Hey, tu! Sei contento di pagare le lezioni di lingue ai deputati?

08/02/2012 - La Camera organizza corsi per deputati a 20 euro l’ora. L’insegnante è personalizzato e va a domicilio. A bilancio 400 mila euro Ne vale sicuramente la pena: una lezione di lingue a 20 euro l’ora, con insegnante che viene a

     
 

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La Camera organizza corsi per deputati a 20 euro l’ora. L’insegnante è personalizzato e va a domicilio. A bilancio 400 mila euro

Ne vale sicuramente la pena: una lezione di lingue a 20 euro l’ora, con insegnante che viene a domicilio. Il tutto per un principio nobile e alto: permettere ai nostri deputati di evitare le figurimmerda quando si trovano alle prese con le lingue straniere. Certo, il dettaglio trascurabile è che i deputati si acculturano a carico nostro, invece che loro. Ma sono dettagli, appunto. Dei quali si occupa Libero in un articolo a firma di Paolo Emilio Russo:

«Caro collega, ti informiamo che anche per il 2012 i deputati potranno fruire di corsi individuali di lingua straniera», comunicavano giusto ieri ai colleghi deputati i questori della Camera, Francesco Colucci, Antonio Mazzocchi, Gabriele Albonetti. «Qualora fossi interessato a partecipare, potrai recarti al Centro Servizi al fine di sottoscrivere il modulo di adesione», si leggeva ancora nella missiva. Lì, al Centro servizi, è possibile saperne di più: il corso si sviluppa in due incontri a settimana della durata di un’ora, massimo un’ora e mezza. Le lezioni si svolgono, su richiesta del deputato, tra le ore 7.45 e le ore 20, dal lunedì al venerdì. La disponibilità, insomma, è massima, i docenti madrelingua e di altissima qualità. «La lezioni si svolgono nei giorni e negli orari prescelti dal deputato interessato, concordati direttamente con l’inse – gnante», si può leggere nel foglietto illustrativo dell’iniziativa. Gettonatissime, da sempre, le lezioni nel tardo pomeriggio, ad Aula chiusa, o in pausa pranzo.

Le lingue “offerte”sono inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo:

Ma, «previa richiesta», è possibile attivare altri insegnamenti, tipo il cinese. Casomai si diventasse sottosegretari agli Esteri, per dire, potrebbe essere utilissima. Ci sono anche delle regole: «La disdetta della lezione va comunicata alla segreteria telefonica della società che cura la docenza del corso. Le lezioni vanno disdette con almeno 48 ore di anticipo». Diversamente, il deputato può incorrere in una sanzione: «Nel caso in cui tale disdetta venga comunicata in ritardo, la lezione verrà ugualmente conteggiata nel monte ore riservato al deputato poiché l’amministrazione sarà tenuta a sostenerne il costo», segnalano al Centro servizi. Già, perché la Camera dei deputati spende dei soldi per far studiare lingue ai deputati. Certo, non è più la manna di un tempo: agli eletti, da quest’anno, è richiesto un contributo economico importante. Solo dieci anni fa il corso era totalmente gratuito, moltissimi decidevano di iscriversi e pochissimi finivano il ciclo.

E i risultati, talvolta, si sono visti:

Ora, prima di iscriversi, anche un parlamentare è costretto a pensarci bene. L’anno scorso, prima dei “tagli” alla Casta e delle sforbiciate qua e là, l’eletto poteva cavarsela con poco più di cinquecento euro. Meno della metà del prezzo di mercato. Dal 2012, invece, si fa sul serio: «Ti ricordiamo cheè prevista una contribuzione ai costi dei predetti corsi da parte di ciascun deputato», avvisano i questori nella loro comunicazione. E, infatti, chi si è informato per iscriversi al corso si è visto richiedere 1056 euro. Una cifra così alta che, addirittura, è prevista la possibilità di una «rateizzazione» del debito in tre tranche da trecento e passa euro, casomai qualcuno si ritrovasse col conto in rosso. Sono circa venti euro all’ora per un ciclo di 50 ore. L’aumento della contributo richiesto ai deputati-studenti, come detto, è il frutto dellanuova stagione dei tagli. Ma i costi restano. Il programma della “at – tività amministrativa per il triennio 2012-2014” ha messo a disposizione per il 2012, il 2013 e il 2014 ben 400 mila euro. Questa cifra andrà a sostenere i corsi di lingue per «aumentare l’auto – nomia dei deputati in contesti linguistici diversi» e, attraverso corsi di informatica, a «incrementare l’utilizzo delle tecnologie informatiche da parte dell’utenza parlamentare». La voce di bilancio si intitola: «Formazione e reclutamento».

     
 

15 Commenti

  1. ooooohh! oh! oooh! scrive:

    Le insegnanti per i corsi di lingua sono: Minetti, Carfagna, a venti euro l’ora, Gelmini, a dieci euro l’ora, Meloni cinque euro l’ora, la Santanchè paga lei pur di poter usare la lingua, si consiglia l’uso del tavolo ovale durante le lezioni.

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