“Il mostro del lago islandese è un robot?”
08/02/2012 - A sostenerlo l’Huffington Post Un serpente gigante che si aggira nel lago islandese di Lagarfljot: le immagini hanno fatto il giro di internet, ma secondo gli esperti “Lagarfljotsromurinn”, la risposta scandinava a “Nessie”, avrebbe un aspetto decisamente artificiale. UN ROBOT
A sostenerlo l’Huffington Post
Un serpente gigante che si aggira nel lago islandese di Lagarfljot: le immagini hanno fatto il giro di internet, ma secondo gli esperti “Lagarfljotsromurinn”, la risposta scandinava a “Nessie”, avrebbe un aspetto decisamente artificiale.
UN ROBOT – Stando a quanto riporta il sito dello Huffington Post, si tratterebbe probabilmente di un “robot” ricoperto da una testa simile a quella di un serpente, ma dai movimenti che tradirebbero la sua natura artificiale. Non che a Lagarfljot manchi una tradizione in termini di mistero: l’ultimo avvistamento sospetto risale al 1998 ma le prime notizie su un residente fuori dal comune datano dal 1345 e descrivono una specie di bruco gigante dal colore pallido e lungo circa una ventina di metri.
LA THATCHER E NESSIE - Sempre poco tuttavia in confronto all’inquilino del lago Ness, agli onore delle cronache più o meno rispettabili da oltre un millennio e del quale si occupò persino il poco giocoso governo di Margaret Thatcher, preoccupato dalla possibilità di un’offensiva in grande stile di bracconieri e cacciatori di trofei se “Nessie” avesse osato emergere dalle limacciose profondità del lago. Dopo un andirivieni di frenetiche consultazioni fra lo Scottish Office ed il Ministero, venne saggiamente deciso che non occorreva presentare alla Camera dei Comuni alcun nuovo provvedimento ad hoc e che la legge esistente sulla pesca e caccia di frodo era sufficiente a garantire la sicurezza di Nessie, sempre che “lui (o lei) sia identificato/a da scienziati di reputazione sufficiente da convincere il British Museum”.
IL MOSTRO DI STORSJO - Ma l’interesse per il mitico mostro superava le frontiere dell’isola: anche la Svezia si era informata sull’argomento in modo da poter salvaguardare al meglio un potenziale parente di Nessie, l’assai meno noto “mostro di Storsjo”, che si ritiene dimori nell’omonimo lago: “Si chiedono: che cosa abbiamo deciso noi? Nessie è in qualche modo protetto? La richiesta è seria e noi dovremmo fornire una risposta”, si legge in un perplesso dispaccio inviato dall’Ambasciata britannica a Stoccolma. Risposta che consistè nell’osservare che il ministro per gli affari scozzesi aveva l’autorità di aggiungere “qualsiasi animale selvaggio” alla lista delle specie in pericolo di estinzione e quindi meritevoli di speciale protezione.
LA FAMA DI NESSIE - Nessie peraltro non è una mania dei secoli bui resa rispettabile dai positivisti vittoriani ed entusiasticamente abbracciata dai moderni biologi new age. Il primo avvistamento documentato, se così si può dire, risale al 690 d. C. e ne è protagonista il monaco irlandese San Colombano, il quale, poco propenso a soddisfare una naturale curiosità scientifica vista la mole e l’appetito dell’animale, scacciò la povera bestia a forza di preghiere. Stando alla Vita Sancti Columbae, il Santo si era recato nella “regione dei Picti, sul fiume Nes”, quando vide un gruppo barbari impegnati nella poco piacevole attività di seppellire un compagno. Il motivo della triste cerimonia gli fu presto spiegato: il poveretto stava pacificamente nuotando nel lago quando “fu catturato da una selvaggia bestia marina”.
SAN COLOMBANO CONTRO IL MOSTRO – A queste parole San Colombano ordinò a uno di loro di raggiungere a nuoto l’altra riva e portargli la barca che vi ritrovava ancorata. Senza protestare, tale era l’autorità del Santo, Lugne mocu-Min si tuffò subito in acqua. Ma il mostro “il cui appetito era ben lungi dall’essere saziato”, lo vide e gli si precipitò incontro “con le fauci spalancate”. A tale spettacolo i barbari e gli stessi monaci che accompagnavano San Colombano furono presi da un non ingiustificato terrore; non così il Santo, che tracciato il segno della croce comandò al mostro di “non avanzare oltre e non toccare l’uomo”. “Come tirata da una corda”, Nessie fuggì terrorizzata e da allora non si sono registrate nuove aggressioni: i pagani Picti si convertirono sul posto. (TMNews)












