Quelli che restano senza lavoro e pensione

di - I dipendenti di grandi aziende in mobilità e gli effetti della riforma Fornero Alenia, Irisbus, Poste, Fincantieri e la Fiat di Termini Imerese. Che rischiano di restare senza busta paga né assegno di previdenza anche per sei anni. Sono quelli

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I dipendenti di grandi aziende in mobilità e gli effetti della riforma Fornero

Alenia, Irisbus, Poste, Fincantieri e la Fiat di Termini Imerese. Che rischiano di restare senza busta paga né assegno di previdenza anche per sei anni. Sono quelli coinvolti in accordi aziendali firmati prima della riforma Fornero, e che adesso, per gli effetti del provvedimento, rischiano di rimanere al palo. L’elenco dell aziende lo pubblica la Cgil, e Repubblica ci racconta i probabili effetti:

Ci sono i dipendenti dell´Alenia, di Irisbus, Termini Imerese, ci sono quelli delle Poste, di Fincantieri e di una miriade di altre aziende. Rischiano tutti di restare scoperti, senza busta paga e senza assegno previdenziale per diversi mesi se non addirittura anni (fino a sei). Sono tutti coinvolti in accordi aziendali o in intese individuali che prevedevano l´uscita “morbida” dal lavoro per avviarsi verso la pensione e che ora – con le novità introdotte dalla riforma Fornero sull´età pensionabile – sono rimasti al palo. Il decreto Milleproroghe, appena approvato dalla Camera, prevede che dalla nuova tagliola sulla previdenza siano esclusi solo i dipendenti che hanno «risolto» il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011. Chi invece è in cassa integrazione, mobilità o quant´altro non rientra quindi nella categoria protetta. Per i sindacati si tratta di una vera emergenza sociale, cui si deve trovare soluzione nell´imminente passaggio del testo al Senato (l´iter inizia domani). La Cgil ha cominciato a tracciare un elenco delle tante aziende, oggetto di accordi i cui effetti definitivi sulla risoluzione del rapporto di lavoro si vedranno solo nei prossimi mesi o anni.

Tutti lavoratori a rischio:

Si va dai 386 esuberi di Agile/Eutelia ai 747 di Alenia, dai 653 di Fiat Irisbus ai 640 di Termini Imerese. In bilico ci sono 1240 dipendenti di Fincantieri, 230 di Selex Elsag, 495 di Wirpool. Nel settore edile rischiano i 137 lavoratori di Rdb e i 50 di Unical. Per il farmaceutico la questione riguarda 460 lavoratori alla Sanofi, 569 alla Sigma Tau. Ci sono anche i 2000 lavoratori delle Poste e – sempre nei servizi – i 400 della Defendini e i 125 di Telepost. Alitalia/Meridiana ha 5000 dipendenti per i quali sono previsti 4 anni di cig più 3 di mobilità dal 2008. E ancora le tante procedure tuttora aperte, come quella che interessa i 1000 lavoratori di Alcoa.

Un elenco parziale, assicura il sindacato:

Definire una cifra totale, visto che si dovrebbe tenere conto anche d´intese raggiunte in mini-aziende o posizioni individuali, è forse impossibile: l´unica stima riguarda solo le medio-grandi aziende e già si parla di 70 mila lavoratori coinvolti. Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil denuncia il «drammatico limbo. Si deve trovare subito una soluzione per tutti i lavoratori in mobilità, per gli esodi, gli accordi individuali e collettivi. Lavoratori che per diversi motivi rischiano di rimanere senza lavoro, senza stipendio, senza pensione».

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22 Commenti

  1. sandra scrive:

    sono in pieno accordo con i commenti di nada, e cosimo, mi rendo conto che in tanti settori, ci sono disagi e problemi, ma la situazione di poste, odiosa e angosciante, l’hanno descritta bene i due ex dipendenti, costretti, costretti, costretti !!! a firmare accordi che hanno tutelato solo ed esclusivamente l’azienda; intanto facendoli firmare singolarmente, e non in accordi collettivi… inoltre ognuno di loro è stato preso “con il punto debole”, con la mansione, con i problemi di salute, con il figlio disoccupato…. etc, etc,

  2. michele angelo spinelli scrive:

    di telecom come al solito non parla nessuno,io sono uno di quelli che ha”accettato”un accordo collettivo con 39 anni di contributi,il 30-12-2010 sono stato licenziato,con la prospettiva della pensione ad aprile 2013.Ora è saltato tutto?io come vado avanti?Avrò questa benedetta pensione?Naturalmente l’azienda non mi rivorrà.Ma pur se accadesse,vi immaginate a 60 e oltre anni montare e salire su una di quelle scale che portavo sulla panda e lavorare su una facciata di palazzo oppure mentersi le staffe e salire sui pali?

