Google e Facebook si inchinano al governo
06/02/2012 - In India le due aziende promettono che rimuoveranno i contenuti “offensivi” Google e Facebook hanno rimosso dei contenuti ritenuti “offensivi” dai loro siti indiani, come richiesto da un tribunale di Nuova Delhi che indaga sulla diffusione in rete di materiale
In India le due aziende promettono che rimuoveranno i contenuti “offensivi”
Google e Facebook hanno rimosso dei contenuti ritenuti “offensivi” dai loro siti indiani, come richiesto da un tribunale di Nuova Delhi che indaga sulla diffusione in rete di materiale “osceno”; decisione criticata da molti utenti, che accusano le aziende di piegarsi alla “censura di Stato”.
APPELLO - Si tratta di una misura adottata in accordo con la politica di Google, che è quella di rispettare le ingiunzioni dei tribunali”, hanno spiegato fonti dell’azienda statunitense; tutti gruppi e le aziende coinvolti nell’inchiesta – circa una ventina – hanno presentato appello sulla base del fatto che non possono essere ritenuti responsabili delle azioni dei propri utenti. L’Alta Corte di Nuova Delhi tuttavia aveva avvertito il mese scorso che se non vi fosse stata “cooperazione” e non fosse stato rimosso il materiale “offensivo” le aziende coinvolte avrebbero corso il rischio di vedere i propri siti bloccati “come in Cina”.
L’ULTIMATUM - Il ministro indiano delle telecomunicazioni e dell’IT, Kapil Sibal, aveva infatti rivelato che il governo locale non avrebbe tollerato contenuti offensivi sui social network quali Facebook e Google per non urtare la sensibilità e i sentimenti della popolazione. Kapil Sibal spiegava: “Ho suggerito che le piattaforme in questione sviluppassero un meccanismo proprio di rimozione di questi contenuti appena vengono notati, perché così non si può continuare. Credo che nessuna persona ragionevole, consapevole della sensibilità di una larga parte della comunità di questo Paese, vorrebbe vedere questi contenuti diventare di dominio pubblico”.
IL FILTRAGGIO - Chiedendo quindi ai social network di sviluppare un meccanismo di “filtraggio” dei contenuti e di proporre quindi una soluzione, Sibal aveva sottolineato: “Il governo non crede né nell’interferenza diretta né in quella indiretta nella libertà di stampa”. Nonostante queste richieste, Sibal raccontava di non aver ricevuto risposte dalla gestione dei social network per lungo tempo, per poi concludere di non poter cooperare a questo proposito. Se Facebook e Google non sanno come agire, il governo indiano allora troverà da sé il modo di eliminare i contenuti offensivi”. Evidentemente la minaccia è servita.













E perchè? Forse qualcuno ci ha scritto “porco Vishnu”? Oppure “Porca vacca”? Razza di carogne affama popoli.
se i contenuti sono offensivi potrebbe deciderlo il popolo invece del solo stato, a meno che questi rifletta sinceramente il loro volere.
Per ottenere la rimozione di un contenuto si devono dare dei motivi validi ed esaurienti poiché la sola imposizione vale in automatico come censura.
In ogni caso é la gente a decidere e non pochi al potere.