Il processo più bello del mondo alla svolta: l’avvocato inglese è stato condannato. Ecco perché, ma soprattutto, ecco cosa accadrà all’imputato numero uno: il Premier.
(Telesio Malaspina è lo pseudonimo di una “prima firma” di una grande testata nazionale)
Speravo che dello scandaloso caso Berlusconi-Mills i giornali ne parlassero in modo più serio. In qualunque Paese civile dell’Occidente, ma anche dell’Oriente, un primo ministro colto sul fatto, grave, come il nostro Cavaliere, sarebbe stato costretto alle dimissioni. Un ministro giapponese è stato cacciato dal governo di Tokio solo per essersi mostrato un po’ sbronzo in pubblico. In Italia è appurato che l’azienda strategica di [[Silvio Berlusconi]] ha
corrotto il proprio avvocato per mentire ai magistrati e fuggire alla galera, per sfuggire meglio alla quale si è anche fatto confezionare leggi su misura in parlamento. Se con l’avvocao meravigliao Cesare Previti il nostro capo del governo ha potuto farla franca, con Mills il trucco non può più essere usato.
E INTANTO, SILVIO – A parte queste cose già di per sé gravissime, vera onta per l’Italia intera, la faccenda più grave è che ormai è più che evidente che il capo del governo è impegnato in una battaglia personale per demolire anche la Giustizia a Milano, delegittimandone il più possibile la magistratura. Dopo avere usato il magistrato Titti Parenti, regalandole un posto in parlamento, al quale è seguito l’oblio e l’anonimato più completo, per dare addosso ai magistrati di Mani Pulite, e dopo le varie sceneggiate ben note, eccoci al capolinea con la faccenda Mills. I casi sono solo due: o Berlusconi viene cacciato da palazzo Chigi, ipotesi quanto mai improbabile in un Paese ormai profondamente malato e all’inizio di un declino si spera non irreversibile, oppure il Cavaliere si vendicherà portando a termine la distruzione anche della Giustizia quanto meno a Milano. Tirerà fuori dal cilindro una qualche riforma, tipo quelle della scuola, o novità del menga come le “ronde antistupro“, di fatto per privatizzare su misura la Giustizia. Intanto si impone quindi una domanda, sia pure forse solo retorica: riuscirà l’avvocato inglese David Mills a pagare 250 mila euro al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi?
BREVE STORIA – Un ben strano destino, in forma di contrappasso pulito pulito, pende sul legale di Londra che martedì 17 febbraio è stato condannato a Milano a quattro anni e sei mesi: oltre che, appunto, a versare quella somma, a titolo di risarcimento danni verso Palazzo Chigi. Andiamo con ordine. Negli anni ’90 David Mills ha fatto un grande favore a Berlusconi. Lui, il professionista riservato, per conto proprio del Cavaliere di Arcore e della sua Fininvest, aveva creato e gestito tante società off-shore, con sedi nei più lontani paradisi fiscali. Obiettivo nascosto: usare quelle scatole cinesi, come
All Iberian, per pagare ricche provvidenze al potere politico, ad esempio 10 miliardi di vecchie lire a Bettino Craxi. E’ poi successo che durante alcuni processi dove Berlusconi era imputato, l’avvocato Mills abbia raccontato il falso su quelle società della galassia Fininvest, occultandone natura e ruolo ai giudici milanesi. Ovviamente non l’ha fatto gratis. Tutt’altro: dalle casse del Biscione, tramite il manager berlusconiano Carlo Bernasconi, morto nel 2001, è stato compensato per il suo silenzio con un cospicuo assegno di 600 mila dollari. Soldi partiti nel ’98, ma da lui utilizzati due anni dopo, nel 2000, una data, come vedremo, determinante. Questo comportamento, per Fabio De Pasquale, il pm che dal 2005 ha indagato su Mills fino a ottenere quella pesante sentenza, ha un nome ben preciso nel nostro codice penale: corruzione in atti giudiziari, un reato moto grave.
DANNO E BEFFA - Tutto questo non sarebbe mai venuto fuori se il professionista non fosse stato ligio verso l’erario britannico e non avesse informato, per lettera, il suo fiscalista Bob Drennan di quello strano introito, frutto delle sue consulenze legali. Accompagnando il suo gesto con toni di sincero pentimento per “aver tenuto mister B. (nessun dubbio: è Berlusconi, ndr) fuori dal mare di guai in cui l’avrei buttato se soltanto avessi detto quello che sapevo”. Mills nei guai ci entra quando quel memorandum finisce nelle mani di De Pasquale, passatogli dalle autorità della Regina Elisabetta. E ancor di più si ficca quando al pm di Milano racconta un’altra versione sull’origine di quei dollari. No, non venivano dal povero Bernasconi, ma, attraverso complicatissimi valzer, da uno dei suoi tanti clienti italiani dell’epoca. Ora lo si può affermare. In dibattimento, si potrebbe sostenere con un bisticcio di parole, il giudice milanese Nicoletta Gandus non ha creduto al “pentimento del pentimento”. E ha emesso un verdetto che, oltre al carcere, infligge all’avvocato Mills l’onere di quei 250 mila euro da girare alla presidenza del Consiglio dei ministri, da tempo costituitasi parte civile, tramite l’avvocato dello Stato Gabriella Vanadia. Il motivo? Ma per i danni d’immagine subiti dal ministero di Giustizia.




E’ molto buffo il fatto che Mills sia stato incastrato solo perché ligio al fisco del suo Paese: nonostante sia un mariuolo, non è riuscito ad esserlo “all’italiana”
E’ invece bellissimo che in una vicenda del genere ci sia un corrotto mentre il corruttore è “lodato”
Bell’Italia straordinaria
Bravo: diciamole le cose!
