Economia

Investire nella viabilità locale – Intervista a Marco Ponti

25 febbraio 2009

Marco Ponti, ordinario di economia dei Trasporti al Politecnico di Milano, ex consulente del ministero dei trasporti e delle  Ferrovie dello Stato, spiega perché in Italia investiamo male nelle infrastrutture di trasporto, puntando sulle grandi opere, quando dovremmo investire nella viabilità locale

“Sa qual è il vero grande problema della mobilità in Italia? Che lo Stato centrale vuole assolutamente tenersi per sé i fondi per le infrastrutture, senza demandarli alle Regioni. Questo per motivi prettamente politico-propagandistici. Ecco perché noi puntiamo sempre sulle grandi e grandissime opere, mentre ad essere davvero congestionata è la viabilità locale”. Marco Ponti, è ordinario di economia dei Trasporti al Politecnico di Milano. Ha svolto attività di consulenza per la Banca Mondiale, il ministero dei trasporti, le Ferrovie dello Stato e del ministero del Tesoro occupandosi di regolazione del settore aereo e autostradale. Svolge attività di ricerca nell’ambito dei modelli trasporti-territorio, di analisi di fattibilità economica e finanziaria dei progetti (versioni avanzate dell’analisi costi-benefici), regolazione economica e liberalizzazione del settore (tecniche di gara, regole di accesso alle infrastrutture ecc.) e di “public choice”. E spiega perché bisognerebbe puntare sul “piccolo” rispetto al grande: “La cosiddetta “immobilità” del Paese è mitizzata. O meglio: c’è, ma riguarda soprattutto le grandi città e gli agglomerati urbani, al nord e in parte al centro. Il 75% dei ‘blocchi’ riguarda la media o la breve distanza, in regioni od aree ben precise. E invece la politica investe soprattutto nelle infrastrutture a lunga distanza. Ma c’è da capirli: le grandi opere sono finanziate dai governi centrali, mentre investire sulla mobilità in aree metropolitane non ha un impatto forte sul consenso politico…”

Ma indipendente dai soldi dati alla Fiat, non crede che ci sia un problema congenito nella mobilità del paese, che ha un parco macchine vecchio e inquinante, che deve essere comunque sostituito?

Non proprio. Per quanto riguarda le emissioni di CO2, stiamo messi meglio rispetto ad altri paesi del Vecchio Continente. Certo, per quanto riguarda invece particolato ed ossidi, che colpiscono la salute, la situazione è invece molto diversa e più grave. Ma il punto è che nei trasporti, in Italia, soprattutto si investe male.

3 commenti a Investire nella viabilità locale – Intervista a Marco Ponti

  1. francesca

    Probabilmente non è un ragionamento a favore del consumatore ma lo è a favore della popolazione che si trova a pochi centinaia di metri da un aeroporto destinato ILLEGALMENTE (perchè non rispetta nessuna delle leggi previste in tema di sicuressa e tutela della popolazione circostante)al traffico dei voli low cost da amministratori locali a dir pochi INCOMPETENTI. Forse l’Illustre professore prima di esprimere giudizi dovrebbe informarsi meglio sulla realtà delle cose.
    Cordiali saluti

  2. Francesca, del tema abbiamo già ampiamente dibattuto. http://www.giornalettismo.com/archives/15870/se-sacrifichiamo-le-low-cost-sullaltare-di-cai/

    Sull’illegalmente, forse è meglio se lasci perdere ;)

  3. Giova ricordare che nella Repubblica Popolare Italiana vige la dottrina giuridica positivista nel suo significato più puro : il legislatore fa quel che gli pare, i burocrati interpretano a piacere ed i sudditi, pardon, i cittadini obbediscono.
    Finché non cambia questa interpretazione, c’è poco da fare, ma purtroppo gli stessi che invocano il rispetto dei diritti naturali in tema d’ambiente e sicurezza sono troppo spesso quelli che plaudono alla violazione tramite Costituzione di quel diritto di proprietà che li avrebbe tutelati. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>