E’ con grande tristezza che si apprende della vicenda del rifiuto da parte del Corriere della Sera di un articolo di Bernard-Henri Lévy su Cesare Battisti (). L’articolo, per fortuna, è stato poi pubblicato da l’Unità, e così il filosofo francese ha potuto spiegarci il suo punto di vista informato – informatissimo! – sui fatti in oggetto. Che press’appoco comincia così: “l’Italia, nell’urgenza della lotta antiterrorista degli anni 1970, si è dotata di un arsenale legislativo in cui figurava, in particolare, una legge sui pentiti capace di far acquistare a un uomo tutta o parte della sua impunità caricandone il peso su qualcun altro. E’ quanto è accaduto a Cesare Battisti. E’ sulla parola di pentiti (tra cui il capo del suo gruppo, il torbido Pietro Mutti) che è stato condannato vent’anni fa al carcere a vita. E a distanza, ora che si è usciti dallo stato d’emergenza ed è giunto il momento di lenire le ferite, vi è qui qualcosa di inaccettabile“.
Ora, già partendo così, si capisce dove si vuole andare a parare. Ovvero, dipingere una storiella che non è esattamente rispondente alla realtà: non è vero che il “torbido” (come sprecano gli aggettivi i francesi, non li spreca nessuno) Mutti è stato lautamente remunerato con l’impunità per aver testimoniato contro Battisti, visto che si è fatto otto anni di carcere (Battisti non se ne è fatto nemmeno uno, per ciò per cui è stato condannato), e oggi con i soldi dello Stato non ha potuto passare gran parte dell’esistenza né a Parigi né a Copacabana, visto che lavora in una cooperativa con stipendio da operaio. Poi: Mutti nelle sue confessioni si è autoaccusato di un delitto anche se a suo carico non c’erano prove. E la sua non è l’unica testimonianza a carico di Battisti, visto che ci sono anche le dichiarazioni dell’ex fidanzata di Battisti, e della famiglia Fatone. Poi, il filosofo giornalista francese informato sui fatti passa a criticare il sistema giudiziario italiano nel caso specifico e in generale, dimostrando una competenza davvero eccezionale: “Tra i punti critici della democrazia italiana c’è un’altra stranezza, quella legge sulla contumacia che fa che un imputato, condannato in sua assenza e poi catturato dalla giustizia, vedrà applicarsi meccanicamente la pena pronunciata allora senza avere la possibilità, come in Francia o in Brasile, di essere giudicato di nuovo“. E fin qui fa abbastanza ridere, per lo meno dal punto di vista filosofico, l’appunto di Lévy: secondo lui il sistema giudiziario italiano (e quello francese, e quello brasiliano), dovrebbe funzionare così: mettiamo caso che ci sia un imputato che sa di essere colpevole; che gli conviene fare, presentarsi al processo, o scappare? Scappare! Così, tomo tomo e cacchio cacchio, se lo beccano può chiedere di ricominciare il processo e sfangarla un altro po’ di anni. Un genio, ’sto Lévy: se lo sa Ghedini lo assume come consulente di parte.
