M5S Financial Times
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Il Financial Times elogia il nuovo M5S. E lancia Luigi Di Maio come anti Renzi

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iI Financial Times ha dedicato un elogio al nuovo M5S di Luigi Di Maio che prova a proporsi come alternativa di governo, allontanandosi dalla deriva clownesca di Beppe Grillo. Un obiettivo difficile da raggiungere secondo il quotidiano punto di riferimento del capitalismo internazionale, che rimarca come la rilevanza del Movimento 5 Stelle mostri quanto si sia logorato il rapporto tra Matteo Renzi e gli italiani.

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GRILLO FINANCIAL TIMES

Il M5S ha un rapporto complicato con la stampa così come le televisioni, influenzato dal suo leader Beppe Grillo. Da diverso tempo i nuovi esponenti di primo piano dei pentastellati in Parlamento, come Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, stanno cercando di modificare la percezione del Movimento per rendere credibile, anche agli occhi dei media tradizionali, il M5S. Una strategia raccontata in termini più che benevoli da un articolo del Financial Times.

Il populista Movimento 5 Stelle, esploso nella politica italiana durante la crisi finanziaria, è stato definito dalla proteste senza compressi e dalla figura chiassosa del suo leader Beppe Grillo. Il M5S sta però tentando di cambiare la sua immagine di partito tra i più eccentrici, a tratti clownesco. La trasformazione si pone l’obiettivo di raggiungere un obiettivo che sembrava fantasia solo un anno fa: governare il paese e sfidare l’esecutivo di Matteo Renzi.

Il Financial Times rimarca come Beppe Grillo abbia accettato di rimuovere il suo nome dal logo del partito, e come il suo più probabile erede al vertice del movimento sia Luigi Di Maio, un 29enne napoletano abile a parlare, di aspetto e toni moderati. Il Financial Times dedica ampio spazio a Luigi Di Maio, tanto che il pezzo potrebbe essere definito un suo profilo. Il deputato pentastellato rimarca come

La percezione del movimento sia cambiata. All’inizio c’era l’idea che il nostro fosse un movimento di sola protesta, ma ora non è più così. Noi vogliamo governare.

LUIGI DI MAIO

Il FT intervista due politologi italiani, Gianfranco Pasquino e Roberto D’Alimonte, che spiegano come il M5S sia la forza politica più in forma nella sfida contro Renzi, come mostrano anche i sondaggi. Una consapevolezza che porta Luigi Di Maio ad affermare come

Renzi sembrava una faccia nuova ma non c’è voluto molto per comprendere come si muovesse nella direzione dello stesso modo di governare l’Italia.

Il Financial Times evidenzia come il M5S non rappresenti ancora in modo completo un’alternativa di governo, vista la sua tendenza ostruzionistica: lo dimostrano anche i suoi risultati piuttosto deludenti nelle poche amministrazioni comunali controllate. Il clima di crescente delusione verso il governo Renzi offre però una grande chance all’opposizione, sopratutto alle prossime comunali. Il deputato di Pomigliano D’Arco spiega come

Gli altri partiti hanno paura di governare Roma, ma noi crediamo che sia un’opportunità per misurarci.

I punti fondamentali del programma M5S che hanno attratto elettori di destra come di sinistra sono la lotta alla corruzione, l’ambientalismo, e il referendum sull’euro, che per Di Maio è uno dei principali motivi delle difficoltà economiche italiane.

Il vero fallimento dell’unione monetaria è l’idea che i Paesi del Sud Europa possano viaggiare alla stessa velocità di quelli del Nord.

Il deputato pentastellato è ribadisce un secco no a un’idea di Grillo, l’addio dell’Italia alla Nato, rimarca come per sconfiggere ISIS, che conta meno militanti degli abitanti di un quartiere di Napoli, serva bloccare i suoi finanziamenti, e definisce il M5S come un’alternativa al populismo anti UE sullo stile del Front National.

Il Movimento 5 Stelle non è una tossina populista, ma un antidoto. Siamo i portavoce dei cittadini, e rappresentiamo una barriera contro l’odio e l’estremismo.

Photo credit: ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI