Monti come Silvio, ossessionato dalla lunghezza?
04/02/2012 - Il premier scopre i sondaggi con cadenza bisettimanale Per qualcosa, a Palazzo Chigi non è cambiato moltissimo nonostante il passaggio dalla gestione Berlusconi alla gestione Mario Monti: ovvero, la politica dei sondaggi. E’ diventato quasi leggendario il senso del Cavaliere
Il premier scopre i sondaggi con cadenza bisettimanale
Per qualcosa, a Palazzo Chigi non è cambiato moltissimo nonostante il passaggio dalla gestione Berlusconi alla gestione Mario Monti: ovvero, la politica dei sondaggi. E’ diventato quasi leggendario il senso del Cavaliere per le interrogazioni demoscopiche; pare che anche il professore milanese abbia sentito la necessità di interrogare l’opinione pubblica sulle scelte più delicate del suo governo.
SONDAGGI – Lo riporta il Corriere della Sera.
Non c’è dubbio che Monti abbia già fatto uso dei sondaggi, in più occasioni. Presentando le liberalizzazioni, per esempio, si è notata una sua puntualizzazione sulla riforma, che «sarà pure osteggiata dalle categorie interessate, ma piace alla stragrande maggioranza dei cittadini». I dati di una ricerca lo confortavano in tal senso. Persino le sue perplessità sulla candidatura italiana alle Olimpiadi non sono dettate solo da ragioni diplomatiche e da valutazioni sui risvolti economici del progetto, ma sono sostanziate anche dai risultati di uno studio. Perché sarà pur vero che il 65% dei cittadini è favorevole a ospitare i Giochi del 2020, ma la percentuale scende ben al di sotto del 50% quando si parla della necessità di investire soldi dello Stato: in questa fase l’opinione pubblica è poco propensa alla spesa e molto preoccupata dello spreco.
In base ai sondaggi Monti capisce quanto e come premere l’acceleratore.
Non è casuale se—dopo aver varato la riforma draconiana delle pensioni — l’esecutivo ha rallentato il passo sulla riforma del mercato del lavoro, che incontra scarsi consensi tra i cittadini. Così come non è casuale se il premier continua ad andare in tv, parlando ogni volta del provvedimento «inevitabile », come a voler preparare il terreno. Certo, sospira Bersani, «in tv ci va tante volte». «L’avessi fatto io…», sorride Berlusconi.
QUESTIONE DI DETTAGLI – La differenza sostanziale, però, riporta il Corriere, fra Monti e Berlusconi, è lo spirito con cui il premier legge i suoi report (che sono, innanzitutto, quindicinali e non settimanali).
C’è una differenza sostanziale tra il Cavaliere e il suo successore, è la differenza che passa tra il politico e il tecnico, tra la ricerca del consenso e la ricerca dell’assenso, e che consente a Monti di esprimersi anche in modo «politicamente scorretto». La battuta sulla «monotonia del lavoro fisso», è stata analizzata dalla Ghisleri, i cui sondaggi sono vangelo per Berlusconi. Ebbene, secondo la responsabile di Euromedia research non si sarebbe trattato di una gaffe: «Piuttosto Monti ha evidenziato una realtà conosciuta soprattutto dai giovani. Ha rivelato una verità che non si può raccontare, e che per i politici è tabù. Se l’ha detta è perché non è alla ricerca del consenso». Appunto, è l’assenso che interessa al premier. Ogni volta che gli consegnano i report, Monti sottolinea come sia preoccupato di capire se, e in che misura, un provvedimento abbia prodotto «risultati percepiti» nell’opinione pubblica. Ecco il motivo per cui c’è una forte oscillazione nell’indice di gradimento settimanale per il premier, dai tre ai sei punti percentuali, come risulta anche dall’ultima rilevazione di Mannheimer, che al fixing di ieri dava in risalita Monti: «Dal 53% al 58%». Secondo Pagnoncelli questi sbalzi «non si erano mai registrati negli ultimi venti anni. Il punto è che il giudizio sull’operato del governo e del premier è oggi libero della zavorra del tifo, cioè dell’appartenenza politica a uno schieramento».













che facce di merda, specialmente lei
complimenti “nu”, mi è capitato raramente di leggere un commento così argutamente articolato e utile a capire meglio i contenuti dell’articolo.
Caro luigi è il tuo commento che è inutile. Non c’è l’obbligo d’essere “argutamente articolati” nel esprimere un sentimento o una sensazione. Nu, a mio parere, è stato chiaro, trasparente e la sua emozione può essere del tutto condivisibile.
ops …. nell’esprimere (refuso – nel dichiarare)
Complimenti per il commento
a si? ma lei, la ministra, è li per tentare di fare qualcosa anche per te, dopo 18 anni di allegra compagnia tra p2-3-4, mafie e fascisti. e tu invece sei li, davanti al tuo pc, mac o palmare, a fare una sega e scrivere le uniche cose che il tuo ormai disidratato encefalo riesce a elaborare ancora, le minchiate! Buon fine settimana!
Per il calcolo delle probabilità UNA volta una di queste agenzie di sondaggio avrebbero dovuto sentire anche me ed invece nisba ; allora spero che ci sia qualcuno che legga a Monti i commenti sui siti dei cittadini perchè se fosse cosi scoprirebbe che l’abolizione dell’articolo 18 NON piace specie se ci vogliono far credere che è la causa dei mancati investimenti in Italia : NON la corruzione, il ladrocinio sistematico, la burocrazia elefantiaca , la “prassi” tangentizia e via dicendo ma qualche centinaio di lavoratori che OSANO ricorrere in tribunale e chiedere il reintegro; siamo disperati e pronti ai sacrifici ma a farci prendere per i fondelli PROPRIO NO !!!!
Chi governa deve parlare con i giornalisti il meno possibile. Inizialmente Berlusconi era riuscito.