Dio mi fulmini per aver scritto un post su Povia e la canzone dei froci ma inesorabile come le tasse è arrivato il lunedì e in qualche modo devo pur sbarcare il lunario. Cominceremo da un’analisi testuale puntuale prima di espandere il discorso alla frociaggine nel suo insieme.
INTRO – Il lieto ritornello che non c’entra un cazzo ma che piace ai giovani recita “Luca era gay e adesso sta con lei“. Quivi si comprende che Povia era alla disperata ricerca di una rima per “lei” e non certo di pubblicità dall’Arcigay a buon mercato. La versione precedente, poi cassata, recitava infatti “Luca ne ha pieni gli zebedei ma adesso glieli svuota lei” e
parlava dell’annoso problema dell’astenìa da eccesso di masturbazione, e di dove mettere la semenza quando non si ha uno scottex a portata di mano (l’autore, ispirandosi alla poetica dell’Accademia dell’Arcadia, suggerisce di spalmarlo sotto qualche in banco come in gioventù). È rimasta inedita anche la versione successiva “Luca ha dei pelosi nei, ma adesso glieli sbruffa lei” che descrive con dovizia di particolari la compulsione femminile a spremere i punti neri e le sue ripercussioni sul rapporto di coppia da un punto di vista psicodinamico (evidente l’omaggio a Melanie Klein, appena velata la critica ad Anna Freud). Per problemi di metrica, e diciamocela tutta, anche di censura da parte dell’ADI (Associazione Dermatologi Italiani) Povia ha dovuto ripiegare sul più pacchiano “Luca era lei e adesso va coi gay“, che parlava di un padre di famiglia membro di Comunione e Liberazione che scopre il piacere di farselo picchiare nel culo sulla Circonvallazione Gianicolense. L’agente di Povia deve tuttavia essere riuscito a far passare il messaggio che con una canzone del genere più che arrivare secondo a Sanremo avrebbe raggiunto a stento il casello di Rosignano. Solo in questo modo si può spiegare la trita banalità di un testo, evidentemente scritto in tre minuti nell’ascensore dell’Ariston, che raggiunge e talvolta oltrepassa la pura idea platonica di orrore allo stato brado. Sulla melodia della strofa che sembra presa dalla pubblicità della Uno Rap (Uno Rap è una uno è una uno più, sembra fatta per me, sembra fatta per you) Povia inanella una tale messe di luoghi comuni sulla genesi della gayezza da far andare a nascondere le mezze stagioni sotto un selcio. Una madre iperprotettiva, un padre distante e alcolista, i genitori che si separano e manca solo lo zio ricchione con l’ossessione per le giarrettiere e il quadretto della famiglia disfunzionale da manu-anale è completo.
PSYCO ANALISI – Ma quello che mi ha fatto veramente venire i brividi di raccapriccio al buco del culo è la
strumentalizzazione di Sigismundo Freud, chiamato d’autorità a puntellare un intreccio che sta in piedi con lo sputo (sperando che sia sputo). Ecco la frase incriminata, per la quale l’American Psychological Association ha preteso e ottenuto che Povia fosse sottoposto ad analisi coatta: “Sono un altro uomo ma in quel momento cercavo risposte, mi vergognano e le cercavo di nascosto, c’era chi mi diceva ‘è naturale’, io studiavo Freud, non la pensava uguale“. Immaginatevi questo ricchiuncello in carriera che invece di fare quel che ogni bravo ricchiuncello dovrebbe fare, si diletta nella lettura di Freud e, incredibile a dirsi visto che ha il cervello di Povia, non ci capisce una mazza. La posizione di Freud sull’omosessualità è “complessa e ambivalente” (Lingiardi, p. 102) ma uno dei punti cardine del Freud-pensiero in merito è che siamo tutti inconsciamente omosessuali a causa del complesso edipico negativo ovvero “l’attaccamento erotico verso il genitore del proprio sesso associato a una forte rivalità verso il genitore del sesso opposto, vissuto come rivale” (Ibid., p. 220). Insomma, le sue solite cose, per cui se ti vuoi scopare tua madre sei un pervertito e se non te la vuoi scopare in realtà te la vuoi scopare uguale, e quindi sei un pervertito (Vertigoz 2009, passim). Non si capisce quindi dove Povia, scusate, volevo dire Luca, abbia letto quel che dice di aver letto, forse dietro I tre saggi sulla sessualità (1905) nascondeva un bel pornazzo con membri turgidi e ani al vento che lo distraevano alquanto. Ma anche se Freud avesse una cosa del genere, magari in privato nella corrispondenza con Povia e Jung (Bollati Boringhieri), citare Freud per supportare le proprie tesi psico-dozzinali è un po’ come citare Talete per dimostrare che ebbene sì, tutto viene dall’acqua. Freud è nato nel 1856 (!) e da allora ne è passato di smegma sotto i metaforici ponti. Innanzi tutto le scoperte dell’etologia che confermano che, caro il mio Povia, checché ne dica Freud nella tua versione privata e personale, ebbene sì, l’uomosessualità è “naturale”, come l’acqua effervescente dei ruscelli Ferrarelle.