Continua Levy: “Fu Battisti, durante quel processo in contumacia, rappresentato da un avvocato che avesse egli stesso, dal suo esilio messicano, doverosamente incaricato a tale scopo? No, dice giustamente Fred Vargas, che con l’ausilio di perizie grafologiche ha mostrato ai Brasiliani che sussiste più di un dubbio sull’autenticità di quel mandato“. Qui, Lévy - forse per un improvviso vuoto di memoria – dimentica com’è andata la storia. Ovvero che quelle carte vennero firmate dal fratello di Battisti con l’accordo di Cesare, perché lui era già latitante. Così, magari, alle brutte, si poteva anche dire che la firma era falsa per far invalidare il processo, potrebbe pensare un maligno. “E, soprattutto, la difesa di un avvocato non potrà mai sostituire completamente la comparizione davanti a un giudice – faccia a faccia, parola contro parola – di un uomo su cui pesano presunzioni di crimini così terribili“, dice ancora il filosofo. Il quale omette di ricordare – ma sarà un’altra dimenticanza – che la scelta di non comparire bla bla bla fu effettuata dall’imputato… E poi: “Qualsiasi cosa abbia fatto o potuto fare, trent’anni fa, il futuro autore di Cargo sentimentale, aveva anche lui diritto, almeno una volta, di incontrare i propri giudici“. Questo è l’argomento principe, sul quale spero siamo tutti d’accordo: uno che chiama il proprio romanzo “Cargo sentimentale“, come minimo deve finire in tribunale. Poi, l’ultima perla: “Ed è perché quel diritto non gli era stato offerto, e che il codice penale italiano stabilisce che egli sarebbe andato, in caso di estradizione, direttamente alla casella “prigione a vita”, che sarebbe stato giusto accordargli – anche se il termine sembra improprio, anche se può apparire scioccante – lo statuto di «rifugiato politico»”. Messa così, sembrerebbe che in Italia viga un sistema giuridico barbaro, nel quale le vittime degli errori giudiziari devono restare in galera e buttano la chiave. Non è così. Esiste un istituto che si chiama revisione del processo, e si applica “qualora dopo la sentenza di condanna si scoprano nuove prove che, da sole o unite a quelle già valutate, dimostrIno che il condannato debba essere prosciolto; oppure se viene dimostrato che la condanna è stata viziata da falsità in atti o da un fatto previsto dalla legge come reato“. Insomma, forse il Corriere non ha fatto del tutto male a rifiutare l’articolo di Bernard Henry-Lévy. Ma per fortuna l’ha pubblicato l’Unità. Infatti, si sa che tutte le mattine si alzano dai propri letti e se ne vanno in giro un furbo e un coglione. Se si incontrano, l’affare è fatto*.
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E’ il più divertente testamento biologico degli ultimi tempi: “Se dovessi mai cadere in coma vegetativo desidero essere ospitato per sempre a casa da Pierferdinando Casini ed Azzura Caltagirone e quivi essere amorevolmente accudito da essi in persona“.
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Riguardo il caro vecchio Alberoni di ieri, a scoppio leggermente ritardato è arrivata la valanga.
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Fresca fresca di agenzia (e di Repubblica): “Una donna di 36 anni e la sua bambina di due anni sono state trovate sgozzate nella loro casa a Castagnole di Paese (Treviso). Elisabetta Leder e la figlia Arianna sono state uccise con diverse coltellate alla gola. Al momento non è ancora chiara la dinamica o il possibile movente del duplice omicidio, anche se il Pm di turno, Antonio Miggiano, non esclude la possibilità che all’origine ci sia un raptus. Gli investigatori stanno cercando l’ex convivente della donna e padre della bimba, un marocchino che risulta clandestino in Italia. A carico dell’uomo, però, al momento non ci sarebbe alcun elemento che possa coinvolgerlo nell’assassinio della donna e della piccola“. Evidentemente il caso di Olindo e Rosa ha insegnato qualcosa, comunque vada a finire la storia.
* = letta su Facebook, ma non mi ricordo chi l’aveva scritta
(vignetta di Artefatti dedicata alla probabile prossima chiusura del Romanista)
























Quelle di Levì non mi sembrano bestialità. E’ vero che Battisti è stato condannato solo grazie alla legge sui pentiti. E’ vero che la legge sui pentiti è concettualmente un mercimonio, non la fonte purissima delle verità ma un mercato. E’ vero che se non c’è firma di Battisti in calce al mandato, non c’è firma di Battisti. Il dire “era d’accordo” è come la volontà di Eluana. Una deduzione logica, non una certezza. C’è solo se si vuole che ci sia perchè altrimenti non c’è.
E’ vero e a mio avviso giusto che dovrebbero poter rifare il processo per il contumace che rientra. Specialmente in paesi dove il rito è accusatorio e le prove si formano in aula, che senso ha una revisione che dovrebbe poter riprendere soltanto con fatti nuovi quando quelli che devi revisionare sono processi basati su dichiarazioni di parte della pubblica accusa comprate in cambio di sconti di pena ?
Non avrebbe senso portare nuovi fatti per riaprire la discussione sulle chiacchiere.
Chiacchiere contro chiacchiere in un rifacimento del processo come negli altri paesi, con Battisti in videoconferenza dal Brasile e diritto alla difesa garantito da mandato ratificato.
Questa sarebbe la mia proposta all’Italia fossi Tarso.
Ma non credo l’accetteranno mai. Perchè affrontare il rischio di perdere quando hai già vinto ?
