Articolo 18, così il governo vuole cambiarlo

06/02/2012 - Le norme che regolano i licenziamenti sotto la lente delle parti sociali E’ un caso di riforma sotterranea, ma funzionerà lo stesso. Se il governo andrà fino in fondo e l’accordo con le parti sociali terrà, una riforma “furba” dell’articolo

     
 

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Le norme che regolano i licenziamenti sotto la lente delle parti sociali

E’ un caso di riforma sotterranea, ma funzionerà lo stesso. Se il governo andrà fino in fondo e l’accordo con le parti sociali terrà, una riforma “furba” dell’articolo 18 arriverà a toccare e cambiare le norem sui licenziamenti. Enrico Marro sul Corriere ci spiega il come:

Dietro l’apertura a una «robusta manutenzione» dell’articolo 18, contenuta nell’intervista del leader Raffaele Bonanni pubblicata ieri dal Sole 24 Ore, si nascondono un paio di proposte che il vicesegretario della Cisl, Giorgio Santini, sta mettendo a punto e che anche tra i tecnici delle associazioni delle imprese vengono guardate con un qualche interesse. La prima prevede di ricorrere all’articolo 700 del Codice di procedura civile per le cause in materia di licenziamento, cioè alla procedura d’urgenza, puntando a ottenere la sentenza di primo grado entro seimesi. Ovviamente non basta dirlo, ma bisogna renderlo effettivo anche attraverso la riorganizzazione degli uffici giudiziari. La seconda proposta mira a estendere la procedura dei licenziamenti collettivi per motivi economici, cioè la legge 223 applicata nelle aziende con più di 15 dipendenti per i licenziamenti che coinvolgano almeno 5 persone, anche ai licenziamenti individuali. In questo modo al lavoratore spetterebbe l’indennità di mobilità per due anni, durante in quali trovare una nuova occupazione con l’aiuto dei servizi per l’impiego opportunamente rafforzati. Naturalmente sono ipotesi tutte da esplorare, con diversi problemi da risolvere, sia economici (le risorse) sia giuridici. I tecnici del fronte imprenditoriale, per esempio, obiettano che bisognerebbe comunque evitare che il lavoratore possa poi ricorrere all’articolo 18, che dovrebbe quindi restare a tutela dei soli licenziamenti discriminatori.

Ma fin qui il sindacato non arriva e la Cgil e mezzo Pd sono pronti a scendere in piazza:

Ma ciò che conta, in questa fase, è che, dietro le quinte, le parti abbiano cominciato a sondare il terreno anche con ipotesi sul tema dei licenziamenti. Poi tutti sanno che se si arriverà vicini all’accordo questo punto, il più delicato della trattativa, sarà lasciato per ultimo. Domani i tecnici di Cgil, Cisl e Uil si incontreranno tra di loro e la stessa cosà faranno quelli della Confindustria, di Rete Imprese Italia, dell’Alleanza delle cooperative, dell’Abi (banche) e dell’Ania (assicurazioni). Sindacati da una parte e imprese dall’altra metteranno a punto le rispettive proposte in vista di mercoledì, quando i vertici di tutte le organizzazioni siederanno attorno a uno stesso tavolo per misurare le distanze. Un nuovo incontro col governo è invece previsto per la fine della settimana o l’inizio della prossima.

Nell’ultima riunione a Palazzo Chigi, la settimana scorsa, sono stati fatti alcuni passi importanti:

Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha assicurato che il sistema attuale degli ammortizzatori sociali verrà garantito in questa fase di emergenza e che la riforma, tesa a ridurre il ruolo della cassa integrazione straordinaria, entrerà in vigore successivamente. Governo e parti sociali convergono inoltre sull’obiettivo di fare dell’apprendistato il contratto principale d’ingresso al lavoro per i giovani e di combattere alcune forme di precariato, come stage, false partite Iva e associazioni in partecipazione. Convergenza c’è anche sulla necessità di rendere effettivo il legame tra ammortizzatori sociali e ricerca attiva del lavoro, nel senso che i sussidi devono essere ritirati a chi rifiuta una nuova occupazione. Resta il nodo dell’articolo 18 che difficilmente le parti sociali potranno sciogliere da sole, se non altro per l’indisponibilità assoluta della Cgil. Toccherà al governo scioglierlo. Con una soluzione che gli conservi la maggioranza ed eviti lo scontro sociale. Esercizio difficile, ma non impossibile.

