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Salvini accusa Renzi del suicidio dell’anziano di Civitavecchia e tocca drammaticamente il fondo (e noi con lui)

“Quell’infame di Renzi parla di sciacalli che si approfittano dei morti, lo vada a dire alla vedova del pensionato che si è suicidato. La morte del pensionato è colpa sua, sì”. Questa la fine analisi politica del leghista – quelli di credieuronord, ve li ricordate? – Matteo Salvini, che non ha perso occasione di cavalcare una tragedia per tornaconto elettorale (in questo caso a La Zanzara di Cruciani)

Ora: già mi sembra di leggervi, “E’ vero!1!”, “Ci vuole un bel coraggio a difendere Renzie!1”, e via dicendo. Ma qui nessuno sta difendendo Renzi. E non stiamo qui a discutere nel merito del Salva Banche, di quello che è successo o che sarebbe successo, e via dicendo. Il dramma però non è (solo) che non lo vogliamo fare in questa sede io e voi. Il dramma è che non lo fanno e non lo hanno fatto anche alcuni politici, che alla stregua dei funzionari di Banca Etruria – stando a quanto dice qui  un direttore della stessa –  vi vengono non solo a cercare in ospedale pur di comprarsi il vostro voto, ma in certi casi persino dentro la cassa da morto.

A volte mi fermo a pensare: come sarebbe l’Italia perfetta secondo me? Io critico tutte e tutti, ma cosa vorrei? Cosa propongo? Come potrebbe funzionare?

E la prima cosa che trovo da correggere, il primo dramma macroscopico che ci tiene incatenati nella fatidica caverna – come nel mito – è l’ignoranza da cui ci siamo lasciati blandire negli anni, tanti, troppi, in cui abbiamo creduto che vivere in uno stato comportasse solo diritti e nessun dovere.

Abbiamo vissuto in un reality show politico di cui ci piaceva essere i protagonisti inconsapevoli, la cui regia troppo spesso abbiamo voluto abdicare per ignoranza. E ci siamo fatti truffare troppo spesso, alla stregua di quei poveri vecchini cui venivano venduti fischi per fiaschi, obbligazioni per risparmio, e quanto ne consegue.

Ma quando Salvini dice una cosa simile, tutti noi dovremmo riflettere: non è questo il modo in cui ci devono parlare. Noi ci dobbiamo ribellare a questa costante vendita di materassi generalizzata (e al ribasso), cui troppo spesso drammaticamente assistiamo.

La politica non deve essere scaricabarile e veleno, ma proposte e progresso. Se cerchiamo questo, questo ci dovranno dare. E purtroppo questa spinta al miglioramento non può che venire da noi, da chi si è fatto colpevole spettatore di una televendita continua che può solo peggiorare, fino alla fine.

Una fine che, credetemi, nessuno di noi vuole vedere.