Piuttosto, stupito dalla pubblicazione di Levì da parte dell’Unità. Storicamente, foglio della Sbirraglia e dei teoremi in materia di extraparlamentari da scavalco a sinistra.
‘Sto Levì avrà sedotto la cosina lì, come si chiama, la direttora.
A conferma che uomini o donne non cambia mai niente.
“E’ vero che Battisti è stato condannato solo grazie alla legge sui pentiti”.
così come è vero che nel calcio non si può prendere la palla con le mani. L’alternativa è giocare a rugby
“E’ vero che la legge sui pentiti è concettualmente un mercimonio, non la fonte purissima delle verità ma un mercato”.
così come è vero che se una di mestiere fa la prostituta, non per questo deve essere anche miope
“E’ vero che se non c’è firma di Battisti in calce al mandato, non c’è firma di Battisti. Il dire “era d’accordo” è come la volontà di Eluana. Una deduzione logica, non una certezza. C’è solo se si vuole che ci sia perchè altrimenti non c’è”.
No, perché Battisti sapeva benissimo quello che accadeva, visto che il processo era pubblico. Eluana era in coma vegetativo
“E’ vero e a mio avviso giusto che dovrebbero poter rifare il processo per il contumace che rientra”.
Così dopo la villeggiatura gli diamo anche il premio.
“Specialmente in paesi dove il rito è accusatorio e le prove si formano in aula,”
come l’Italia, del resto.
“che senso ha una revisione che dovrebbe poter riprendere soltanto con fatti nuovi quando quelli che devi revisionare sono processi basati su dichiarazioni di parte della pubblica accusa comprate in cambio di sconti di pena ?
Non avrebbe senso portare nuovi fatti per riaprire la discussione sulle chiacchiere”.
Vale sopra l’esempio della prostituta miope.
“Chiacchiere contro chiacchiere in un rifacimento del processo come negli altri paesi, con Battisti in videoconferenza dal Brasile e diritto alla difesa garantito da mandato ratificato”.
Ma l’imputato può stare sulla spiaggia di Copacabana mentre controinterroga, oppure no? Perché pare che Battisti ci sta solo se può sorseggiare cocktail.
“così come è vero che nel calcio non si può prendere la palla con le mani. L’alternativa è giocare a rugby”
Oppure evitare di considerare intangibili e sacri processi formatisi su basi così irrisorie.
“così come è vero che se una di mestiere fa la prostituta, non per questo deve essere anche miope”
Si, ma se la vista ti viene a tratti ?
Visto (ops) tutte le volte che ha cambiato versione, e vista la Cassazione che gli ha dato del mentitore, è tutta da misurare questa vista.
“No, perché Battisti sapeva benissimo quello che accadeva, visto che il processo era pubblico. Eluana era in coma vegetativo”
Si, ma la prova scritta ambo i casi dov’è ? Poi sapeva, dubito che un latitante in Messico fosse al corrente delle istruttorie italiane e anche fosse. Manca sempre il mandato, non c’è coordinamento imputato-difensore, manca la difesa.E in un processo inquisitorio (quello del secondo grado pre Codice Vassalli di cui si vuole a tutti i costi la sacra esecuzione) se manca la difesa conta solo quello che ha scritto il giudice istruttore. Assumetevi le vostre responsabilità, dite, non abbiamo molto in mano, coi nostri processi di trent’anni fa, il nostro Operaietto pentito contro le vostre Copacabana al Roxy Bar, ma gliela dobbiamo far pagare. Sarebbe più onesto.
“Oppure evitare di considerare intangibili e sacri processi formatisi su basi così irrisorie.”
E chi lo dice, a parte la difesa che è pagata per dirlo?
“Si, ma se la vista ti viene a tratti ?Visto (ops) tutte le volte che ha cambiato versione, e vista la Cassazione che gli ha dato del mentitore, è tutta da misurare questa vista.”
devi dimostrare che in quel tratto ha visto sbagliato. Oppure scappare a Copacabana
“Si, ma la prova scritta ambo i casi dov’è ?”
non so cosa sia una prova scritta. E’ come il compito in classe?
“Poi sapeva, dubito che un latitante in Messico fosse al corrente delle istruttorie italiane e anche fosse”.
Ma certo: uno sta subendo un processo per omicidio plurimo in Italia, ma ti pare che gliene frega qualcosa? Di sicuro non ne sapeva nulla, guarda.