     
 

11 Commenti

  1. OK MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina San Morando scrive:

    Cambiare l’articolo 18.. ma SI deve cambiare anzi TOGLIERE tutti i CONTRATTI DI LAVORO PRECARI TRUFFA ! Sia contratti interinali di somministrazione, contratti sportivi e di cooperativa, a ritenuta d’acconto etc. che OLTRE a fare NUOVO SCHIAVISMO MODERNO e RICATTO non sono altro che in larga percentuale VIOLA LEGGI T.U.S.L. sulla sicurezza dei Lavoratori Precari stessi! Si violano nei contratti PRECARI leggi ed articoli del Decreto Legislativo D.Lgs 81/2008 –626 con ovvie conseguenze che tutto va a finire poi sui prodotti costruiti che vengono venduti ad altre PERSONE altri LAVORATORI non solo Italiani un Made in Italy a rischio mondiale! Anche per quanto riguarda l’utenza servizi..strutture sportive dove esistono questi contratti spesso il personale NON ha i vari corsi esempio di addestramento di legge sicurezze ne brevetti per insegnare etc. e tanto nero o parzialmente in nero in questi ambienti come piscine..palestre ,etc. è anche qui tanto fatto!
    Inoltre in Italia con i contratti precari non si violano solo le leggi D.Lgs 8172008 si violano anche leggi della Comunità Europea e non solo ..uniti alla disoccupazione forzata, si violano gli stessi Articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e gli stessi Articoli della Costituzione Italiana 1–4 –e 36 !!!
    .contratti precari…disoccupazione forzata hanno portato con le firme di certi politici, partiti, e certi sindacati politici, hanno portato l’Italia in sfacelo! Arrecando danni patrimoniali ed esistenziali enormi ad intere FAMIGLIE ITALIANE ,l’articolo 18 viene dopo! PRIMA si devono risolvere le illegalità di leggi del precariato e disoccupazione forzata! Prima si DEVE aiutare i disoccupati forzati di ogni età, poi i precari , poi chi ha con l’articolo 18 un posto ancora “fortunato..” indeterminato!
    Nel mondo di lavoro precario ripeterò sempre vi è VIOLAZIONI di LEGGI più che in posti di lavoro indeterminato, le morti sul lavoro gli infortuni sono più presenti nel precariato..
    Anche in appalti ..gestioni..persino in ambienti di Enti pubblici..si VIOLANO con queste leggi! E tanto è scritto in registri presso I centri per l’Impiego basta inziare le ISPEZIONI..contrapposte alle ditte interinali..alle ditte clienti di queste ditte interinali, società sportive..cooperative etc. per scoprire tutti gli arcani misteri di tanti mali di questa Italia dove il lavoro …è noia monotonia..per il Monti” di turno..
    morando Morando

  2. giulio scrive:

