L’esercito vuole i soldi per spalare la neve

07/02/2012 - Dieci soldati? Tremila euro. I sindaci protestano Troppa neve? Le alternative sono due: o se la spalano i cittadini che già pagano le tasse per avere tutti i giorni servizi di qualità mediocre da sindaci e consiglieri il cui stipendio

     
 

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Dieci soldati? Tremila euro. I sindaci protestano

Troppa neve? Le alternative sono due: o se la spalano i cittadini che già pagano le tasse per avere tutti i giorni servizi di qualità mediocre da sindaci e consiglieri il cui stipendio è invece fisso e impermeabile all’inflazione. Oppure si pagano i soldati che già vengono pagati dallo Stato. Dopo la notizia di ieri su Urbino (CLICCA QUI PER LEGGERE), oggi Repubblica dedica spazio all’ultima polemica sul maltempo:

Dieci soldati con pala per una settimana? «Tremila euro». Una ruspa? «Ottocento euro». I sindaci alla prese con l´emergenza chiedono aiuto all´esercito? Basta pagare. «Seicento euro al giorno per una squadra di spalatori. Più vitto e alloggio», dice Franco Corbucci, sindaco di Urbino, con neve alta un metro e mezzo in città e tre o quattro metri nel circondario. «Dobbiamo riuscire ad arrivare nelle frazioni isolate per fornire cibo, acqua, medicine. Pagherò. Certo però questa faccenda è strana». Che ci sarebbe stato un conto da saldare Corbucci, come molti altri suoi colleghi, lo ha scoperto venerdì scorso nell´ufficio del prefetto. È dalla prefettura infatti che in caso di calamità naturali partono le richieste di aiuto all´esercito. «Mentre facevamo il fax mi hanno detto che non era gratis. Mi è sembrato singolare. Ma ho dovuto accettare. Poi sono arrivati tredici militari con tre grossi mezzi, la gente si è rincuorata. Senza non ce la faremmo».

Corbucci sa che spenderà poco più di tremila euro:

«Non è tanto per la cifra, che non ho, ma è il principio che lascia perplessi». Più salato il conto per il comune di Ancona, che ha reclutato 14 spalatori del ventottesimo reggimento di Pesaro, 17 militari più sei mezzi spazzaneve. Cento euro per ogni soldato, anche 900 per una grossa ruspa, 200 per un bobcat. Il sindaco, Fiorello Gramillano, si è impegnato a onorare. «Naturalmente faremo fronte agli accordi – dice – ma non trovo giusto che in caso di calamità questa debba essere a carico della comunità colpita». È il presidente della Provincia di Pesaro, Matteo Ricci, del Pd, ad aver sollevato la polemica. «Raggiungere o non raggiungere un´abitazione, un borgo sepolto dalla neve è spesso questione di vita o di morte per anziani, malati, bambini – ricorda – I comuni e le province sono già strozzati dal Patto di stabilità, stanno spendendo milioni di euro, che non hanno, per mettere in campo spazzaneve, pale meccaniche, servizi di prima necessità. E devono pagarsi pure l´esercito».

Quando gli hanno detto che doveva sborsare denaro il sindaco di Sora, Ernesto Tersigni, del Pdl, non riusciva a crederci:

«Ho trenta famiglie isolate, non riusciremo a raggiungerle prima di due o tre giorni – dice – ho dovuto inviare per fax una dichiarazione con cui il Comune si è preso la responsabilità delle spese. Ho chiesto cinquanta uomini e un grosso mezzo spazzaneve. Adesso con lo stato d´emergenza, la Polverini ci darà duecentomila euro. Pagherò con quelli. Ma altri come faranno?». Infatti parecchi sindaci di piccoli Comuni hanno rinunciato. Qualcuno persino davanti a un preventivo di soli ottocento euro. L´impiego a titolo oneroso dei soldati nasce dopo la riforma della leva e da un accordo fra ministeri della Difesa e degli Interni. «Noi non abbia mandato preventivi a nessuno», dice una fonte vicina ai vertici dell´Esercito. «In caso di calamità la legge stabilisce interventi onerosi e non. Se c´è bisogno si parte subito, noi alla fine consegniamo soltanto i consuntivi di spesa».

E spiega che ogni volta è il governo con un´ordinanza a decidere se gli interventi saranno “a pagamento”:

«Le città non hanno mai sborsato niente – afferma il militare – Se le Regioni proclamano lo stato d´emergenza i soldi arriveranno da lì, altrimenti sono costi gestiti nei bilanci della Difesa e degli Interni». Ed è il ministero della Difesa ad intervenire nella polemica con una nota: «Le forze armate non avanzano richieste onerose alle amministrazioni locali per intervenire. Il problema dei costi riguarda rapporti tra amministrazioni ministeriali». Appunto loro e il Viminale. Alla fine i sindaci hanno capito che la via più breve per saldare il conto è lo “stato d´emergenza”. Che la Regione Marche, duramente colpita dal maltempo, non ha ancora chiesto. «Perché – dice il governatore Gian Mario Spacca- in base al drecreto Milleproroghe a pagare sarebbero i cittadini, costretti a subire, come per le ultime alluvioni, un´altra accise sulla benzina».