“Manca sempre il mandato, non c’è coordinamento imputato-difensore, manca la difesa”.
Per scelta dell’imputato. E chi è causa del suo mal…
“E in un processo inquisitorio (quello del secondo grado pre Codice Vassalli di cui si vuole a tutti i costi la sacra esecuzione) se manca la difesa conta solo quello che ha scritto il giudice istruttore”.
per fortuna non è questo il caso, visto che la difesa c’era (e ci faceva)
“Assumetevi le vostre responsabilità, dite, non abbiamo molto in mano, coi nostri processi di trent’anni fa, il nostro Operaietto pentito contro le vostre Copacabana al Roxy Bar, ma gliela dobbiamo far pagare”.
Cavolo, ma se non abbiamo molto in mano, a quelli non gli resta che chiedere la revisione del processo. Ci distruggeranno in aula, dove contano i fatti. Mica le chiacchiere.
“E chi lo dice, a parte la difesa che è pagata per dirlo?”
Bè, se avete intellettualmente dei dubbi sulla consistenza di quei giudizi, che vi frega di Battisti scusate.
“devi dimostrare che in quel tratto ha visto sbagliato”
Fammi capire, devo dimostrare di essere innocente ? Ma non è lo stato che deve dimostrare che l’accusa è corretta ? E poi torniamo al punto di partenza, come smonti una dichiarazione se non in un processo nuovo ? Tu dici, il processo nuovo lo hai con la revisione. Ma se non ho fatti nuovi come la ottengo la revisione ? Per questo Levì insiste sulla civilissima legge secondo la quale al contumace spetta comunque la riapertura della gara. Perchè allo Stato dovrebbe interessare accertare i fatti svoltisi, non abbarbicarsi ai miti della certezza della pena manco stessimo nel libro Cuore. Dove per principio fai morire Socrate.
In realtà la revisione non la offre nessuno, l’unica offerta è il carcere a vita per un sessantenne per non sputtanare gli Armando Spataro e farsi un saluto alla bandiera. Meglio Copacabana.
“non so cosa sia una prova scritta. E’ come il compito in classe?”
No, è l’autografo in calce al Io voglio morire o Io prendo a difesa. Senza, solo chiacchiere, deduzioni, presunzioni di.
“Ma certo: uno sta subendo un processo per omicidio plurimo in Italia, ma ti pare che gliene frega qualcosa? ”
Quando è evaso, aveva solo il primo grado addosso, quello del possesso armi. Mutti e la sua vista si sono svegliati anni dopo.
“per fortuna non è questo il caso, visto che la difesa c’era (e ci faceva)”
Tecnicamente secondo gli standard per i paesi canaglia non c’era. Noi siamo l’Italia e allora. Poi dovevamo spezzare le reni alla rivoluzione e allora. Fossimo l’Iran. Però Amnesty la pensa come la pagata difesa di Battisti, e non solo su questo ma anche su altri argomenti anche più popolari.
“a quelli non gli resta che chiedere la revisione del processo”
E come la chiedi per un processo di dichiarazioni riscontrate in via induttiva ?
Devi solo comprarti Mutti. L’unica revisione possibile di una mal dicenza è una smentita del diretto interessato. Sempre che te la concedano.
Ma chi la concederebbe la revisione e poi quanto vale Mutti. Si sarà svalutato come tutto l’ex tragico quadro della lotta al terrorismo fatta coi carri armati di Mussolini.
Lasciamo le cose come stanno e che si dia a Copacabana quel che è di Copacabana.
“Bè, se avete intellettualmente dei dubbi sulla consistenza di quei giudizi, che vi frega di Battisti scusate”.
No, non hai capito
“Fammi capire, devo dimostrare di essere innocente ? ”
No. E’ stato fatto un processo. Qualcuno non ha ritenuto di poter interrompere le ferie (in vacanza da una vita, cantava Irene Grandi). Mo’ je tocca.
“No, è l’autografo in calce al Io voglio morire o Io prendo a difesa. Senza, solo chiacchiere, deduzioni, presunzioni di.”
Guarda che una volta che le parti sono considerate correttamente chiamate, l’onere della smentita spetta a chi pensa che non lo siano.
“Quando è evaso, aveva solo il primo grado addosso, quello del possesso armi. Mutti e la sua vista si sono svegliati anni dopo.”
Prostituta miope? Dimostralo.