Una domanda. se in appello venisse assolto? Io ci andrei con i piedi di piombo… non mi pare così lampante e senza buchi questa sentenza. Naturalmente prontissimo a ricredermi in caso di sentenza passata in giudicato che confermi.
ma finitela co sto berluska e pensate ad una vera politica di sinistra mandando a casa questa classe di dirigenti antidemocratici democristiani e vetero comunisti che pretende di abbindolare il popolo dimenticando totalmente i suoi bisogni primari e regalando denari e potere solo agli amici e amici degli amici per consolidare il proprio potere ed il proprio censo
Bravo! Ma com’è che quando si tratta di dare la colpa a qualche di qualunque cosa a qualche extracomunitario, rom, musulmani, ecc., non si aspetta neppure l’avvio delle indagini? Deve essere il famoso garantismo all’italiana: enorme per i potenti, meno di zero per i poveracci. Come dice Roberto, piantiamola di parlare di ‘sto Berlusconi, qualunque porcheria abbia eventualmente fatto, fosse pure accoppare la mogliera o la vita politica, non ne parliamo più! Questo sì che è ragionare!
E poi con gran plauso del Belpaese dei Roberto il prode Cavaliere riuscirà a farsi fare leggi su misura per fare assolvere anche Mills, pure se schiacciato dalle prove! E magari anche qualche legge per mandare in galera i magistrati scomodi di Milano.
Avanti così, verso il baratro.
W l’Ittaglia! W il Festival di S. Remo. W il papa!
Telesio Malaspina
x malaspina – Per Lei, da come scrive convinto, il corruttore è da eliminare, invece chi si fa corrompere e prende i soldi… è da lodare. E poi, è proprio sicuro che non sia un’ennesima faccenda montata dai soliti….
ma c’era bisogno di andare a chiamare il giornalista famoso (uuuh che impressione..) sotto falso nome per mettere in fila in modo noiosissimo ste 4 banalità che si sono già lette in 1000 altri posti ? un blogger qualsiasi avrebbe fatto di meglio
Ha capito male.
T.M.
Ammesso e non concesso che sia come dice lei, repetita juvant. Non lo sapeva?
Che poi gli atti gravi o gravissimi di un capo di governo suscitino noia a leggerli e rileggerli anziché sdegno e rigetto politico, beh, questo significa che c’è qualcosa che non funziona. Un Paese che si abitua dolcemente alla merda rischia di finire in cloaca.
Beato lei che sbadiglia di cose che in Giappone o negli Usa, in Sud Africa o in Francia, in Israele o Francia, insomma in qualunque Paese serio provocherebbero tutto fuorché sbadigli. Per infinitamente meno hanno mandato sotto processo o a casa ministri e capi di Stato. Poi però non si lamenti se tra qualche tempo mentre sbadiglia si ritroverà la bocca piena di immondizie fino a soffocare. Il brutto è che a soffocare non sono mai i tipi come lei.
T. M.
Caro Telesio, io sono garantista molto più di quanto lei possa o sia mai stato. Questo posso assicurarglielo. Io mi son preso insulti e minacce quando “difesi” gli accusati di Rignano Flaminio, non perchè certamente innocenti, ma perchè quello è un reato difficile e decine di arresti erano improbabili… infatti… lo fui ai tempi di gravina quando arrestarono il padre… infatti. Lei dov’era? forse mi sbaglio, perchè non so il suo vero nome “giornalistico” ma non ricordo suoi grandi scritti. Quindi non faccia la predica a chi non conosce. Pensi prima per Lei.
Tornando al fatto, sa com’è c’è distinzione tra un reo confesso o uno beccato in flagranza, lo sa anche lei. Per tutti gli altri, il mio garantismo rimane immutato. Può dire lo stesso del suo? da questo articolo non mi pare… ma contento di sbagliarmi se così non fosse.
Saluti
Domanda a quelli che chiedono a Giornalettismo di fare una vera politica di sinistra… ma da quando un organo d’informazione deve pensare a fare “una politica”? Non dovrebbe soltanto dare informazioni (come in questo caso)?
xil giornalista famoso
Ammesso e non concesso che sia come dice lei, repetita juvant. Non lo sapeva?
si, ma pensavo che giornalettismo.com fosse diverso
Che poi gli atti gravi o gravissimi di un capo di governo suscitino noia a leggerli e rileggerli anziché sdegno e rigetto politico, beh, questo significa che c’è qualcosa che non funziona.
no, significa solo che il suo articolo è obsoleto e scritto di merda
Beato lei che sbadiglia di cose che in Giappone o negli Usa, in Sud Africa o in Francia, in Israele o Francia, insomma in qualunque Paese serio provocherebbero tutto fuorché sbadigli. Per infinitamente meno hanno mandato sotto processo o a casa ministri e capi di Stato. Poi però non si lamenti se tra qualche tempo mentre sbadiglia si ritroverà la bocca piena di immondizie fino a soffocare. Il brutto è che a soffocare non sono mai i tipi come lei.
ho capito,in realtà lei non è un giornalista famoso ma un commentatore del blog di grillo in incognito
Giornalettismo E’ diverso. Il guaio è che lei è un lettore dei soliti, stile “Franza o Spagna purché se magna” e stile “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scurdammoce ‘o passato sim’e Napule paisà”.Lo stile che periodicamente manda a picco l’Italia, tra un “chiagni e fotti” e un “piangi il morto e frega il vivo”.
Grazie comunque per le sue attenzioni. C’è sicuramente da imparare più dai tipi come lei che da quelli come me.
T. M.
Io intitolerei la storia “Per un pugno di dollari”