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Pensioni, arrivano i “miniaumenti”

Continua senza sosta il lavoro del governo sulla manovra, che anche ieri ha visto la deposizione di un nuovo emendamento in commissione Bilancio della Camera interviene sul tema previdenza. Cosa cambierà per i pensionati, ce lo spiega Il Messaggero

PENSIONI, NO AGLI AUMENTI

Il rischio era quello di subire addirittura una trattenuta

A gennaio i pensionati italiani non subiranno una piccola ma antipatica trattenuta, che sarebbe stata ancora più vistosa in una situazione in cui l’assenza di inflazione azzera gli incrementi

annuali.

Rischio sventato, e anzi

Ed alcuni di loro invece si vedranno un po’ aumentare la pensione per altra via, cioè attraverso una riduzione del prelievo fiscale. Il nuovo emendamento del governo depositato ieri in commissione Bilancio della Camera interviene sul tema previdenza: non però sulle regole per andare in pensione, ma su rivalutazione e tassazione dei trattamenti già in essere.

Tre le leve su cui si è lavorato: innanzitutto la dinamica dei prezzi a consumo, per il 2015 a livello zero. A novembre, anzi, di valore negativo.

A fine anno le cose probabilmente staranno ancora così, ma già a novembre il governo aveva provvisoriamente stabilito un incremento nullo anziché negativo. Ora con l’emendamento stabilisce che in ogni caso anche in sede definitiva la variazione potrà essere alla peggio pari a zero ma mai negativa.

Congelata anche la trattenuta – liveve – per la rivalutazione dell’Inps. E infine

Infine la cosiddetta no tax area, ovvero la soglia fino alla quale per effetto delle specifiche detrazioni i redditi pensionistici non pagano Irpef: viene incrementata a 7.750 euro l’anno per i pensionati fino a 75 anni e a 8.000 per quelli più anziani. L’effetto di riduzione del prelievo si trascina anche sulle pensioni al di sopra di questo limite, fino ai 15 mila euro lordi l’anno, con un beneficio medio di 50-100 euro l’anno. L’alleggerimento del prelievo sarebbe dovuto scattare nel 2017, ma è stato deciso di anticiparlo a quest’anno. In questo modo almeno i trattamenti bassi riceveranno per via fiscale quell’incremento che invece non passa per il meccanismo della perequazione. Il minor gettito per le casse dello Stato è pari a 146,5 milioni per il 2016.