“Tecnicamente secondo gli standard per i paesi canaglia non c’era. Noi siamo l’Italia e allora. Poi dovevamo spezzare le reni alla rivoluzione e allora. Fossimo l’Iran. Però Amnesty la pensa come la pagata difesa di Battisti, e non solo su questo ma anche su altri argomenti anche più popolari”
Quando Amnesty sarà un tribunale sovranazionale più autorevole di tutti gli altri isole comprese, avrai vinto.
“E come la chiedi per un processo di dichiarazioni riscontrate in via induttiva ?”
Con i fatti. Avendoceli.
La valanga su Alberoni non si vede perché Blogbabel fa
“500 – Internal Server Error”
inutile dire che il nostro UFCGI è molto più figo
Stamattina m’è capitato di vedere che su raiuno stavano discutendo dottamente e approfonditamente della vaccat… dell’uscita di Alberoni. Da una parte il sempre-giovane Massarini, dall’altra l’alfiere della tradizione Veneziani.
Domanda mia: ma come si chiama il santo in paradiso che permette ad Alberoni di scrivere banalità a tempo pieno sul Corriere, pubblicarle sui libri, fare in modo che se ne discuta in TV?
Per le dimostrazioni ci vorrebbe un processo.
Ma non c’è. E non è una offerta che è stata fatta.
Non uno tra i pezzi da novanta del governo italiano ha mai fatto palesare questa disponibilità. Non Alfano, non il premier. Neanche Napolitano ha mai parlato di Grazia.
Sui giornali poi, figurarsi. Se lo stato vuole la prigione, sui giornali vogliono molto di più.
Qui c’è solo galera contro un vagabondaggio Accattone che fa tappa a Copacabana.
Direbbero i Beatles, let it be.
Difendersi anche dal processo è il più naturale atto d’umanità possibile conoscendo gli uomini.
Per te invece è un barare inaccettabile e che da solo basta ed avanza.
Fa giudizio.
Per me no.
Per te si, fortissimamente si.
Non ci incontreremo mai.
Forse.
“Per le dimostrazioni ci vorrebbe un processo”
ti svelo un segreto: c’è già stato.
“Per te invece è un barare inaccettabile e che da solo basta ed avanza.
Fa giudizio.
Per me no.
Per te si, fortissimamente si.
Non ci incontreremo mai.
Forse.”
Io le multe le pago. Poi, semmai le contesto.
“ti svelo un segreto: c’è già stato”
Se c’è già stato, perchè parlare di revisione allora, se i giochi sono chiusi anche per te si tratta di stare con le guardie o con chi scappa, scrivi acciuffatelo e non se ne parli più. E guai a chi parli da complice del fuggiasco, guai ai Levì, arrestate anche Levì. Se il discorso è spostato irrimediabilmente sul piano della forza, legittimo chi corre e legittimo chi scappa, non ci sono più frasi da aggiungere. Ma solo scarpe da consumare.
Tanto non si può chiedere a qualcuno di pagare con la vita, non lo si può chiedere a nessuno.
Se lo stato è boia, abbia la compiacenza di affondare la lama in chi ha condannato e senza troppi svolazzi o impartendo lezioni a Brasile e destra, facendosi riconoscere. Se lo prende.
Berlusconi ha fatto scuola. E\’ il solito fenomeno. Ha sdoganato anche il \”difendersi dal processo\” anziché \”nel\” processo. Adesso scappare all\’estero è diventato una cosa meritoria, anziché un\’aggravante. Propongo un bel lodone Alfano pure per Battisti così non ci scassa più il cazzo.
La storia non inizia e non termina con Berluskoni, gentile Stefo. La non estradabilità come garanzia per il singolo eventualmente vessato era (come la prescrizione) una cosa di sinistra prima che la sinistra finisse in mano alla cosiddetta cultura legalitaria, quella nebulosa culturale che ha additato tutto ciò che l’uomo aveva ideato per sottrarsi al dominio senza confini spaziotemporali del dominus come roba da delinquenti.
Se e quando Berluskoni per i cazzi suoi tara il sistema in tal senso, a me sta bene.Sarebbe molto peggio se per inseguire i propri imputati si facesse l’operazione inversa.
[...] Genro di concedere a gennaio l’asilo politico a Battisti. Di Cesare Battisti avevamo parlato qui e qui. E soprattutto qui, dove ci si chiedeva chi vuole uccidere Cesare [...]