“La mia musica contro l’infibulazione”

06/02/2012 - Oggi è la giornata internazionale contro la mutilazione genitale femminile. Anche alcuni artisti sono coinvolti Le percentuali con cui le donne dei paesi del terzo mondo subiscono ancora con incredibile frequenza la mutilazione genitale femminile, o infibulazioni, sono davvero preoccupanti.

     
 

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Oggi è la giornata internazionale contro la mutilazione genitale femminile. Anche alcuni artisti sono coinvolti

Le percentuali con cui le donne dei paesi del terzo mondo subiscono ancora con incredibile frequenza la mutilazione genitale femminile, o infibulazioni, sono davvero preoccupanti. Oggi l’Onu celebra la ìgiornata internazionale per la lotta contro questa pratica barbarica che coinvolge ancora, secondo il Guardian, “il 98% e l’89%”, rispettivamente, delle adolescenti della Somalia e del Sudan. “Zero tolerance”, dicono le Nazioni Unite riguardo la pratica.

UNA PRATICA DOLOROSA – Secondo la giornalista del Guardian che affronta la questione, il problema è molto serio perché questa pratica barbarica viene praticata da “genitori che amano le loro figlie e credono di agire nel loro interesse”. Proprio per questo, porre termine a questa pratica è “una delle cose più difficili” perché cambiare le abitudini culturali è “molto duro”. La chiave è nella diffusione delle informazioni, nella sensibilizzazione delle popolazioni. Farà la sua parte anche un’artista senegalese, una cantante e musicista hip hop che ha subito, in giovane età, questa pratica violenta e ha molto da raccontare. Lei si chiama Sister Fa e viene da una comunità senegalese, una delle poche, che con il tempo ha abbandonato l’uso della pratica. “Sono un’artista, una rapper e un’attivista, tutto perché l’infibulazione ha compromesso così tanto la mia vita. Voglio parlarne”, dice la donna. ”

FERMARE CON LA MUSICA – Ricordo ancora il giorno in cui avvenne. So che le cose stanno cambiando e che le persone iniziano a capire di avere una scelta, che possono cambiare. C’è speranza per il futuro. Sto provando a parlare per le molte donne che non hanno quest’opportunità. Do loro voce con la mia musica”, dice Sister Fa.
L’artista parlerà alla camera dei Comuni inglesi, si esibirà in un concerto questa sera ed è stata ricevuta dal ministro dello sviluppo inglese, Stephen O’Brien, il quale si schiera con decisione per la lotta alla pratica, ancora troppo diffusa. “E’ una questione critica ma trascurata, che invece meriterebbe più attenzione. E’ estremamente dolorosa e spesso ha conseguenze disabilitanti che non solo danneggia le ragazze e le donne ma anche le famiglie e le comunità. Il Regno Unito sta lavorando in paesi come il Kenya, la Somalia e il Senegal per aiutare le comunità”, dice l’esponente del Partito Conservatore.

     
 

15 Commenti

  1. Marcello scrive:

    Sono un poeta e il mio commento lo esprimo con una poesia:

    Ti fa esigua una luce di tristezza
    negli occhi dove stagna la pazienza
    e sottomessa ascolti il tuo destino.
    Nel corpo ti vediamo assottigliare
    come una scheggia opaca di dolore
    e nella carne che palpita di vita
    scende la lama a separare
    l’anima dal piacere l’amore dall’istinto.
    Un rito celebrato con le punte d’aghi
    a filo di parole impunemente atroci
    a suturare la ferita come un muro
    contro l’orrore di saperti viva e vera.
    Perché nell’uomo è ancora il desiderio
    che tu rimanga l’ombra del suo oggetto
    e brucia tra le mani della donna schiava
    la bambina strappata alla sua gioia.

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