Quando il tuo cranio ti dice chi sei
09/02/2012 - Una nuova tecnica di identificazione scoperta all’università di Granada Quando, in un periodo ancora non bene identificato tra il quarto e il terzo secolo avanti Cristo, Euclide maturò i suoi “Elementi”, poi trascritti in tredici libri, probabilmente non immaginava che
Una nuova tecnica di identificazione scoperta all’università di Granada
Quando, in un periodo ancora non bene identificato tra il quarto e il terzo secolo avanti Cristo, Euclide maturò i suoi “Elementi”, poi trascritti in tredici libri, probabilmente non immaginava che 2012, in una università spagnola, qualcuno si sarebbe avvalso dei suoi insegnamenti per inventare una cosa nuova.
LA RELAZIONE EUCLIDEA – Pare ci sia una relazione euclidea tra ciascun punto della pelle del viso di una persona e le ossa del cranio: se si assume ogni punto della pelle riferito a un punto sull’osso come una coppia di punti, l’angolo tra la pelle e il cranio varia in funzione della relazione che esiste tra ciascuna coppia di punti. Detta così, questa affermazione non spiega granché, e soprattutto non si capisce a cosa possa servire. Ma ovviamente non è tutto. Prendiamo il caso di un cranio appartenente ad una persona di cui ignoriamo l’identità. Siamo nel campo vasto e interdisciplinare della antropologia forense, della medicina legale, della ricerca scientifica legata all’identificazione di una persona.
UN CADAVERE – Per identificare un cadavere esistono molte tecniche e metodologie, come ad esempio il rilevamento delle impronte digitali, il rilevamento odontologico, la sovrapposizione cranio-facciale, il test del DNA di cui si parla sovente, ma che talvolta non è possibile applicare, come quando non ci siano a disposizione soggetti idonei per il confronto genetico, oppure quando i resti risultino particolarmente degradati. Gli scienziati dell’Università di Granada hanno recentemente messo a punto una nuova tecnica che consente di identificare una persona attraverso lo studio del cranio, confrontandolo con una o più fotografie del soggetto da vivo. Lo studio è stato pubblicato sul sito ACM Digital Library, e si intitola “Forensic identification by computer-aided craniofacial superimposition: A survey.
IL DNA – Uno degli autori principali è il professor Fernando J. Navarro Merino, del Dipartimento di Medicina Legale, Tossicologia e Antropologia Fisica dell’Università di Granada, il quale afferma che il sistema è basato sulla tecnica di identificazione forense conosciuta come sovrapposizione cranio-facciale, e si fonda sull’analisi della morfologia del viso che si realizza localizzando i punti di riferimento, sul cranio (punti craniometrici) e sulla fotografia (punti somatometrici ). Secondo Navarro, questa tecnica si può realizzare in modo rapido e affidabile ed è poco costosa rispetto ad altre tecniche (come ad esempio il test del DNA che è anche relativamente lento), che tuttavia potrebbero essere utilizzate come supporto, come appoggio o verifica, eventualmente fosse necessario.
LA RICOSTRUZIONE CRANIO-FACCIALE - Dopo circa un secolo di sviluppo delle tecnologie, e con l’uso dei calcolatori e di software specifici, la tecnica della ricostruzione cranio-facciale finalizzata all’identificazione individuale, ha compiuto progressi importanti specialmente negli ultimi due decenni; procedure mediante l’uso di acquisizioni stereoscopiche, di laser, tomografia computerizzata o fotogrammetria e le ricostruzioni tridimensionali, fanno ormai parte della pratica di indagine abituale.
L’INTUIZIONE – L’intuizione da cui si sono mossi i ricercatori parte dal presupposto che le precedenti tecniche di confronto cranio-facciale, ad esempio tra i resti ossei e il viso da ricostruire, avevano un grave margine d’errore nel rapporto tra i vari punti di riferimento, ad esempio tra le sporgenze, gli angoli e le incavature ossee e la parte più superficiale della pelle. Gli scienziati della Università di Granada ritengono di essere riusciti a determinare molto più precisamente le relazioni esistenti tra i punti di riferimento delle ossa con i dettagli del viso del soggetto vivo.
IL SERVIZIO – Per arrivare a questi risultati, si sono avvalsi della collaborazione del Servizio centrale degli Ospedali di Castiglia (SESCAM) il quale ha messo a disposizione un database relativo a cinquecento soggetti di origine mediterranea classificati a seconda del sesso e dell’età, i quali sono stati sottoposti a una serie di studi mediante la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC). Con i dati dei soggetti è stato creato un archivio con le coordinate tridimensionali di ogni punto sia craniometrico che somatometrico facciale. In altre parole è stato costruito un reticolo di rapporti tra i punti del cranio e del viso, localizzandoli nello spazio in tre dimensioni.
LE COORDINATE - Partendo dalle coordinate di ciascun punto preso come riferimento, Navarro e i suoi collaboratori hanno studiato la relazione spaziale esistente tra ogni coppia di punti pelle-cranio, ottenendo così un modello vettoriale in grado di indicare la distanza tra ogni coppia di punti e la direzione precisa tra le varie coppie. I dati così ricavati, attraverso lo studio dei cinquecento soggetti, costituiscono un riferimento essenziale quando si ha a disposizione solo il cranio da confrontare alle fotografie. In questa ultima fase è dunque possibile realizzare la visione di un cranio tridimensionale i cui punti vengono confrontati con i punti craniometrici e somatometrici della foto, semplicemente sovrapponendoli per mezzo delle normali tecniche digitali.













e io che credevo che la frenologia fosse caduta in disuso alla fine dell’800. ^^”
http://www.youtube.com/watch?v=SLe6_bn7hIs