Il ministro che dice ai senzatetto: “State a casa”

07/02/2012 - In Italia ci ha pensato Studio Aperto, in Francia tocca alla responsabile della Sanità Nora Berra maledirà a lungo il momento nel quale si è messa a scrivere sul suo blog alcune note sull’emergenza provocata dall’ondata di freddo e nevicate

     
 

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In Italia ci ha pensato Studio Aperto, in Francia tocca alla responsabile della Sanità

Nora Berra maledirà a lungo il momento nel quale si è messa a scrivere sul suo blog alcune note sull’emergenza provocata dall’ondata di freddo e nevicate che ha colpito anche la Francia. E ancora di più avrà maledetto quell’automatismo che l’ha portata ad inserire tra i beneficiari del suo consiglio di non uscire di casa, anche i senzatetto.

LA GAFFE - A notare la clamorosa gaffe è stato per primo il Nouvel Observateur, che ne ha dato notizia ieri, dopo di che è si è scatenato l’inferno sulla signora Berra. In Francia sta facendo sensazione come può far sensazione la guida della sanità pubblica (che in Francia fa parte del ministero del lavoro e della sanità) che incorre in un clamoroso scivolone comunicativo del genere. Un incidente già capitato in Italia a Studio Aperto, che si è espresso esattamente negli stessi termini.

LE PRESE IN GIRO - Scontate le ironie e scontata la valanga di prese in giro all’indirizzo della signora Berra, che è anche un deputato dell’UMP, il partito di Sarkozy. #Nora è subito diventato l’hashtag più usato di Francia, un fenomeno che ricorda le occasioni nelle quali a far rumore sono state la risposta sulla costruzione della moschea di #Sucate da parte di Letizia Moratti o la nota stampa sull’ormai famoso #tunnelgelmini. Subito e se ne sono occupati un po’ tutti i media. scusarsi e correggere la nota non è servito a molto, ormai il danno era fatto e la quantità di articoli e messaggi che ha prodotto è già imponente.

I PERICOLI DELLA COMUNICAZIONE – L’infortunio seriale e identico sembra dovuto più dell’abitudine a recitare un certo tipo di elenchi che ad effettive mancanze di giudizio o alla sindrome “mangino brioche”. Elenchi come quelli delle categorie dei soggetti deboli sono ripetuti per centinaia di volte nell’attività di ministro della sanità come in quella di giornalista del telegiornale, basta un attimo di disattenzione e quello che di solito è un confortevole passaggio conosciuto a memoria, si trasforma in una trappola infernale, capace di distruggere l’immagine pubblica del giornalista o del politico di turno.
     
 

3 Commenti

  1. Personalmente credo che proprio parlare di PERSONE sia l’opposto di quel che fanno giornalisti, ministri ed altri soggetti che, istituzionalmente o per professione, dovrebbero di quelle PERSONE curarsi e/o rendere conto. Che mentalmente diventi un’abitudine rivolgere il pensiero a quelle PERSONE lasciando al loro posto categorie astratte (che di volta in volta possono essere: anziani, bambini, disabili, giovani e vecchi precari, senzatetto, malati, immigrati e così di seguito per moooolte categorie di PERSONE) rendono poi possibili cose terribili che ci vengono fiondate tra capo e collo e man mano ci costringono a diventare terzo, quarto, ennesimo mondo rinunciando, in nome della finanza e del profitto, riducendoci tutti ed ognuno, a calorie da bruciare nella caldaia che tiene caldo quell’ormai famoso 1% che con la nostra pelle ci si fodera i sedili della macchina.
    Per questo motivo non riesco ad inserire questo episodio tra gli infortuni del mestiere ma lo leggo molto semplicemente come un’espressione di una maniera di concepire i rapporti umani che, se di solito risulta ben mimetizzato da perifrasi o terminologie buoniste, ogni tanto fa capolino tra una parola e l’altra a dispetto della buona volontà del soggetto.

  2. Cristina scrive:

    È interessante, Riccardo. Un po’ come la storia del lapsus freudiano?

  3. ANTONINO TROVATO scrive:

    Non vi sono attenuanti, perchè qualsiasi persona ha diritto di conoscere come un Ministro dello Stato affronta i problemi di coloro che sono i più bisognosi ed hanno necessità di risolvere un loro grave disagio, aggravato dalla caduta della neve e dal freddo polare. Umanità, rispetto sono valori che questo Ministro non conosce e, quindi, non merita comprensione, ma sfiducia. Mi piacerebbe sapere anche se va in chiesa e se crede in certi valori del Cristianesimo; se conosce i comandamenti oppure conosce quello che recita : ama il prossimo tuo come te stesso…….

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