     
 

23 Commenti

  1. pietro scrive:

    ma perchè normalmente l’esercito da chi è pagato se non dai cittadini ? e per fare cosa ? portare aiuti in altre nazioni? ma facessero quello per cui li paghiamo altrimenti si facessero pagare da chi li comanda

  2. Annamaria scrive:

    Sono la mamma di una soldatessa, non voglio entrare in polemica con nessuno, voglio solo dire che mia figlia ha spalato neve dal 1 febbraio al 6 febbraio, solo ieri pomeriggio è stato dato dato il cambio alla loro compagnia. Hanno liberato paesi, portato via la spazzatura dagli ospedali, aiutato chi ne aveva bisogno.
    Le ho parlato della polemica in corso sul pagamento all’esercito per queste prestazioni………..non ne sapeva nulla…………..mi ha solo detto che le sono bastati i ringraziamenti delle persone aiutate e vi posso assicurare che ieri sera era distrutta dalla fatica e pensare che ci sono giovani, come quelli che abitano nel mio condominio, che non hanno spalato la neve neanche dalla rampa dei garage!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Domenico scrive:

    Se ai vari sindaci sembrano tanti 70 euro, suggerisco loro di utilizzare tutti i dipendenti e consiglieri comunali a loro disposizione, oppure i dipendenti delle municipalizzate già pagati senza dar loro altro, in questo modo si eviterebbe di spostare persone da luoghi lontani con ulteriore congestionamento dei luoghi dell’emergenza.
    Un cordiale saluto a Tutti
    Domenico

  4. paolo scrive:

    QUESTA notizia e’ vergognosa paghiamo i volontari de. Esercito e ora paghiamo di nuovo subito interrogazione parlamentare. .. e dimissioni del ministro della difesa URGENTTISSIMO! !!!!!!!!

  5. Remo scrive:

    Io pago già l’Esercito: lo pago caro quanto va in inutili missioni di pace per popoli che non sono il suo, lo pago caro quanto sta in Italia a prepararsi per fantomatiche guerre e missioni all’estero, e quanto ce n’è bisogno tra i patri confini dovrei pure pagare ancora per avere un servizio che altrimenti non mi viene per nulla reso!? siete solo dei mangia pane a tradimento.

    Non me ne frega niente, caro massimo, se ti senti offesi, se voi aveste veramente il senso del dovere in caso di calamità interverreste senza prendere null’altro in più visto che siete già pagati dai cittidini per fare non si sa bene cosa e siete al servizio dello Stato!

  6. Alberto scrive:

    Se lo stipendio dei soldati, l’acquisto dei mezzi e così via sono a carico della comunità, come mai occorre pagare i militari per degli interventi utili alla popolazione? I tagli al bilancio della difesa incidono solo nei casi di emergenza e non quando i militari vengono inviati per le così dette missioni di pace. Ma quanto siamo grandi quando si tratta di costruire strade, ponti scuole ed ospedali a casa degli altri e quanto siamo piccoli in Patria. Noi facciamo i benefattori in Africa ed altri paesi, mentre chi comanda in quei paesi si frega i soldi e li porta nei paradisi fiscali. E’ ora di finirla con le apparenze e passare alle cose concrete. Questo forse ci differenzia da paesi come la Germania. I soldi dei contribuenti vanno spesi a loro beneficio e non a quello di altri. Meno aerei da combattimento, meno macchine di rappresentanza, meno rinfreschi, meno viaggi e più cose utili per la nostra popolazione. E’ vero che facciamo parte di un patto con altri Stati, ma questo non significa che dobbiamo far finta di avere soldi quando non li abbiamo. Se l’America ritiene di “portare la pace” in verti paesi, se li paghi Lei i conti. Preferisco avere le pezze al culo, ma senza debiti anche perchè quando abbiamo bisogni a noi chi ci aiuta? Ritengo sarebbe una cosa utile e giusta chiedere alla popolazione italiana come preferisce spendere i denari comuni: se svolgere una missione all’Estero o se acquistare pale, ruspe e sale per i casi di emergenza come quello di questi giorni.
    Quando compro un martello non lo compero per mettere il chiodo in quel momento ma per tutte le volte che ne ho bisogno.

  7. nicolas scrive:

    …ITALIANI ,nn guardate sempre e solo quello che v conviene…..

