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Il parroco che nega il funerale a chi si fa cremare

Un sacerdote di Valdagno (Vicenza) decide di non celebrare il rito per i morti le cui ceneri saranno disperse

Fa discutere la decisione di don Livio Dinello, parroco della frazione Maglio di Sopra, nel comune di Valdagno (Vicenza), che nel bollettino parrocchiale ha comunicato ai fedeli che il funerale potrebbe non essere celebrato per i defunti le cui ceneri saranno disperse. Insomma, niente rito per i corpi da cremare. “I credenti fanno così”, ha avvertito il sacerdote. Le parole del parroco hanno scatenato un acceso dibattito politico.

“CREMAZIONE? ALLORA NIENTE LITURGIA FUNEBRE” – Racconta la vicenda Il Giornale di Vicenza in un articolo a firma di Veronica Molinari:

Se si decide di spargere le ceneri al vento, il funerale in chiesa è a rischio. Questo in sintesi la posizione riportata nel bollettino parrocchiale di Maglio di Sopra e Campotamaso, commentata dal parroco don Livio Dinello. Dopo la cremazione, «la Chiesa invita a portare sempre i cari defunti nei cimiteri. In caso contrario si potrebbe rifiutare la liturgia funebre». Come dire che se il sacerdote viene a sapere che l’urna cineraria del caro estinto non andrà sepolta in cimitero, ma le ceneri verranno sparse nell’aria o tenute in casa, il funerale può anche non essere celebrato. Le reazioni non sono mancate tra chi si è visto recapitare a casa il bollettino, come nel caso di una nostra lettrice che ha contattato la redazione. Don Livio, autore della pubblicazione, spiega: «Ho solo reso noto un orientamento che è emerso a livello vicariale. Una parte della Chiesa opta per la soluzione più estrema».

IL DIBATTITO POLITICO – Il sindaco considera la questione una vicenda tra chiesa e fedeli. Il capogruppo del Pdl ritiene la decisione “inconcepibile”. Anche la Lega si mostra sbalordita. Continua Molinari:

Ma il richiamo del sacerdote ha suscitato perplessità tra gli esponenti politici della città, anche se c’è chi, come il sindaco Alberto Neri, ritiene che «il pensiero della Chiesa sia un problema tra il singolo e l’istituzione ecclesiastica». La maggior parte dei politici valdagnesi considera invece «eccessivo» negare il rito funebre a chi sceglie luoghi diversi dal camposanto per la conservazione o lo spargimento delle ceneri. «Inconcepibile – afferma Vittorio Vencato, capogruppo del Pdl – Potrebbe essere controproducente, perchè il fedele potrebbe arrivare al punto di mentire, sostenendo di conservare l’urna in cimitero, pur di veder celebrato il funerale del proprio caro». Per Carlo Fongaro della Lega nord «vietare ed estremizzare è assurdo. È inaudito non tener conto di volontà personali ». Rimane basito Eliseo Fioraso di “Scegli Valdagno e guarda avanti”: «Negare il rito funebre se si decide lo spargimento in luogo pubblico sarebbe un atto gravissimo – spiega – Credo che una posizione di tal genere da parte della Chiesa crei un conflitto di coscienza in chi, credente, volesse comunque tenere le ceneri del proprio caro in casa». Per Fernando Manfron della lista civica Valdagno «rifiutare il sacramento sarebbe fuori luogo anche moralmente». Mentre Franco Visonà del Pd-Italia dei valori e Loredana Reniero di “PerValdagno” ritengono la questione «troppo delicata e legata a scelte del singolo per poter prendere posizione politicamente».