La strage dei piccoli fiammiferai
04/02/2012 - Nelle maggiori città italiane grande preoccupazione per chi non ha una fissa dimora ed è esposto al gelo di notte L’ondata di gelo e freddo ha colpito mortalmente le persone più deboli della società, i senzatetto. Coloro i quali vivono
Nelle maggiori città italiane grande preoccupazione per chi non ha una fissa dimora ed è esposto al gelo di notte
L’ondata di gelo e freddo ha colpito mortalmente le persone più deboli della società, i senzatetto. Coloro i quali vivono senza fissa dimora sono esposti come non mai alle intemperie climatiche, ed il freddo polare di questo inverno rende la loro vita ancora più disagiata. Nelle grandi città italiane i Comuni si stanno attrezzando per fronteggiare l’emergenza dei loro cittadini più indifesi, anche se purtroppo alcune vittime del gelo ci sono già state. A Roma, Milano ed in altre città della penisola imbiancata la morte ha tolto la vita a chi non aveva mezzi per proteggersi dal freddo.
IL FREDDO DI NAPOLI - Nelle stazioni del Metro’, aperte per la notte per disposizione del Comune, sono andati in pochissimi. ‘Stazioni e tunnel sono troppo ventilati, fa un freddo maledetto’, spiega Lorenzo D’ Anto’, di ‘Siloe’, che pattuglia la citta’ di Napoli una notte a settimana distribuendo coperte, bevande e pasti caldi. Per gli oltre 1500 senzatetto stimati a Napoli questi sono i giorni piu’ difficili. Stanotte il termometro e’ sceso sotto lo zero e ieri una pioggia gelida ha impedito anche le sistemazioni di fortuna con i cartoni, dalla ‘City’, da cui sono scomparsi alcuni storici barboni, alla Stazione centrale. Alla Marinella, dove dal 2006 avrebbe dovuto nascere un parco urbano mai realizzato, si accalcano rumeni, ghanesi e nordafricani. ‘Ci stanno chiedendo coperte, sopratutto coperte – dice D’ Anto’, 47 anni, commerciante e volontario cattolico – ne abbiamo distribuite 25 l’ altra notte e ne distribuiremo ancora una quarantina in questi giorni difficili. Ci chiedono anche bombole a gas, ma non possiamo piu’ darne, e’ troppo pericoloso’. Il kit di ‘Siloe’ comprende una vaschetta con pasta, oppure pasta e legumi, un panino con carne, insaccati oppure marmellata, dolce, e latte caldo oppure the’. Ma i rifornimenti nella baraccopoli della Marinella, dove vivono circa 400 disperati, bambini compresi, in condizioni di degrado spaventoso, non sono semplici.
GUERRA PER LE COPERTE - ‘C’e’ la guerra tra i poveri in corso – spiega il volontario – e 9 su 10, tra i senzatetto, si combattono tra loro. Solo i ghanesi non litigano e sono solidali tra loro, ma tra gli arabi i rapporti sono pessimi’. La tappa successiva e’ alla Stazione centrale. Fino a prima del restyling disposto dal gruppo Fs, di sera diventava un accampamento di giacigli, sacchi a pelo, materassi, mucchi di coperte. ‘Adesso non gli permettono piu’ di sdraiarsi a terra – dice D’ Anto’ – ma li capisco, la situazione igienica era pesante. I bisogni fisici veneivano espletati all’ aperto’. E allora ? ‘Si potrebbe utilizzare un capannone abbandonato dalle Fs per il ricovero notturno dei senzatetto. E’ un’ idea, ma non voglio gettare la croce addosso alle autorita”. La gran parte degli homeless rifiuta l’ ospitalita’ dei dormitori, che hanno aumentato la capienza, come quelli delle Suore di Madre Teresa di Calcutta in Vico Panettieri, e nell’ ex manicomio del Frullone. ‘In questi giorni li’ si dorme anche a terra, sui cartoni. Ma ci sono delle regole che pochi accettano. Alle 20 tutti dentro, niente alcol. E molti di sera si ubriacano. Poi, preferiscono nascondersi dietro un portone’.