    Quello che la fornero e monti vogliono fare ai lavoratori togliendo l’art. 18.
    Personalmente io aggiungo che la nefandezza che vuole fare la fronero/marcegaglia/monti e adesso ci si mette pure angeletti è quella del licenziamento individuale per motivi economci…
    Una nefandezza perchè è chiaro l’intento di questi sciagurati…Se partiamo dal presupposto che già c’è una legge per licenziamenti economici che la ex legge 223/91 e quindi le aziende in crisi possono licenziare la gente però colletivamente, ecco che questi squallidi personaggi vogliono fare il licenziamento economico individuale..
    In sostanza tanto per essere chiari se in un reparto di 50 persone ce nè qualcuno che sta sulle palle al datore di lavoro per tanti ovvi motivi, ecco che il datore di lavoro oggi non può licenziare l’antipatico perchè dovrebbe dimostrare una crisi aziendale e licenzizre insieme al lavoratore antipatico anche i suoi pupilli…e allora il datore di lavoro deve mandare giù il rospo…mentre se passa la riforma del lavoro fornero , il datore di lavoro manda una letterina a casa del lavoratore antipatico dicendogli che guarda caso proprio la sua postazione di lavoro deve essere chiusa per motivi economici perchè non rende più.Cosa succede che 49 lavoratori sono salvi mentre uno proprio quel lavoratore viene cacciato via…Capito ? Questi loschi individui stanno tentando di aggirare il licenziamento discriminatorio con la scusa del licenziamento individuale economico…
    Le aziende già oggi hanno tanti strumenti per mandare via la gente, ho trasferiscono le persone da una parte all’altra del mondo magari comprandosi qualche sindacalista, esternalizzano le persone, oppure fanno una transazione economica con il lavoratore scomodo , offrendo soldi ( tanti…) per cacciarlo via… E allora cosa tenta di fare fornero e marcegaglia ? Vogliono fare le nozze con i fichi secchi.Cioè caccaire via il singolo lavoratore antipatico o magari per fre posto a qualche loro raccomandato dandogli in cambio una lemosina di indennità…E no cara fornero !!! T istai permettendo tutto grazie a un manipolo di parlamentari compiacenti…Se si deve per forza compiacere il padrone, imprenditore, datore di lavoro e vuoi togliergli l disturbo di preoccuparsi di andare in tribunale, allora come ogni contratto che si rispetti chi lo disdice deve pagare una congrua cifra che prende come parametri : la retribuzione,l’età del lavoratore ( più è alta e più si paga ), l’anzianità di servizio., quanti anni mancano per la pensione. Ecco il tutto fa una congra cifra che non è certo l’elemosina che pensa la fornero…
    Leggere sotto interessante l’esperienza di questo lavoratore :
    Premessa
    Come tutti gli umani anche i datori di lavoro e i superiori non sono tutti degli stinchi di santo
    Con una scusa potrai essere licenziato se:
    1) sciopererai contro l’azienda o per il contratto ( i precari non scioperano mai pena il mancato rinnovo)
    2) Sei donna e vuoi fare più di un figlio (ricordiamoci dei licenziamenti in bianco fatti firmare dalle giovani donne)
    3) Ti ammali di una patologia invalidante e hai ridotto le tue capacità lavorative
    4) Passi un periodo di vita difficile e non dai il massimo
    5) Hai acciacchi ad una certa età che riducono le tue prestazioni (ed è molto probabile con l’allungamento dell’età lavorativa voluta dal Suo governo
    6) Sei “antipatico” al proprietario o ad un capo che ti mettono a fare lavori meno qualificati e umilianti (mobbing)
    7) Chiedi il rispetto delle norme sulla sicurezza (nei luoghi di lavoro dove non esiste l’articolo 18 gli infortuni gravi e i casi mortali sono molti di più)
    8) Rivendichi la dignità di lavoratore, di uomo e donna.
    9) Sei politicamente scomodo (ricordiamoci dei licenziamenti e dei reparti confine degli anni 50 e sessanta)
    10) Non ci stai con i superiori
    11) Contesti l’aumento del ritmo di lavoro
    12) T’iscrivi ad un sindacato vero (su 1000 lavoratori richiamati alla FIAT di Pomigliano non uno è iscritto alla FIOM)
    13) Appoggi una rivendicazione salariale o di miglioramento delle condizioni di lavoro
    14) Fai ombra al superiore e se pensa che sei più bravo di lui e puoi prenderne il posto (a volte comandano più del proprietario)
    15) Hai parenti stretti con gravi malattie e hai bisogno di lunghi permessi
    16) Non sei più funzionale alle strategie aziendali
    17) Reagisci male ad un’offesa di un superiore
    18) Dimostri anche allusivamente una mancanza di stima verso il capo e il proprietario
    Ne avrei altre ma sono 18 come l’articolo che volete abolire o stravolgere.
    Molte di queste situazioni le ho toccate con mano nei miei quarant’anni di lavoro in fabbrica e alcune altre riportate dalla stampa
    Se il Presidente Monti e la Ministra Fornero rispondono in merito a quanto ho scritto spiegando ai lavoratori italiani cosa faranno contro queste potenziali discriminazioni, mi convinceranno sull’abolizione dell’articolo 18.
    Carlo Soricelli metalmeccanico in pensione e curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

  3. Hangloose scrive:

    Sulla base di dati forniti dai SINDACATI l’art. 18 produce migliaia di cause che intasano i tribunali ma alla fine solo 60 lavoratori all’anno vengono reintegrati nel posto di lavoro.
    Per questi 60 lavoratori l’Italia continua a tenere in piedi questo art. 18 che intasa i tribunali e spaventa le aziende quando valutano investimenti in Italia o la possibilità di superare i 15 dipendenti. Vi pare sensato?
    Diamo pure per concesso che questi 60 lavoratori abbiano ragione, non sarebbe più sensato concedere loro un bel congruo risarcimento e una corsia preferenziale per l’inserimento in un nuovo lavoro? E in tal modo liberare gli altri 59.999.940 italiani italiani da questo problema?
    Sono gradite risposte sensate….

