Quegli apprendisti stregoni che vogliono cambiare il clima per forza
06/02/2012 - Sono sempre di più quelli che prediligono interventi mitigatori di dubbia efficacia alla riduzione delle immissioni Un approccio che parrebbe innovativo, ma che in realtà ha il prezioso effetto di lasciare tutto come sta sul fronte delle emissioni inquinanti. I
Sono sempre di più quelli che prediligono interventi mitigatori di dubbia efficacia alla riduzione delle immissioni
Un approccio che parrebbe innovativo, ma che in realtà ha il prezioso effetto di lasciare tutto come sta sul fronte delle emissioni inquinanti.
I TENTATIVI - Da qualche anno un gruppo di scienziati e di fondazioni produce un’enorme pressione su governi e istituzioni internazionali, per promuovere una lotta al riscaldamento globale imperniata su interventi di geo-ingegneria. Il termine indica interventi umani su scala planetaria e tra quelli proposti ci sono schermi in orbita come la distribuzione in atmosfera o nei mari di sostanze che riflettano il calore prima che raggiunga la superficie del pianeta o “sequestrino” la CO2 nelle acque degli oceani.
DUBBI – Proposte inquietanti e non solo perché a finanziare questi studi e queste pressioni ci sono alcuni dei grandi inquinatori, com’è il caso di Murray Edwards, magnate che deve le sue fortune allo sfruttamento delle sabbie bituminose canadesi, una delle attività più inquinanti che si conoscano, ma soprattutto perché sono lapunta di un iceberg di una propaganda che dopo aver negato il cambiamento climatico, ora si danna perché lo si affronti in qualsiasi modo, tranne che riducendo le emissioni inquinanti che ne sono all’origine.
LA TATTICA - Come poi sia pensabile affidare a un gruppo autoselezionato il destino del pianeta è un altro problema nel problema, che è fatto soprattutto di dubbi etici e scientifici, perché nessuno prima si è lanciato in progetti di dimensione planetaria e perché gli stessi promotori non hanno a disposizione dati sufficienti a fare di idee del genere qualcosa di dmostrato scientificamente. Di sicuro il gruppo scoppia di salute e non è a corto di fondi, all’allegra compagnia si è unito di recente anche Bill Gates, tanto che può contare su professionisti del Lobbying come Jay Apt, che in passato si è occupato con grande successo di spingere l’adozione dei droni da bombardamento .
I PERICOLI – Sembra la solita storia del’affidare alla volpe la custodia del pollaio, i conflitti d’interesse si sprecano e nessuno dei partecipanti all’impresa può esibire gran credenziali “verdi”, il che, oltre alla mancanza di solide basi scientifiche dietro a proposte comunque in grado di minacciare la salute del pianeta, induce a pensare di essere di fronte a una delle tante manovre diversive. Manovre grazie alle quali le corporation inquinanti supportano “qualsiasi idea” pur di allontanare il dibattito sul cambiamento climatico dall’unica opzione che sembra davvero in grado di mitigarlo, quella riduzione delle emissioni che quasi nessun paese al mondo e quasi nessuna industria al mondo (in particolare quelle più inquinanti) vogliono affrontare.













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