norma, emanata a Gennaio, prevede che i datori di lavoro forniscano alle dipendenti di sesso femminile l’intera gamma di copertura contraccettiva, compreso il controllo delle nascite, la “pillola del giorno dopo” e servizi di sterilizzazione. La misura esenta le chiese, ma copre gli istituti d’ispirazione religiosa e gli ospedali. Così facendo, secondo alcuni, si inciterebbe la Chiesa ad andare contro i suoi stessi insegnamenti. Per questo motivo, il candidato repubblicano Mitt Romney ha accusato pubblicamente Obama di voler impostare la sua campagna su temi anti-religiosi.
LA POSIZIONE DEL GOP – “Imponendo questa norma -sostiene lo speaker della Camera John Boehner, repubblicano-, il Governo Federale ha superato i suoi confini costituzionali, invadendo la libertà religiosa degli individui in modo tale da influenzare milioni di americani danneggiando, allo stesso tempo, una delle istituzioni nazionali più virtuose. Se il presidente non fa marcia indietro, dovrà agire il Congresso, nell’interesse del popolo Americano e per la tutela della Costituzione”. Il GOP ha pensato bene d’indirizzare le sue proteste anche al mondo degli ispanici, ferventi cattolici, sperando di trovare il loro appoggio per una norma “antireligiosa e antifamiglia”, soprattutto perché nelle scorse elezioni presidenziali, il voto ispanico aveva aiutato e non poco Barack Obama.
GLI ISPANICI - Uno dei senatori avversari di questa norma è Marco Rubio, cubano americano e repubblicano il quale, parlando in televisione in inglese e spagnolo, ha detto: “La maggioranza degli americani, sia di destra sia di sinistra, sostiene che il Governo non abbia il potere di dire a un’organizzazione religiosa che devono fare qualcosa vietato dalla loro fede”. Negli ultimi giorni Obama ha cercato di attenuare le proteste, provenienti anche all’interno del suo partito. L’amministrazione avrebbe proposto l’introduzione della norma in maniera graduale. L’entrata in servizio effettiva avverrebbe nell’agosto 2013, quindi ben dopo le elezioni presidenziali.
VENIAMO INCONTRO A TUTTI – Jay Carney, segretario per la stampa della Casa Bianca, ha confermato che il Presidente è disposto a trovare una mediazione coi leader religiosi per raccogliere le loro perplessità: “Ci sono tanti modi per affrontare la questione. Il punto focale è rappresentato dal fatto che le donne non possono rinunciare a questa conquista di civilità. Poi si può affrontare tutto il resto”, ha detto Carney.













ma cosa c’entrano i datori di lavoro con la mia sessualità, io mi chiedo.