  4. carlo scrive:

    18 ragioni per dire no all’abolizione dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori

    Premessa
    Come tutti gli umani anche i datori di lavoro e i superiori non sono tutti degli stinchi di santo
    Con una scusa potrai essere licenziato se:

    1) sciopererai contro l’azienda o per il contratto ( i precari non scioperano mai pena il mancato rinnovo)
    2) Sei donna e vuoi fare più di un figlio (ricordiamoci dei licenziamenti in bianco fatti firmare dalle giovani donne)
    3) Ti ammali di una patologia invalidante e hai ridotto le tue capacità lavorative
    4) Passi un periodo di vita difficile e non dai il massimo
    5) Hai acciacchi ad una certa età che riducono le tue prestazioni (ed è molto probabile con l’allungamento dell’età lavorativa voluta dal Suo governo
    6) Sei “antipatico” al proprietario o ad un capo che ti mettono a fare lavori meno qualificati e umilianti (mobbing)
    7) Chiedi il rispetto delle norme sulla sicurezza (nei luoghi di lavoro dove non
    esiste l’articolo 18 gli infortuni gravi e i casi mortali sono molti di più)
    8) Rivendichi la dignità di lavoratore, di uomo e donna.
    9) Sei politicamente scomodo (ricordiamoci dei licenziamenti e dei reparti confine degli anni 50 e 60)
    10) Non ci stai con i superiori
    11) Contesti l’aumento del ritmo di lavoro
    12) T’iscrivi ad un sindacato vero (su 1000 lavoratori richiamati alla FIAT di Pomigliano non uno è iscritto alla FIOM)
    13) Appoggi una rivendicazione salariale o di miglioramento delle condizioni di lavoro
    14) Fai ombra al superiore e se pensa che sei più bravo di lui e puoi prenderne il posto (a volte comandano più del proprietario)
    15) Hai parenti stretti con gravi malattie e hai bisogno di lunghi permessi
    16) Non sei più funzionale alle strategie aziendali
    17) Reagisci male ad un’offesa di un superiore
    18) Dimostri anche allusivamente una mancanza di stima verso il capo e il proprietario
    Ne avre altre ma sono 18 come l’articolo che volete abolire o stravolgere.
    Molte di queste situazioni le ho toccate con mano nei miei quarant’anni di lavoro in fabbrica e alcune altre riportate dalla stampa

    • Hyksos scrive:

      Tutto questo, ovviamente, non è vero: il licenziamento discriminatorio o meramente capriccioso è vietato, e nessuno vuole cambiare questa parte.
      Se si subirà uno qualunque dei soprusi indicati da te, si potrà far causa contro il datore di lavoro, e per vincerla basteranno presunzioni semplici.
      (Però “non dare il massimo” mi risulta già adesso giusta causa di licenziamento, salvo nei casi di patologia accertata. E le dimissioni in bianco, purtroppo, sono indipendenti dalle condizioni contrattuali: infatti convivono anche con l’art. 18.)

  5. alberto scrive:

    Angeletti, prospetta un’ altra cosa: L’ articolo 18 va bene così com’ è , nel caso vi sia una lacuna, dato che questo articolo ha 42anni e nel frattempo il mondo è cambiato, si potrebbero apportare delle modifiche/migliorie. Nel caso in cui un’ azienda dimostri che il licenziamento di alcuni lavoratori avrebbe un impatto determinante per la sopravvivenza della stessa si potrebbe avere la sospensione del’ articolo 18, senza passare per la cassa integrazione, ma direttamente alla mobilità. Questo in un paese civile. Un paese in cui buona parte dei datori di lavoro dichiarano meno dell’ ultimo dei propri dipendenti, anche questa ipotesi assume contorni ” inquietanti “.

  6. Interbios scrive:

    ma nn dire caxxate!! La verità è che nessun imprenditore licenzierebbe mai una persona valida, neanche se antipatico! Il problema è che nn si possono licenziare i fanulloni parassiti del caxxo .

  7. Vincenzo scrive:

    Io non capisco, come vogliono fare la riforma del lavoro,il ministro Fornero invece di pensare, come licenziare il povero operaio/o impiegato, ha il sacrosante dovere prima di dare occupazione a GIOVANI e tanta gente che e stata lasciata a casa e tanti precariati e interinari che vengono ricattati dal datore di lavoro.Quindi il ministro Fornero pensi prima queste cose, e poi studia una riforma sul articolo 18 come si deve. (Il sazio non crede al digiuno) cittadino italiano preocupato da chi ci governa…

  8. gastone6 scrive:

    Posso confermare che fin che si e giovani si è cavalli di razza tutti ti vogliono, sei carne fresca per il lavoro. ma con l’avanzare dell’età non ti vedono più cosi anche se ai dato l’anima per 30 anni nella stessa azienda ed ai contribuito con loro a farla crescere.

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