L’azienda razzista costretta a scusarsi
08/02/2012 - L’epopea della ThyssenKrupp a Chicago era cominciata con l’annuncio di nuovi investimenti. E’ finita male “La decisione di ThyssenKrupp di situare qui il loro quartier generale per il Nord America è il riconoscimento che Chicago offre un ambiente di prima
L’epopea della ThyssenKrupp a Chicago era cominciata con l’annuncio di nuovi investimenti. E’ finita male
“La decisione di ThyssenKrupp di situare qui il loro quartier generale per il Nord America è il riconoscimento che Chicago offre un ambiente di prima classe per gli affari. Combinandotrasporti, infrastrutture e la miglior forza lavoro nel mondo, Chicago è la meta delle più grandi compagnie mondiali e la ThyssenKrupp ne rappresenta un esempio perfetto”. Così Rahm Emanuel (nella foto), sindaco di Chicago già accanto ad Obama nella campagna elettorale e al governo, ha accolto pochi giorni fa l’annuncio degli investimenti del gruppo tedesco, noto in Italia per alcuni gravi incidenti nei suoi impianti.
LA DENUNCIA - Un annuncio che ha dato grande visibilità a una denuncia di una ex dipendente del gruppo, che lamentava come proprio a Chicago i dirigenti ei supervisori della multinazionale abbondassero in insulti e discriminazioni razziste all’indirizzo dei dipendenti neri. Il tentativo iniziale dell’avvocato del gruppo, che negava di essere a conoscenza della cosa e prometteva indagini interne, non è andato a buon fine. Rahm Emanuel e il reverendo Jackson non hanno potuto e voluto ignorare un rapporto, generato dalla denuncia, nel quale si accertava che l’azienda “Mantiene un clima di accettata intolleranza razziale” e hanno subito reso chiaro che non era il caso di adottare tattiche dilatorie e che l’azienda doveva rispondere “subito e in maniera sostanziale“.
MESSAGGIO RICEVUTO - A quel punto il messaggio è stato raccolto e Rich Hussey, CEO del gruppo, si è profuso in pubbliche scuse e in una dichiarazione nella quale s’impegna a rimediare: “Dedicheremo ttto il tempo e el risorse necessario per aumentare l’educazione della nostra forza lavoro al trattamento legale ed appropriato di tutti gli impiegat, ricorrendo anche all’ingaggio di esperti che ci assitano in questa opera di educazione”.