confermo la sintesi freudiana del Vertigoz.
Ale era Gay… e adesso sta con… boh…
Breve storia dell’Italia-mei, dando la colpa solo ai gay
Il mio Garzanti Italiano/Inglese del ‘98 traduce omosessuale con “ill” –malato. E i dizionari hanno sempre ragione, lo so perche’ negli anni 80 davano spesso (ancora ricordo!) ragione al figlio (io) nelle accese dispute contro l’autorita` m/p/aterna.
Del resto, basta guardare la storia. L’impero romano e` caduto perche’ i romani erano pervertiti. E` arrivato Costantino, che ha catechizzato la massa, e ha donato tutto alla Chiesa Cattolica Romana. E questo nuovo impero, di puri asessuati, dura ancora oggi.
Non solo. La citta` eterna si e` purificata di malati (5%) e malaticci (l’altro 5%) ed ha creato il rinascimento. No, Michelangelo e Leonardo non erano sodomiti.
Passa il tempo e l’Impero Cattolico Romano (aka Chiesa) inizia a zoppicare. Arriva un’altro impero quindi, anch’esso Romano, ma che all’erta sta`, si sbarazza di malati e malaticci e parte alla conquista del mondo col compare baffetto che per liquidazioni era perfetto.
Muoiono allora, anche, 40.000.000 di non malati ne’ malaticci che non gli piaceva baffetto e mascellone, e la gente italica decide di dotarsi di una repubblica laica, senza preferenze di sesso ne` religione.
Ahinoi! La perversione grazie a dio rimane solo cartacea, e col cavolo che non ci sono preferenze di sesso e religione (fino al ‘62 le donne erano escluse de jure dal potere giudiziario, malati e C non si sa).
Ecco allora che la citta` eterna si sveglia, e la gente italica appresso. Ritornano leader (duci in italiano) con mascella vagamente volitiva, ma idee chiare in quanto a sessualita` et cetera.
E la storia si ripete, si chiacchiera.
Non era Freud, in realtà intendeva Frodo!
Luca quando era gay amava la bigiotteria e nell’ambiente era noto come “la signora degli anelli”.
(devo aggiungere che vertigoz è come sempre scintillante e trasforma in divertimento tutto quello che tocca, anche le cose più scatologiche ehm:-)
E cosi’ Povia e’ arrivato due?
Non so se allibire o se continuare a fregarmene di lui come qundo e’ arrivato uno.
Elio inoltre e’ stato informato del tuo abuso nell’uso del citazionuso.
Infine, dall’alto della mia cultura, ricordo che Talete aveva la fissa dei numeri, mica dell’acqua.
no no, talete era quello dell’acqua!:-)
io non sono gay
ed allora ?
a me piace la canzone di piovra
che male c’ è ad infondere nei gay la speranza o la semplice consapevolezza della possibilità di cambiare in non-froci ?
o forse volete creare un ghetto in cui rinchiudere i froci e gettare le chiavi per rendere irreversibile la loro posizione ?
siete forse gelosi voi altri capocchioni dei gay che il vostro popolo cali ? oppure fate le classifiche mensili per rilevare un incremento della categoria ?
e mi è piaciuta pure la lettera di oscar Wilde
ed allora ? forse qualcuno si ritiene unico depositario di verità mentre gli altri ,,,semmai i baciapile non capiscono nulla ?
il libero passaggio tra status sociali ed economici auspicato dai prograssisti deve forse essere condannato nel caso del problema frocio ?
e sono gli stessi presunti progressisti a condannarlo
ipocriti ed impostori ….ve condannerei tutti al rogo
jerolamus
@cordapazza: lo dice anche wikipedia, in effetti.
Ma allora chi aveva la fissa dei numeri?
