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Economiadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 25 febbraio 2009 alle 10:29 dallo stesso autore - torna alla home

Marco Ponti, ordinario di economia dei Trasporti al Politecnico di Milano, ex consulente del ministero dei trasporti e delle  Ferrovie dello Stato, spiega perché in Italia investiamo male nelle infrastrutture di trasporto, puntando sulle grandi opere, quando dovremmo investire nella viabilità locale

“Sa qual è il vero grande problema della mobilità in Italia? Che lo Stato centrale vuole assolutamente tenersi per sé i fondi per le infrastrutture, senza demandarli alle Regioni. ponti2 Investire nella viabilità locale   Intervista a Marco PontiQuesto per motivi prettamente politico-propagandistici. Ecco perché noi puntiamo sempre sulle grandi e grandissime opere, mentre ad essere davvero congestionata è la viabilità locale”. Marco Ponti, è ordinario di economia dei Trasporti al Politecnico di Milano. Ha svolto attività di consulenza per la Banca Mondiale, il ministero dei trasporti, le Ferrovie dello Stato e del ministero del Tesoro occupandosi di regolazione del settore aereo e autostradale. Svolge attività di ricerca nell’ambito dei modelli trasporti-territorio, di analisi di fattibilità economica e finanziaria dei progetti (versioni avanzate dell’analisi costi-benefici), regolazione economica e liberalizzazione del settore (tecniche di gara, regole di accesso alle infrastrutture ecc.) e di “public choice”. E spiega perché bisognerebbe puntare sul “piccolo” rispetto al grande: “La cosiddetta “immobilità” del Paese è mitizzata. O meglio: c’è, ma riguarda soprattutto le grandi città e gli agglomerati urbani, al nord e in parte al centro. Il 75% dei ‘blocchi’ riguarda la media o la breve distanza, in regioni od aree ben precise. E invece la politica investe soprattutto nelle infrastrutture a lunga distanza. Ma c’è da capirli: le grandi opere sono finanziate dai governi centrali, mentre investire sulla mobilità in aree metropolitane non ha un impatto forte sul consenso politico…”

Ma indipendente dai soldi dati alla Fiat, non crede che ci sia un problema congenito nella mobilità del paese, che ha un parco macchine vecchio e inquinante, che deve essere comunque sostituito?

Non proprio. Per quanto riguarda le emissioni di CO2, stiamo messi meglio rispetto ad altri paesi del Vecchio Continente. Certo, per quanto riguarda invece particolato ed ossidi, che colpiscono la salute, la situazione è invece molto diversa e più grave. Ma il punto è che nei trasporti, in Italia, soprattutto si investe male.

Perché?

Perché spesso spingiamo su opere che hanno un grande impatto mediatico ma pochi ritorni economici. Basta guardare al trasporto ferroviario: i treni assorbono troppe risorse (tre miliardi di euro l’anno) con risultati modali che sono comunque modestissimi. La stessa Alta Velocità, in termini di numeri, va male: in alcune tratte, come la Roma-Napoli, abbiamo investito già cinque miliardi, ma i passeggeri sono pochini perché le alte tariffe sono un lusso che pochi possono permettersi. Bisognerebbe essere più realisti, e fare quello che davvero serve al cittadino. Non quello che va bene alla politica.

Per quanto riguarda le autostrade, quindi, lei non ritiene prioritario il completamento dei corridoi e delle dorsali?

Il corridoio ha una funzione medioevale. Le nostre sono ottime autostrade, molto sicure: tanto che gliautostrade Investire nella viabilità locale   Intervista a Marco Ponti incidenti sono in continuo calo. Anche se, come mi è già capitato di dire, le tariffe sono troppo alte. Ma se c’è un problema, quello risiede nella viabilità cittadina. E’ lì che si dovrebbe andare a incidere, dando la possibilità di spendere agli enti locale. In questa battaglia, mi perdoni, mi sento molto leghista.

E gli aeroporti? Cosa ne pensa del proliferare dei mille piccoli aeroporti, quasi uno per provincia in molte zone d’Italia?

Che è un bene. Tutti se ne lamentano perché dicono che sono troppi, ma gli aeroporti piccoli servono alle low cost, e fanno bene al mercato del traffico aereo perché almeno riducono lo strapotere delle grandi compagnie. Inutile nasconderci che hanno una funzione fondamentale nell’aumentare la concorrenza in questo settore, che non è che ne abbia tanta in Italia come all’estero. E sono anche un asset fondamentale per le imprese: avere un aeroporto a due passi è un bel vantaggio per la logistica, da tutti i punti di vista. Invece, leggo ad esempio che Marrazzo vuole cacciar via Ryan Air da Ciampino, per mandarla a Viterbo, al puro scopo di favorire Cai-Alitalia. Mi dica lei se è un ragionamento a favore del consumatore…

(Pubblicato anche da Liberal)

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