Parte la caccia a Tremonti

07/02/2012 - Tempi duri per le risorse della Repubblica E’ un periodaccio per le risorse della nazione come Giulio Tremonti. Dopo aver previsto la crisi, risolto il buco dell’ozono e avvicinato il sole alla terra per permetterci di risparmiare sul riscaldamento, Giulietto

     
 

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Tempi duri per le risorse della Repubblica

E’ un periodaccio per le risorse della nazione come Giulio Tremonti. Dopo aver previsto la crisi, risolto il buco dell’ozono e avvicinato il sole alla terra per permetterci di risparmiare sul riscaldamento, Giulietto infatti si è trovato ancora una volta criticato ingiustamente dai suoi colleghi di sventura del Popolo delle Libertà.

LA LETTERA DEL QUIRINALE - Il motivo oggi è una lettera inviata dal Quirinale al Giornale. Dove si racconta cosa successe a proposito del decreto del governo Berlusconi: “Il 2 novembre 2011 ‘il Capo dello Stato ricevette il ministro dell’economia (Giulio Tremonti) prima della riunione del Consiglio dei Ministri. Ed esplicito fu il richiamo alle posizioni espresse proprio dal titolare della politica economica nella lettera che il Presidente della Repubblica scrisse al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta”.  La lettera si riferisce ad un articolo apparso sul quotidiano, firmato dall’ex ministro Renato Brunetta sui decreti varati dal governo Monti. Cascella sostiene che la risposta di Napolitano di non promulgare i decreti per mancanza di ‘requisiti di necessita’ e di urgenza’ fu dettata anche dalla posizione espressagli da Tremonti in quella visita. ‘Vi si riferiva che il ministro si era ‘detto convinto’ che si dovessero ‘definire solo le misure piu’ urgenti tra quelle indicate’ e lo si dovesse fare ‘nella forma piu’ praticabile, anche dal punto di vista parlamentare e meno ingeneratrice di tensioni politiche e della presentazione di emendamenti alla legge di stabilita’, in quel momento all’esame del Senato’.

IL CONSIGLIERE - Il consigliere del Quirinale aggiunge che ‘il Presidente della Repubblica ritenne di esprimersi a favore della soluzione indicata dal ministro per evitare l’adozione di un ‘coacervo di norme anche estranee’ alla lettera di intenti ed obiettivi inviata a Bruxelles dal presidente del Consiglio il 26 ottobre che avrebbe potuto suscitare confusione nell’opinione pubblica e nei mercati’.Quindi, vuole dire Cascella, è Tremonti che ha azzoppato Berlusconi nell’occasione. Strano che il solitamente informatissimo ministro Brunetta non si sia accorto di nulla e non abbia sottolineato il ruolo del collega nell’articolo di ieri. Ma intanto il Giornale va all’assalto dell’ex ministro con una prima pagina pesantissima (ECCOLA QUI).

CICCHITTO MOSTRA I DENTI – Il PdL è quindi partito all’attacco di Tremonti. “Cio’che pubblica Il Giornale oggi non ci soprende. Nell’ultima fase, da luglio in poi, nonostante il governo Berlusconi avesse gia’fatto manovre per 260miliardi, esso tuttavia e’stato chiuso in una morsa. Da un lato c’erano la Merkel e Sarkozy a cui la sinistra italiana faceva da sponda,malgrado che sul terreno dei contenuti Germania e Francia giocassero una partita contro l’Italia all’interno della Unione Europea. Per altro verso nella lettera di Trichet all’Italia si chiese di anticipare il pareggio di bilancio dal 2014 al 2013, la riforma delle pensioni e una ripresa della crescita. Per un altro verso, c’era una opposizione pregiudiziale del Pd e dei centristi. E, infine, nella maggioranza da un lato la Lega blocco’ogni proposta di riforma delle pensioni che era funzionale ad un ulteriore taglio della spesa pubblica e dall’altro lato,come risulta anche da cio’che pubblica il Giornale, Tremonti fu contrario sia alle proposte per la crescita formulate nell’ipotesi di decreto del 2 novembre sia a settembre all’aumento dell’Iva. Su questo e su altro sara’opportuno aprire una seria riflessione politica. In un saggio di prossima pubblicazione sull’Ircocervo ci siamo sforzati di ricostruire le vicende economico-finanziarie e quelle politiche svoltesi nel 2011″. Lo dichiara il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto

     
 

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