  3. Otto scrive:

    il 21 dicembre 2011 Alenia ha firmato un accordo Ministero del lavoro per l’esodo di 747 lavoratori che avrebbero avuto il trattamanto pensionistico ” ante Monti “. Io, uno di quelli sono stato informato il 22 ( in giorno prima delle chiusura aziendale per le feste di natale .. ) L’azienda ha detto ” per ora vi mettiamo in CIGS perche non c’e tempo per attuare la mobilità viste le vacanze..
    Orbene io sono in CIGS in attesa che la ditta attui la mobiliota ( quindi NON licenziato entro il 31 dic. 2011.. ) , 37 anni di anzianità, nato nel ’52 e secondo voi perche ci sono state le vacanze d

  4. Otto scrive:

    il 21.12. 2011 Alenia ha firmato un accordo Ministero del lavoro per l’esodo di 747 lavoratori che avrebbero avuto il trattamanto pensionistico ” ante Monti “. Io, uno di quelli sono stato informato il 22 ( 1 giorno prima delle chiusura aziendale per le feste di natale .. ) L’azienda ha detto ” per ora vi mettiamo in CIGS perche non c’e tempo per attuare la mobilità viste le vacanze”.Orbene io sono in CIGS in attesa che la ditta attui la mobilità ( quindi NON licenziato entro il 31 dic. 2011.. ) Ho 37 anni di anzianità, nato nel ’52 e secondo voi perchè QUEST’ANNO c’e stato Natale io saro col c.. x terra per anni ??

  5. antonella scrive:

    Salve, io sono una bancaria, non sono senza lavoro, ma ho firmato un accordo di esodo volontario collettivo nell’aprile 2010.La mia Azienda mi aveva fissato una prima uscita dal lavoro al 31/3/2012, poi a seguito del decreto del Governo Berlusconi dell’Agosto 2011 mi ha spostato l’uscita dal lavoro al 30/6/2012.Nella riforma Fornero, è stata messa la presente clausola: tutti quelli che hanno firmato un accordo di esodo volontario prima del 4/12/2011, gli vengono assicurate le vecchie regole pensionistiche però dovranno rimanere sul Fondo Esuberi” fino all’età di 59 anni anche se matureranno prima i requisiti pensionistici.Non contenta la Professoressa Fornero nel Milleproroghe ha innalzato l’età portandola a 60 anni.Io sono nata nel 1959, ho iniziato a lavorare all’età di 15 anni non ancora compiuti, sencondo le regole della Fornero, io dovrei rimanere al lavoro fino a Febbraio 2014, per poi andare sul Fondo Esuberi fino al 2019 pur maturando i requisiti pensionistici cioè 41 anni e 6 mesi nel 2015.Sono schifata da questa riforma, la Sig.ra Fornero ha messo le mani anche su un Fondo Esuberi pagato dalle Banche e dai lavoratori, avrei dovuto lasciare il servizio tra pochi mesi invece mi trovo a dover lavorare ancora almeno due o tre anni. SINDACATI VERGOGNATEVI AD AVER ACCETTATO QUESTA RIFORMA.

  6. cinzia scrive:

    Ci sono anche lavoratori come me che non appartengono a grossi gruppi ma che sono nella stessa condizione.Esodata a pochi anni dalla pensione mi sono vista spostata la data di 7 anni!
    E adesso?
    Cinzia

  7. felix scrive:

    scusatemi se mi intrometto, sono un lavoratore precoce, ho incominciato a 17 anni, ho 35 anni di contributi, età 52, secondo la Fornero dovrei andare in pensione a 66 anni, cioè con 49 anni di contributi, visto che le pensioni anticipate si chiudono il 31.12.2017. grazie ministra, sono un lavoratore pubblico, dopo i 40 anni di contributi(mi sembra di aver già dato) mi farò tanta di quella mutua, per motivi di salute !!!!!!

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