    1-il compenso d’ indennità nn è uguale x tutti i militari c’è chi prende meno d 5 euro in mezzo a loro,
    2-queste cose vengono fuori adesso ma v ricordo che è da anni regolato da leggi il compenso forfettario ecc ecc di codesti,
    3-nn fanno una VITA facile sti ragazzi e se qlcuno li chiama MERCENARI si ricordi che la disoccupazione è un brutto spettro e SFIDO chiunque a rifiutare un impiego a tempo indeterminato cmq necessario a portare avanti una famiglia .
    Spesso facendo certe scelte s mette completamente da parte la propia persona xche ovviamente (ma forse x qlcuno ovvio nn è) la famiglia viene prima…….
    4-l’esercito italiano non è l esercito degl’ITALIANI xche’ ci siamo venduti con la nostra politica auto-ostuzionalista a paesi economicamente piu forti mettendo da parte il nostro potenziale (cervelli,mano d’opera,risorse territoriali) e le nostre ambizioni x servirli in tutti i loro sporki giochi d potere ,che si NASCONDONO dietro a motivazioni fasulle e nel frattempo mirano solo alle risorse (petrolio in primis) dei paesi occupati..l esercito è il braccio armato del paese e vengono impiegati dallo stesso x poter raccogliere le briciole …………..
    5-IN CONCLUSIONE do’ ragione a gente che diceva prima che la paga è troppo alta e che magari il sorriso della gente dovrebbe essere il vero compenso ma SE C’è DA TOGLIERE a qlcuno gli statali sono sempre i primi a subire le restrizioni delle manovre economiche ,garantisco e cmq sia l’EQUILIBRIO è sempre la strada migliore.. bisognerebbe ridurre ….ma nn andremo mai da ness parte se poi sperperiamo da tutte le parti .

    L’ITALIA è DI TUTTI E —TUTTI— DEVONO DARE IL PROPIO CONTRIBUTO SECONDO LE PROPIE POSSIBILITA’!!!

    • ()-()-()-()-()-- scrive:

      Sono pienamente d’accordo con la tua conclusione, ma il problema è anche un altro: nessuno nega che chi ha lavorato duramente meriti una grande ricompensa anche materiale, oltre che al sorriso delle persone.
      Visto da questa prospettiva tutto cambia, perchè c’è gente ( militari e volontari) che veramente si è spesa in tutti i modi e meriterebbe altro che 70 euro a giornata!
      I problemi secondo me sono 2: il primo è dove vanno a finire questi soldi; per carità nessuna demagogia o dietrologia: forse servono, forse non si può fare diversamente, e allora va bene… ma dovrebbe esserci trasparenza.
      Il secondo problema , come ti dicevo, è un problema di prospettiva: è giusto che chi si spende sia remunerato adeguatamente e forse anche di più: ma nel momento in cui c’è un’emergenza, in cui uno teme per la sua vita e per la vita dei suoi cari, non è bello vedere e sentire gente che dice “non è compito nostro”, “tu ci andresti a spalare per pochi euro all’ora”, ecc.
      In quei momenti lì tu pensi che sei in una nazione che non ti protegge, una nazione che ha un esercito pagato da noi che non funziona, punto! Non pensi a nient’altro!
      Ma pensi che non funziona a livello di sistema, non di singole realtà: ad esempio i carabinieri locali, che se non erro fanno parte dell’esercito, si sono spesi in tutti i modi per salvare vite umane ( almeno in alcune zone).

      Ci sono stati anche atti di eroismo: persone che per salvare la vita ad anziani bloccati in casa si sono letteralmente tuffati nella neve, cercando di aprirsi un varco con il corpo, nuotando letteralmente nella neve e riemergendo di tanto in tanto per respirare.
      Quello che fa rabbia è che persone così, se sono volontari riceveranno solo il sorriso della gente, se sono militari o vigili del fuoco, alla fine riceveranno lo stesso ( misero) stipendio degli altri, e forse fanno parte di quella categoria che percepisce meno di 5€ !
      So bene, poi, che le cose sono sempre complesse, e quando le vedi da dentro è molto diverso da quando le vedi da fuori: per questo la tua conclusione mi piace molto: l’equilibrio , anche nei giudizi, è sempre la cosa migliore! :-)

      • ()-()-()-()-()-- scrive:

        Un’ultima cosa: non è solo che” ci siamo venduti a paesi economicamente più forti assecondando i LORO interessi, in primis il petrolio”… semplicemente siamo entrati a far parte di un sistema complesso e perverso che ha bisogno di quel petrolio, se è vero che ci serve la benzina ogni giorno per andare a lavorare e che usiamo la macchina anche per andare a 300 metri di distanza.

        Si tratta di uno di quei sistemi che Karl Marx descriveva molto bene, salvo per i suoi errori di valutazione sul futuro ( non era un veggente) e, soprattutto, per aver preso in considerazione solo aspetti meccanici e non la complessità egoista del genere umano.

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