Pitagora mi pare scontato, mi sembrava un altro.
Per rimanere in tema, ricordiamo che tutti i filosofi greci erano gay e con soddisfazione, tra l’altro.
a Savonarola, quando capiremo che essere gay non è una malattia, non è un cosa da cui guarire e che la cosa giusta non è e non può essere il fatto di non esserlo o non esserlo, essere gay è una condizione fra le tante innumerevoli che esistono in natura, e non ha bosogno delle esternazioni di Povia fatte solo per parlare di lui altrimenti nessuno lo caga.
Jeronimus, spiegami, te riteni che scegliere il partner sessuale sia come scegliere la biancheria intima? Ovvero, che bisogna avere l’aspirazione di cambiare?
Poi, scusami, ma parlando di “speranza” parti dal presupposto che per gli omosessuali sia un bisogno, il cambiare orientamento. E perché mai, di grazia?
talete si è occupato anche di geometria, ci sono pure dei teoremi, mi pare, che hanno il suo nome: ma dal punto di vista filosofico insiste sull’arché che per lui è l’acqua!
non erano gay, erano pederasti, che è diverso( confronta “l’usage des plaisirs” michel foucault)
A volte mi viene da pensare al paradosso del liberal quando sento parlare della gayezza scritta nei geni.
I liberal (i democratici americani diciamo) sono la parte politica che più ha a cuore i diritti dei gay. Allo stesso tempo sono anche degli strenui difensori del diritto all’aborto. Se il gene della gayezza fosse rilevabile una madre liberal sarebbe propensa ad abortire potendo farlo. I liberal sono dei potenziali assassini di gay
@ NeMo—–siccome sono politically correct, ho parlato anche di consapevolezza della possibilità del cambiamento
e questo è a mio parere il punto debole che fa tanto infuriare i capo-froci o capo-ricchioni o capo-gay che dir si voglia
e rispondo pure a giuseppe
evidenziare la possibilità di cambiamento dei gusti mette in crisi la teoria secondo la quale il frocismo è un fatto naturale
è sicuramente uno stato della natura, una fase, ma per niente irreversibile e immodificabile
nasce allora l’ ipotesi che possa trattarsi anche di depravazione mentale, come la masturbazione in quanto i mal protesi nervi sono diretti a scopi di piacere non uniti al fine naturale della procreazione cui la Natura vuole che tenda l’ umana specie
per cui cadete in un cul de sac
dimenticavo
se io fossi un gay non me la prenderei con il cantante
ma coi capi-froci che cosringono i Savonarola a riflettere su situazioni altrimenti accettate ed a capire che, come tutti i capi-mandria, sono unicamente interessati alla loro minuscola fettina di potere
Il problema della canzone di Povia è che è un cumulo di luoghi comuni sull’omosesualità, il fatto che il sesso omosessuale sia molto diffuso nel regno animale comporta la semplice conseguenza che non si tratti di una scielta cosciente, a meno che non si voglia considerare dotati di una mente cosciente come quella umana tutti gli animali che hanno rapporti omosessuali.
Alla fine parlando di depravazione mentale e di “fine naturale della procreazione cui la Natura vuole che tenda l’ umana specie” dimostra di fare un discorso puramente moralistico, la natura non ha nessun fine è assolutamente indifferente alle scielte sessuali degli individui, se gli induividui di una specie non si riproducono questa si estingue, dal punto di vista della natura tra un omosessuale e un prete casto ( se ne esistono ) non c’è assolutamente nessuna differenza.
Sinceramente credo che se Povia avesse cantato “Luca voleva fare il prete ma adesso tromba come un riccio” penso che molti suoi difensori, nonostante il discorso sia perfettamente equivalente, l’avrebbero linciato.
L’omosessualità non è nè irreversibile ne immodificabile, tanto quanto l’eterosessualità, il passaggio da uno stato all’altro succede spesso, senza molti drammi, nella vita di tutti i giorni.
“Luca era gay, e adesso sta con…(Dio)”
C’è chi in alternativa, da omosessuale, sceglie la chiesa facendosi prete, sai Vertigoz? è vero!
Al di là della “possibilità di cambiamento”(magari esiste magari no), quel che è importante è la volontà di attuarlo. Che è e dev’essere individuale e non passibile di coercizione.
Se a uno sta bene così, basta, capitolo chiuso. Fanno del male a qualcuno? No. Sono contenti così? Sì. Bon. Fine.
In un’ottica laica.
