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Google verso l’eliminazione della password

Google sta cercando un metodo per superare l’autenticazione con password. Molto spesso quelle scelte dagli utenti sono troppo vulnerabili e con altrettanta frequenza vengono dimenticate. Per questo Big G sperimenta soluzioni alternative, tra cui quella dell’invio di una notifica sullo smartphone. Il Corriere della Sera ne parla così:

Ancora in sperimentazione presso una ristretta cerchia di utenti, il nuovo sistema di autenticazione è semplice e diretto. Quando si tenta di effettuare l’accesso, si riceve una notifica sullo smartphone che chiede se siamo noi a voler effettuare l’accesso. Una volta ricevuta risposta affermativa le porte del sito si aprono dandoci pieno accesso.

LE PROBLEMATICHE

Quella della notifica sul cellulare è sicuramente una soluzione comoda, ma presenta dei problemi. In primis la connessione ad internet, non sempre disponibile all’estero. Poi c’è il problema della batteria del telefono che potrebbe essere scarica e infine il fatto che chiunque potrebbe avere accesso al nostro dispositivo.

Nel mentre la ricerca di un’alternativa va avanti e sono tante le aziende impegnate su questo fronte. Yahoo per esempio ha appena presentato Account Key. Il funzionamento è simile a quello di Google e si basa sempre su notifiche vie smartphone. Google stessa poi nel suo Android ha inserito da tempo la «Sequenza di blocco», un sistema di protezione basato sul movimento del dito sullo schermo. In questo caso per sbloccare il cellulare dobbiamo scegliere e poi tracciare con il dito un disegno che colleghi tra loro da quattro a nove punti di una griglia. Funziona, è rapido e molto gradito dagli utenti ma è utilizzabile solo su uno schermo touch. Apple e ora anche altre case come Samsung puntano invece all’impronta. Questo sistema è ancora più rapido ma va da sé che ha bisogno di un lettore d’impronte spesso assente dai computer. Ed è qui che entra in gioco il riconoscimento facciale. Adottato da Android e da Microsoft, utilizza la webcam del computer o la fotocamera di smartphone e tablet per ritrarre il viso degli utenti registrati e consentire l’accesso. I nei in questo caso sono tanti: il sistema è lento, ha bisogno di tanta luce ambientale perché la fotocamera possa captarci a dovere e spesso basta assomigliare a qualcuno per penetrare il sistema.

LE ALTERNATIVE

I tentativi di eliminare le password una volta per tutte sono molti e distinti. Da soluzioni software a quelle hardware, dalle usb ai microchip. Alcuni sistemi hanno scelto l’impronta digitale, altri il riconoscimento facciale. C’è da dire che non sempre i computer hanno uno slot per l’impronta digitale e il riconoscimento facciale è piuttosto semplice da aggirare. Secondo il Corriere “c’è perfino chi ha pensato a un chip impiantato nel corpo che si connetta ai dispositivi via Bluetooth oppure a una pillola da ingoiare. Entrando in contatto con i succhi gastrici questa si attiva ed emettere un segnale che garantisce l’accesso ai dispositivi compatibili”.