Radio Radicale e la rassegna di due giorni prima
07/02/2012 - Libero sfotte il media del partito di Pannella Ah, le abitudini. Sono sempre dure a morire. Chi scrive, ad esempio, dimentica sempre che il lunedì Libero e il Fatto non escono, e continua a chiederli al suo edicolante. Ed è
Libero sfotte il media del partito di Pannella
Ah, le abitudini. Sono sempre dure a morire. Chi scrive, ad esempio, dimentica sempre che il lunedì Libero e il Fatto non escono, e continua a chiederli al suo edicolante. Ed è proprio Libero a farci sapere che non siamo soli nell’universo:
Rassegna stampa di Radio radicale. C’è la prima pagina di Libero. Ma al lunedì Libero non esce. E infatti il conduttore legge l’edizione di due giorni prima. La trasmissione prosegue. C’è anche la prima pagina del Fatto. Ma al lunedì non esce neanche il Fatto. E infatti si tratta dell’edizione del giorno prima. È il bello della diretta. D’altra parte, certe notizie non invecchiano. A differenza di certi giornalisti…
Cose che capitano ai vivi. Con 14 milioni di euro (10 di servizio “pubblico” più 4 per il media di partito) di soldi pubblici, poi…












Il servizio pubblico di Radio Radicale è ben visibile nell’opera di archiviazione che fa degli eventi di varie idee, per esempio. E credo che almeno questo sia servizio pubblico.
Esiste anche l’Archivio di Stato che di radio radicale se ne fa un baffo. E non tirare fuori che quello dei radicali è più completo e che non omette nulla, che è più obiettivo ed altre “amenità” del genere, perchè ci avete strarotto i coglioni con le vostre favole sull’archivio e non. Fatela finita e andate a lavorare, se trovate da lavorare, fannulloni e mangiapane a tradimento!
Esiste anche l’Archivio di Stato che di radio radicale se ne fa un baffo.
Molto interessante.
Ho provato a fare una ricerca ma ho trovato solo l’archivio di stato riguardante i beni culturali.
Potresti dare il link giusto in modo che ognuno possa fare una verifica tra i due servizi, e giudicare.
Grazie.
Sei un emerito coglione. E codardo per giunta. Voti mica Berlusconi? Ah si. Si capiva
Per completezza Libero, se davvero ha ascoltato la rassegna, dovrebbe aggiungere che chi era in studio per la trasmissione si è trovato a fare la rassegna in situazione di emergenza e all’ultimo momento, vosti che chi doveva essere li non ci era arrivato a causa dei disagi nei mezzi pubblici romani del lunedì “disastrato” dalla neve (o meglio dire dalla disorganizzazione )
eh, vero, invece il resto dei giornalisti italiani stava alle Maldive
Se ci fosse stato da arrivare in Parlamento per dare dei voti a favore della cosca mafiosa PDL/LEGA, si sarebbero accampati in tenda davanto al “palazzo” già dalla sera precedente!
Spesso stare zitti evita di farsi del male da soli.
Qualcuno forse pensava che radio radicale davvero svolgesse un servizio pubblico (per il quale c’è già la RAI con una dozzina di canali TV e soprattutto con GR Parlamento) e svolgesse, soprattutto, un servizio serio? Nossignori, radio radicale è solamente una furbata per potersi fare, a congrue spese nostre, una emittente di partito, che fa una propaganda scandalosa ai radicali italiani e non, e che, come nel caso del servizio in questione, vende fumo, fumo e ancora fumo e una gran quantità di palle.
Morale della storia? BISOGNA TOGLIERE LORO I NOSTRI FINANZIAMENTI E FARLA CHIUDERE! Oltretutto da quando radio radicale esiste (almeno dai primi anni 80, credo) NON HA MAI PAGATO UN CAZZO DI LICENZA ALLO STATO, proprio come MERDASET. Ecco perchè sono così generosi con il PDL, questi cornuti! Esistono in virtù delle leggi scaturite dall’associazione per delinquere Craxi/Berlusconi/Gelli.
Ma chi ha scritto questo articolo? E cosa c’entrano i 10 milioni di Euro (non 14!) che prende Radio Radicale? La rassegna stampa non c’entra nulla con il servizio pubblico della radio dato che è tra i programmi “non in convenzione”, ossia non finanziati dallo Stato. Anche perchè altrimenti altrochè 10 milioni di Euro…
10 per il parlamento, 4 come media di partito. Sono 14. C’è anche scritto, mi pare.
Certo, certo, facciamo finta di credere che radio radicale non si paghi tutta la radio con il finanziamento pubblico. Peccato che sia l’unico introito.
[lo scrivo anche qui: a causa di un problema con Akismet, siamo costretti a chiudere i commenti di tutto il sito; cercheremo di risolvere e riaprirli entro domattina]
E’ stato quel coglione di Andrea De Angelis, un autentico genio del giornalistmo italiano. Vorrebbe diventare il direttore di Radio Radicale. Bella roba.