Poi ovvio che arrivano i cattolici che dicono che no, non è cosa, è contro Natura (palesemente falso, come ben dimostrato dal solito Vertigoz).
Per inciso, cos’è tutta questa idolatria per la natura? Proprio secondo il catechismo, noi non siamo come animali. Abbiamo l’anima razionale, no? E allora perchè se è naturale è giusto, almeno per alcuni cattolici?
La natura non ha nessuna morale. Dire che una cosa che succede in natura è “giusta” significa non aver capito proprio un cazzo di niente.
Mi correggo: la “nostra” morale non è applicabile alla natura.
La selezione naturale risponde solo al criterio “adatto/non adatto”. Se qualcuno vuole considerare “morale” liberissimo, ma a occhio non sembra una grande idea.
sulla possibilità di cambiamento. non sono un esperto ma etero che diventano gay e gay che diventano etero non mi pare un’eventualità all’ordine del giorno. l’orientamento sessuale si fissa in adolescenza e forse anche prima.
poi certo, ci possono essere casi limite, come quello descritto da povia. ma in quel caso credo che il protagonista della canzone non fosse gay ma fosse dedito a pratiche omosessuali per circostanze contingenti, almeno a giudicare dal testo.
quanto al fatto che si può cambiare, caro Jeroniumus, ne parli come se dicessi “con la forza di volontà si può smettere di fumare”. il punto è, perché dovrebbero voler cambiare? se uno è veramente gay è contento di esserlo a meno che non abbia problemi altri (l’omosessualità egodistonica delle vecchie edizioni del dsm).
la canzone è brutta, ma brutta brutta, e non solo per il testo che è comunque di una banalità sconcertante (si poteva trattare lo stesso argomento in maniera un po’ più arguta).
insomma, povia ha voluto raccontare una storia già di per sè non molto verosimile e ci ha voluto dire che è “solo una storia” quando era chiaro che stava facendo una bella ramanzina agli omosessuali come si evince dal passaggio in cui tutti dicono a luca che è normale ma lui legge freud e non è per niente d’accordo. è la storia di un (ex) omosessuale omofobo (heider?), come the believer è la storia di un ebreo nazista.
ci tengo a precisare infine che io “non difendo i gay”. a me dei gay come categoria non me ne può fregare di meno. io difendo il diritto delle persone di fare quello che vogliono nella loro sfera di libertà personale, ovvero finché non ledono gli interessi altrui.
non sono amico dei gay (come se si potesse essere amico di un’intera categoria), non ho amici gay, non credo che essere gay sia un valore (come non credo che lo sia mangiare spinaci piuttosto che zucchine) e non sono mai andato al gay pride. infine trovo che il pene sia un oggetto esteticamente sgradevole.
ma anche se non mi piace la verdura difendo il diritto della gente di mangiare la verdura.
ieri sera a “blob” hanno fatto vedere uno spezzone di “porta a porta” dove povia, riferendosi alla lettera letta da benigni, ha detto che oscar wilde è diventato omo perchè durante l’infanzia la madre, che avrebbe voluto una figlia, lo vestiva da bambina.
p.s.
talete: arché = acqua
pitagora: arché = numero
E che dire delle persone affette da rutellismo? Diamo una speranza a tutti.
Io so che Rutelli era gay e ora sta con la CEI.
@vertigoz
ocio che se ti fermano in macchina con troppe citazioni di EelST nel sangue passi dei guai…
comunque in nordeuropa ci sono arrivati (ah!) prima di noi.
http://www.nhm.uio.no/againstnature/gayanimals.html
[“ci sono cose molto più contro natura dell’omosessualità, cose che soltanto gli umani riescono a fare, come avere una religione o dormire in pigiama”
Magnus Enquist, etologo dell’università di Oslo]
comunque povia mi piaceva molto di piú quando non cantava e suonava la cornamusa.
…e comunque, prima che lo posti qualcun altro…
http://www.youtube.com/watch?v=dSWa9PB6Iic
Quando ho ascoltato la canzone di Povia ho pensato che con quella storia di Freud si riferisse al termine “invertito” usato dal Sigismondo per definire i gay nei suoi scritti, se non ricordo male. In effetti è poco carino, un po’ come la parola “frocio”, che abolirei dall’uso comune.
Ovviamente certe concezioni della sessualità sono obsolete, anche se espresse da personaggi di tutto rispetto (non mi riferisco a Oscar Wilde).
p.s. ricordate quando Andreotti scomodò Dante, sul tema dell’omosessualità?
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