MILANO SI MOBILITA - Sono state 160 le chiamate arrivate nella notte al numero della Protezione civile di Milano per segnalare persone bisognose di ricovero. Raddoppiato, rispetto alla notte tra giovedi’ e venerdi’, il numero di telefonate in quella che e’ stata finora la notte piu’ fredda di questo inverno. La rete di accoglienza per l’emergenza gelo ha dato ricovero a 1.700 clochard. Oltre al mezzanino della metro della Stazione Centrale che ha raddoppiato i posti, si sono aggiunti quelli del Centro Socio Ricreativo di via Sammartini e decine presso la Fondazione Fratelli di San Francesco di via Saponaro 40. “Lo straordinario lavoro di coordinamento fra Protezione civile, Croce Rossa, strutture del 118, Medici Volontari Onlus, Linea Gialla Onlus, Polizia locale, gli enti del Terzo Settore impegnati nel piano antifreddo e l’aiuto dei cittadini – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino – ci permettono di fronteggiare l’emergenza. I senzatetto sono stati ricevuti al mezzanino della Stazione Centrale e sono stati sottoposti a visita medica per accertarne lo stato di salute. Li abbiamo accompagnati, infine, nelle strutture messe a disposizione, dove hanno trovato una sistemazione dignitosa”.
DUE MORTI IN ITALIA CENTRALE - A Roma è stata trovata morta una clochard. La donna, che era alcolista cronica, e’ stata trovata da un altro senzatetto all’interno di una tenda in una pineta, dietro una scuola in via delle Azzorre, secondo quanto riferito dai carabinieri. Accanto al corpo una bottiglia di alcol etilico. Nella tenda non c’era alcuna forma di riscaldamento. La donna, nota nella zona, e’ stata riconosciuta dagli operatori della Caritas. Il cadavere e’ stato portato al Policlinico Gemelli: un esame necroscopico sara’ svolto per chiarire le cause del decesso. Un altro clochard e’ stato trovato morto stamane intorno alle 12 nella rocca medievale di Castiglione Del Lago, in provincia di Perugia. L’ipotesi piu’ accreditata al vaglio degli inquirenti e’ che sia morto per assideramento.
(AGENZIE)













@M, non intendevo dire sono i poveri a gestire la speculazione.
. Questo sistema di guadagno sulle disgrazie altrui è incivile, specchio di una società marcia priva di empatia, e nessuno fa qualcosa per cambiarlo, [ neanche i destrosi cattolici
]. Certo, non tutte le associazioni sono inclini al lucro, ma non metterei la mano sul fuoco in toto. Se c’ è la possibilità, meglio agire personalmente, d’ accordo. Sui soldi al Clero, sono proprio contraria, come precisato in precedenza.
@ M, avevo scritto un post di risposta ma anche questo è svanito. Vediamo se la redazione questa volta lo tira fuori prima di doverlo ripetere.
@M, il post è comparso…P.S. Non basta scendere in strada con coperte e cibi caldi per risolvere il problema dei Clochard, dovremmo prendere esempio dai Paesi del Nord Europa, che hanno un welfare reale e ben strutturato. Ciao
Sì, però anche quella è una soluzione che piove “dall’alto”. Ora, dal momento che abbiamo appurato che la scena politica e sociale italiana è un disastro, oltre a lamentarci facciamo qualcosa noi per primi. Continueremo a lamentarci anche più di quanto facciamo ora, dal momento che a quel punto le avremmo viste coi nostri occhi le sofferenze di questa gente. Parlo per esperienza diretta, su questa questione sono incazzata nera.
E sulla Chiesa e la Caritas, no comment. Meglio se non dico a cosa ho assistito.
@M, esatto, non abbiamo uno Stato Sociale, (deve esistere) il sistema Welfare va rivisto ed adeguato ai problemi attuali, e reali. Dobbiamo apprendere dal Nord Europa. Credimi, anch’ io so di cosa stiamo parlando, condivido la tua rabbia.