Gli spaghetti western servono a studiare il cervello
06/02/2012 - Un brano di “Il Buono, il brutto e il cattivo” di Leone impiegato in una ricerca sul cervello Scimmie e uomini davanti allo schermo, la lroo attività cerebrale registrata e le loro reazioni registrate e messe a confronto. IL METODO-
Un brano di “Il Buono, il brutto e il cattivo” di Leone impiegato in una ricerca sul cervello
Scimmie e uomini davanti allo schermo, la lroo attività cerebrale registrata e le loro reazioni registrate e messe a confronto.
IL METODO- Così un gruppo di scienziati californiani sta conducendo una ricerca che mette a confornto l’attivazione delle stesse aree cerebrali di fronte a stimoli identici in umani e primato. Al netto delle differenze culturali, umani e scimmie hanno finora dimostrato coerenza di specie nelle reazioni. La risonanza magnetica ha registrato le loro reazioni a un brano di trenta minuti, con il sonoro trasmesso in cuffia. Gli umani hanno assistito allo spettacolo una volta, le scimmie sei, visioni durante le quali sono stati registrati anche i movimenti delle pupille, che poi gli scienziati hanno otuto conforntare con i dati delle risonanze magnetiche.
LE DIFFERENZE – Gli scienziati hanno osservato che le stesse scene del film attivano aree diverse del cervello nelle due specie. Gli studi ora punteranno a cercare di comprendere come e quanto queste differenze siano un prodotto della differenziazione genetica e quante invece appartengano alla capacità del cervello delle due specie di plasmarsi reagendo agli stimoli e alle vicende dalla vita.












