“Gli americani? Li freghi facilmente”

08/02/2012 - Anonymous pubblica una email riservata fra due consulenti del presidente Bashar Al Assad Come fregare gli americani? Come recuperare il consenso dell’opinione pubblica irrimediabilmente perduto? Non è facile, se sei un dittatore spietato che da quasi un anno non fa

     
 

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Anonymous pubblica una email riservata fra due consulenti del presidente Bashar Al Assad

Come fregare gli americani? Come recuperare il consenso dell’opinione pubblica irrimediabilmente perduto? Non è facile, se sei un dittatore spietato che da quasi un anno non fa nulla per fermare, se non addirittura fa coscientemente in modo di ordinare il massacro del suo popolo: parliamo di Bashar Al Assad, presidente della Siria, uomo forte di Damasco in questi giorni oggetto di un isolamento diplomatico da parte di tutte le superpotenze occidentali che hanno ritirato i propri ambasciatori da Damasco. Il collettivo online Anonymous ha pubblicato moltissime email provenienti da account siriani, da e verso posizioni di governo di importanza non indifferente.

CONSIGLI OPERATIVI – Molte delle email pubblicate sono di relativa importanza; curiose le password che gli alti ufficiali siriani utilizzano, davvero molto facili da intuire (siamo al livello di 12345); il contenuto più interessante fra quelli pubblicati appare essere un’email mandata da Sheherazad Jaafari, consulente stampa presso l’Onu, a Luna Chebel, consulente stampa del presidente a Damasco, pubblicata per intero su Foreign Policy. L’oggetto, qualche consiglio su come gestire l’intervista della giornalista dell’Abc Barbara Walters, uno degli scoop più esclusivi della rete americana, che, avverte Jaafari, sarebbe stata vista da oltre 100 milioni di persone. Gestire bene la situazione era vitale per un dittatore che aveva, già due mesi fa, l’intera opinione pubblica mondiale contro: i consigli della consulente stampa puntavano appunto a trovare un modo per far apparire Assad migliore di quanto non fosse. In undici punti, dopo una “estesa ricerca sui media americani” a sondare con precisione gli umori dell’opinione pubblica, Jafaari consiglia in maniera molto precisa ad Assad quel che dire, e quel che evitare. “I media americani sono pieni di “il governo siriano sta ammazzando la sua gente, usano i carriarmati nelle città, gli aerei bombardano le manifestazioni e le forze di sicurezza sono criminali e sanguinarie”; c’è pochissima attenzione riguardo “i militari uccisi” e l’addetta stampa consiglia di appoggiarsi ad articoli americani ed inglesi per sottolineare il punto.

LE PAROLE CHIAVE – Delle riforme che Assad ha proposto, agli americani “non interessa nulla” quindi per queste basterà “un veloce accenno”, mentre è “vitale raccontare lo sviluppo economico che la Siria ha conosciuto negli ultimi 10 anni, ovvero, ovviamente grazie ad Assad. Gli americani, in fondo, non sono poi così difficili, scrive Jaafari: “E’ enormemente importante accennare agli “sbagli” che si sono verificati all’inizio della crisi per colpa di una nostra poco organizzata “forza di polizia”. La psiche americana può essere facilmente manipolata se parliamo di “sbagli” che sono stati fatti e che ora stiamo “tentando di risolvere”. Non è male fare accenno anche a quel che sta succedendo ora a Wall Street e di come le manifestazioni sono state soppresse dalla polizia”. Analogamente importante è il fare accenno al fatto che la Siria, differentemente dagli Stati Uniti, non permette la tortura. In quattro righe, l’addetta stampa riassume quelle che per il pubblico americano sono le parole chiave: “La repressione del governo, il regime sanguinario, la guerra civile, le forze di sicurezza e la violenza, carriarmati, video di torture su Youtube, il presidente Assad IGNORA il massacro e l’aiuto della Lega Araba, i traditori dell’esercito, la Siria e il governo autoritario”.

Foto di copertina LOUAI BESHARA/AFP/Getty Images

     
 

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