L’uomo che vuole cambiare Facebook
08/02/2012 - Uno studente austriaco sta mettendo a dura prova gli avvocati del social network Max Schrems ricevette la sua illuminazione all’università di Santa Clara, assistendo a una lezione tenuta da uno degli avvocati di Facebook. LA SCOPERTA - Da quella lezione
Uno studente austriaco sta mettendo a dura prova gli avvocati del social network
Max Schrems ricevette la sua illuminazione all’università di Santa Clara, assistendo a una lezione tenuta da uno degli avvocati di Facebook.
LA SCOPERTA - Da quella lezione Schrems comprese quanto poco capissero gli avvocati di Facebook della severa normativa europea a protezione della privacy dei dati personali di chi naviga in rete. Tanto da dedicare proprio la sua tesi alla differenza tra la realtà di quelle disposizioni e l’interpretazione di fantasia che ne forniva e ne fornisce Facebook. Schrems notò che che Facebook ha un suo quartier generale europeo in Irlanda, una mossa comune a molte corporation per via della tassazione super favorevole nei loro confornti nell’isola, ma che porta come conseguenza la completa sottomissione alle normative europee sulla privacy e la conservazione dei dati. Proprio per questo Facebook conserva per i soli utenti europei una bottone, premendo il quale l’utente chiede ed ottiene tutta la sua storia sul social network.
TENGONO TUTTO - Grande fu la sorpresa di Schrems nel ricevere un cd con 1200 pagine nelle quali era contenuta tutta la sua attività su Facebook, compresi i post cancellati e i dati degli amici, le mail degli account con i quali aveva interagito, numeri di telefono e molto altro ancora. Un vero e proprio dossier che lo spinse ad aprire un vero e proprio confronto con Facebook, fatto di dozzine di lamentele e richieste e ingiunzioni e a fondare un gruppo “Europa contro Facebook” con altri attivisti, dedicato a perseguire l’adeguamento di Facebook alle normative esistenti.
L’INIZIATIVA – Che tocchi a un gruppo di volontari adoperarsi perché una corporation rispetti le leggi è un segno dei tempi e dell’attenzione delle autorità, anche europee, per le infrazioni di legge commesse platealmente dalle realtà dotate di grande peso economico e politico. Facebook alla fine lo ha dovuto prendere sul serio e ha aperto con lui un dialogo ai massimi livelli, mandando in Austria Richard Allan, direttore europeo della policy del gruppo e un altro dirigente volato direttamente dalla California.
FACEBOOK ABBOZZA - Al termine di un confronto durato sei ore il gruppo di Schrems non è sembrato soddisfatto e ha rilasciato una dichiarazione nella quale afferma: ” Siamo ancora più certi che Facebook stia reinterpretando la legge in modi che non sono coerenti o in osservanza della giurisprudenza della Corte Europea di Giustizia”. Secondo il gruppo il primo passo che Facebook dovrebbe compiere sarebbe quello di modificare la sua policy nel senso di sostituire il metodo del silenzio-assenso per il quale l’utente deve rifiutare i servizi e mettere i limity a tutela della sua privacy con il procedimento inverso, per il quale l’utente deve autorizzare ogni passaggio sensibile.













ce ne fossero di sti piccoli genietti in giro!
Vedi, Cassazione civile, sezione I, 27.5.1975, n.2129. La legge vieta, che vengano in qualunque modo divulgati fatti inerenti alla vita strettamente privata e familiare.
facebook è della CIA e gli americani se ne sbattono della vita privata delle persone quindi ci attacchiamo al cazzo ^_^