Quello che invia sms piccanti a una settantenne
09/02/2012 - Un giovane di 21 anni riesce a fregarle 5mila euro Un ragazzo 21enne di Crotone è riuscito a circuire una donna anziana di Trieste e a fregarle una ingente somma di denaro grazie all’invio di sms “bollenti”. Ammonterebbe a 5mila
Un giovane di 21 anni riesce a fregarle 5mila euro
Un ragazzo 21enne di Crotone è riuscito a circuire una donna anziana di Trieste e a fregarle una ingente somma di denaro grazie all’invio di sms “bollenti”. Ammonterebbe a 5mila euro il bottino che il giovane avrebbe sottratto alla signora di oltre 70 anni di età.
PRIMA LA HOT LINE, POI IL PRESTITO - Dopo alcune conversazioni a sfondo erotico è arrivata la richiesta di un prestoto. Lo racconta Il Piccolo in un articolo a firma di Claudio Ernè:
Galeotto fu il telefonino su cui un giovane di Crotone, Domenico Ribecco, e un’anziana triestina si sono scambiati messaggi e parole roventi. Una hot-line privata e segretissima, vista la grande differenza di età tra i due protagonisti di questa storia: 21 anni. Lui lasciava fare, lei l’ultrasessantenne, lo incalzava con frasi e scenari ad alto voltaggio, congiunti a respiri profondi e accelerati. Oradi questo rapporto nato sull’onda dei ripetitori telefonici, non esiste più nulla se non un’inchiesta penale che coinvolge Domenico Ribecco. Non per le sue risposte scontate alle fantasie erotiche dell’attampata interlocutrice, ma per una somma di denaro. Cinquemila euro che, secondo l’inchiesta avviata dal pm Lucia Baldovin, lui è riuscito a “scucire” all’amica. «Mi serve un piccolo aiuto, sono in difficoltà », aveva annunciato e per far capire il suo profondo turbamento aveva quasi interrotto la hot line.
L’INVIO DEL DENARO E LA SCOMPARSA - Alla richiesta dell’amico, la donna non si è tirata indietro. Ma dopo l’invio del denaro le gradite telefonate “piccanti” sono terminate. E il giovane interlocutore scomparso nel nulla. Continua Ernè sul Il Piccolo:
I “pensieri” sono nemici del sesso, anche quello telefonico. Per superare l’impasse che la lasciava “in bianco” e l’astinenza che le negava la gioia, la donna aveva ceduto. Aveva detto «si» alla richiesta e aveva spedito il denaro che, a suo giudizio, le avrebbe dovuto restituire la voce dell’interlocutore e le sue parole ad alto voltaggio. Invece l’iniezione di denaro non aveva sortito alcun effetto. Il telefono che era stato caldo, caldissimo, persino rovente, si era ghiacciato. Comunicazioni tagliate, nonostante i ripetuti tentativi. «L’utente non raggiungibile »: in sintesi il fragoroso silenzio dell’abbandono. Lei, l’anziana, ha allora preso carta e penna e ha denunciato il telefonista calabrese che non solo non le aveva restituito il “piccolo prestito”, l’aiuto che lo avrebbe fatto uscire dalle momentanee difficoltà economiche, ma che era sparito, insalutato gigolò telefonico. Per il pm Lucia Baldovin si tratta di circonvenzione di incapace, tanto suadente era stato il “messaggio” originale. Lei aveva quasi perso la testa. La loro storia era iniziata per caso. Lui aveva composto un numero, sbagliando qualcosa. Invece dell’amico con cui voleva scambiare qualche parola, gli aveva risposto l’anziana triestina. «Che bella voce hai…che suadente accento…», aveva affermato Domenico Ribecco con la galanteria che contraddistinge i gentiluomini del Sud. Aveva chiesto scusa per l’errore e per il disturbo arrecato, ma aveva continuato a parlare. Lei era finita nella tela di ragno. Il giorno era arrivata a Trieste un’altra telefonata, seguita da un messaggino gentile che augurava la buona notte. Al mattino seguente, un saluto per il risveglio e il desiderio – espresso – di essere uno accanto all’altro, per bere il caffellatte assieme, guardandosi negli occhi. L’anziana aveva replicato due giorni dopo con la sua bella voce e aveva rilanciato. Dal tavolo col caffellatte il discorso era passato ai cuscini e ai soffici piumini per finire alla gastronomia erotica e alle carezze assassine. Coltellate al cuore. L’animo di ragazza d’antan era riaffiorato nella donna tra i tanti segni lasciati del tempo. Era iniziata la promenade telefonica, che si concluderà – purtroppo – a marzo in un’aula di Tribunale.













Siiiiii! Come vorrei appendermi alle tue tette e fare Tarzan, oppure rubare la tua dentiera dal bicchiere e chiudermela sul membro mentre ti guardo (sigh!) nuda, mentre ti lavi le ascelle!
Siiiii! fattelo mettere tra le rughe!!! Uaaaaahhhhh!
MA CHE SCHIFO!!!!!!!!!!!!!!!!! Come? Mi daresti 5.000,00 €????? MA CHE FIGAAAAAAA!!
Sopprimetelo!
Ma povera…. Chissà quanta solitudine c’è dietro a questa storia.
4 estati or sono, sull’isola di la maddalena, un rumeno di circa 30 anni si era introdotto a casa di una ultra ottantenne e l’aveva ripetutamente stuprata.
Si, è vero, ma stuprare una donna cosi’ anziana è perversione o cattiveria.
In questo caso la settantenne ha peccato d’ingenuita’ e anche di presunzione – oltre che a una certa eta’ bisogna mettersi l’anima in pace, secondo me -
si, ma la tipa l’ha denunciato perchè lui aveva promesso di sposarla ^^