La Grecia a un passo dal disastro
07/02/2012 - La Germania e la Francia: “Niente aiuti senza accordo per il debito”. Ma Atene nicchia La Grecia è a un passo dal disastro. L’ultimatum di Francia e Germania potrebbe cadere nel vuoto, aprendo ad Atene le porte del default. Luigi
La Germania e la Francia: “Niente aiuti senza accordo per il debito”. Ma Atene nicchia
La Grecia è a un passo dal disastro. L’ultimatum di Francia e Germania potrebbe cadere nel vuoto, aprendo ad Atene le porte del default. Luigi Offeddu sul Corriere ci spiega la situazione:
Da tutta l’Europa è un coro di preoccupazione per il conto alla rovescia che sempre più avvicina Atene alla bancarotta. Ma ad Atene è ancora stallo e anche caos: beffato l’ultimatum della Ue fissato per ieri a mezzogiorno, saltati i colloqui fra il premier Lucas Papademos e i tre partiti della sua coalizione che ancora si oppongono ai tagli richiesti dai creditori internazionali, proclamato per oggi lo sciopero generale di 24 ore con una manifestazione di massa in piazza Syntagma, a un passo dal Parlamento. Il rischio, tutti lo sanno, è che da un momento all’altro lo scontro politico si trasferisca nelle strade e diventi qualcosa di molto diverso. Ciò di cui si discute, del resto, è carne viva e non freddi numeri: ieri il governo ha convinto la sua maggioranza ad accettare la prospettiva di 15mila licenziamenti nel settore pubblico, qualcosa di inconcepibile fino a pochi mesi fa, e spera ora di usare questa concessione per «rabbonire» i suoi creditori istituzionali, cioè la Banca centrale europea, il Fondo monetario internazionale e la Commissione europea.
Ma le richieste di Bruxelles, Francoforte eWashington sono ancora più dure:
Riduzione del salario minimo (da circa 800 a 600 euro), tagli ai salari del settore privato, alle tredicesime, alle quattordicesime, alle pensioni. La stesso Nicolas Sarkozy, ormai, usa parole drammatiche: «Noi ci rifiutiamo di riconoscere il fallimento della Grecia. Non possiamo accettarlo». Lui e la cancelliera propongono anche di bloccare gli interessi del debito greco su un conto «congelato » così da garantire il futuro rimborso a chi ne ha più diritto: non proprio una prova di fiducia. E ancora Sarkozy ammonisce: «I greci devono assumersi le loro responsabilità votando le riforme».
La replica, forse populista ma certo sincera, è in un commentino apparso l’altro ieri su un quotidiano locale:
«Il capo della Trojka (la commissione mista Ue-Fmi-Bce, ndr) che paga ai suoi funzionari 242 mila euro esentasse all’anno, chiede ai greci i loro salari e le loro pensioni… ». Oggi, più o meno all’ora in cui si formerà il primo corteo, Papademos tornerà a incontrare George Papandreou (socialista), Antonis Samaras (centrodestra) e George Karatzaferis (destra estrema). Con un convitato di pietra allo stesso tavolo, l’Europa.












CON LA STORIA DELL’EUROPA UNITA CI HANNO PORTATI IN UNA STRADA SENZA USCITA,IN UN VICOLO CIECO.AVEVANO PROMESSO GRANDI BENEFICI E UN SACCO DI STRONZATE VARIE,MA QUALI BENEFICI…………….CI HANNO SOLO CARICATI DI ONERI E DEBITI,CI HANNO SVENDUTI AI BANCHIERI(FMI-BCE).
LA GENTE INIZIA AD APRIRE GLI OCCHI E SVEGLIARSI DA QUESTO TORPORE(FORSE).
APPENA CADE LA GRECIA,SUBITO DOPO CI SARA’ L’ITALIA(NON DANNO GIA’ LA NOTIZIAPER L’ITALIA PER LE VARIE SPECULAZIONI DEI MERCATI),E’ COME MANTENERE IN VITA UNA PERSONA IN COMA IRREVERSIBILE.
LA RIVOLTA PARTIRA’ PROPRIO DALLA GRECIA E SARA’ DISASTROSA PER I SOSTENITORI DELL’EUROPA(LA GENTE HA CAPITO TUTTO).
No, caricarci di oneri e debiti – e metterci nelle mani dei creditori – è un’idea tutta nostra, di Italia, Grecia, Spagna etc.
L’Europa ha cercato di impedirci di farlo, ma non è servito (la Grecia ha pure presentato alla UE conti truccati).
La “gente” in rivolta contro l’Europa di cui tu parli non avrebbe capito un’emerita sega.
Guarda che lo sapevano benissimo che i bilanci erano ritoccati. Credi alle favole?
Basta andarci una sola volta in Grecia per capire che non avevano i numeri (non hanno industrie, solo turismo!! importano tutto). Pensi che non se ne fossero accorti??
Detto questo mi dispiace infinitamente per la Grecia, una terra che amo profondamente.
Troveranno al soluzione e le banche saranno felici ,ma il problema sono i cittadini…moriranno di fame
http://italyworkinprogress.blogspot.com/2012/02/euro-break-up-capitolo-5-quanto-dura-la.html
Hyksos, hai ragione solo in parte. Sono Greco per metà da parte di madre, come te presumo dal nome. E’ indubbio che popolazione Greca e Italiana ci abbiano messo del loro disiteressandosi di come i governi gestivano la cosa pubblica. Ma è indubbio che alcune richieste fatte dal FMI. cioè gli USA, tramite la BCE siano quantomeno dettate da un conflitto di interessi che va ad esclusivo vantaggio degli americani e degli speculatori in generale. Un esempio classico è quello accaduto ad un paese europeo che non ha problemi come l’ Austria il quale ha privatizzato alcuni servizi vendendoli come l’ azienda di trasporti del comune di Vienna, la cosa strana e che questa è finita nelle mani di un fondo privato americano, cioè lo stesso stato che preme per queste politiche ed il risultato è stato che i soldi fatti da quella vendita vengono usati per affittare in leasing i mezzi dal fondo privato. E qui la domanda sorge spontanea “per quale ragione bisogna vendere dei servizi che servono comuque alla collettività se poi li si deve affittare in goni caso, non è anche questo uno spreco? Per qunto riguarda i conti della Grecia, che fossero truccati lo sapevamo tutti compreso l’ uomo della strada, ma è convenuto chiudere un occhio per interessi. La realtà è che non vogliono che la Grecia fallisca perchè sarebbe a rischio l’ UE. Perché se cade l’ Europa, la Germania, con il Marco forte, non potrebbe più esportare visto che i suoi prodotti costerebbero moltissimo ai paesi con monete più deboli, e anche la Francia non farebbe una fine migliore. La risposta a tutto questo è semplice: I cittadini Greci prendano atto che sono in una posizione unica non avendo più niente, oramai anche il servizio sanitario è saltato e persino l’ insulina e difficile da trovare. Possono spingere il governo a rispondere picche a nuovi sacrifici e indire un referendum per l’ uscita dall’ UE, come fatto in modo differente dall’ Islanda e dall’ Argentina, per salvare le proprie economie, a quel punto Germania e Francia dovrebbero finalmente fare riforme serie contro le speculazioni in borsa che tutelino tutti e pensare un pò meno ai loro interessi personali.