“Il consigliere grillino deve restituire i rimborsi”
03/02/2012 - Valentino Tavolazzi “condannato” dal sindaco e segnalato in procura Della storia di Valentino Tavolazzi, accusato di aver preso rimborsi dal comune di Ferrara di cui è consigliere, avevamo già parlato qui, tra l’altro cercando di ottenere una replica da lui
Valentino Tavolazzi “condannato” dal sindaco e segnalato in procura
Della storia di Valentino Tavolazzi, accusato di aver preso rimborsi dal comune di Ferrara di cui è consigliere, avevamo già parlato qui, tra l’altro cercando di ottenere una replica da lui contattando prima ripetutamente il suo portavoce, e poi lui stesso, senza mai ricevere risposta. Tavolazzi replicò con una risposta inviata a tanti giornali senza rispondere in alcun modo nel merito a quanto gli veniva chiesto, e ci aveva poi accusato di non averlo chiamato in una nota a noi dedicata, alla quale abbiamo risposto pubblicando l’sms, uno dei tanti modi con cui abbiamo cercato di contattarlo inutilmente. Oggi, scrive il Resto del Carlino nell’edizione di Ferrara, il sindaco ha emesso la sua “sentenza”: le richieste di rimborso di Tavolazzi sono irregolari:
Il sindaco Tagliani avvia la procedura per il recupero, nei confronti del civico Valentino Tavolazzi, di oltre 600 euro di indennità chilometriche per l’attività di consigliere comunale; e per quanto riguarda il ‘giallo’ della residenza, è stata «inoltrata segnalazione alla Procura perché verifichi l’eventuale sussistenza di ipotesi di reato». Nella risposta all’interpellanza dei consiglieri comunali Francesco Portaluppi e Simone Merli (trasmessa ieri anche alla comandante della Polizia Municipale Laura Trentini e ai dirigenti Arianna Zanelli, Donato Benedetti e Edoardo Nanetti), il sindaco conferma di fatto in toto la linea accusatoria del Pd; anzi, aggiunge elementi nuovi — a seguito di sopralluoghi e verifiche degli uffici comunali — soprattutto sulla questione della residenza di Tavolazzi. Com’è noto, il capogruppo di Progetto per Ferrara ha chiesto per oltre un anno (dall’ottobre 2010 a fine 2011) i rimborsi chilometrici da Francolino, pur risiedendo in via Calcagnini. Grazie all’abitazione in centro ha ottenuto due pass per la Ztl. Tagliani, nella nota, conferma il riscontro di doppi rimborsi chiesti (forse per errore) al Comune, ma anche il gettone per partecipare ad una visita a Palazzo dei Diamanti: «Secondo la Corte dei Conti ciò non rientra tra le fattispecie ammesse a rimborso», scrive il sindaco. Ma la vicenda, l’esposto, ed ora la richiesta di risarcire il Comune si lega alla residenza; «a seguito dell’interpellanza Tavolazzi ha ribadito alla stampa di aver sempre mantenuto ‘la sua abituale dimora in via Calzolai’».
Le indagini infatti hanno dimostrato che nella casa in questione Tavolazzi in realtà non abitava:
A SEGUITO DI QUELLO che il sindaco chiama «contrasto», il 18 gennaio scatta l’ispezione dei vigili. «Sentita una vicina di casa di via Calcagnini — riferisce Tagliani — è emerso che ‘l’appartamento è stato occupato per setteotto mesi da una persona che si è trasferita altrove’, e che ‘lo stesso Tavolazzi non ha mai abitato stabilmente nell’appartamento’». UN VEROe proprio colpo di scena, nella vicenda (segnata da accuse e veleni di natura politica da parte dei sostenitori del ‘grillino’, e da un’inedita efficienza dei dirigenti comunali): proprio alla luce di questo controllo, il civico è stato chiamato dagli uffici (sotto minaccia di cancellazione anagrafica) per chiarire una volta per tutte dove risieda.
Non solo: sempre a proposito di quanto detto ai media (non a noi, ovviamente,), il Carlino scrive:
Il 24 gennaio, di fronte alla dirigente e ad un funzionario dell’Anagrafe, «Tavolazzi ha dichiarato, contrariamente a quanto comunicato ai mezzi di informazione — aggiunge il sindaco —, che ‘è sua ferma intenzione mantenere la sua residenza in via Calcagnini, considerata prevalente rispetto a quella di via Calzolai dove risiede la moglie e dove ha sede la società Tcm sas di cui è socio». Perciò Tavolazzi va considerato un residente in centro storico: di qui la ‘sentenza’ di Tagliani che sulla scorta dei documenti — una quindicina di pagine di atti, pareri e allegati — dichiara che è stata avviata la procedura per ottenere il rimborso delle indennità percepite da Tavolazzi. Una curiosità: quest’ultimo potrà evidentemente opporsi e far valere le proprie ragioni. Ma qualora avviasse un contenzioso legale nei confronti del Comune, a termini di statuto decadrebbe imme













un capro espiatorio!!!!
1) Taranto: Un mese di carcere per ogni gamberone rubato. Totale: due anni e due mesi di reclusione.
2) Lodi: Un uomo è stato arrestato per aver rubato 1 euro di prosciutto al supermercato.
3) Arezzo: Venticinquenne è stato condannato a due anni di carcere per aver rubato una scatola di cioccolatini dagli scaffali.
4) L’Aquila: Condannato a leggere per avere rubato dei libri. Per evitare il quasi certo rinvio a giudizio con l’accusa di furto il ragazzo è stato “condannato” a leggere quattro opere di narrativa e a chiedere scusa all’antiquario.
5) Palermo. Un ambulante condannato per aver rubato vestiti usati da una campana di raccolta. “Servivano per i miei figli”
Mi chiedo, le sopra esposte condanne sono state inflitte perché hanno rubato poco o perché i reati per quanto tali vanno perseguiti (furto, falso, appropriazione, ecc.)?
Non so se ha davvero “rubato” 600 euro, se l’ha fatto, ha rubato quello che ha potuto. Se avesse potuto “rubare” di più avrebbe forse “rubato” di più.
Ma mi fa più senso chi lo difende: ricorda molto il comportamento del PDL nei confronti dei suoi inquisiti.
Non sai se ha davvero “rubato” 600 euro…. (e tra l’ altro è comunque anmcora una sentenza dubbia) e ti permetti di dire che avrebbe potuto rubare di più? Ti rendi conto della mancanza di LOGICA nella tua affermazione?
Non so se è un ladro ma ha rubato meno di quel che avrebbe potuto se ci fosse stato di più da rubare…. minchia che ragionamento! Prima per lo meno sii certo che abbia rubato!
Comunque la legge dice questo: http://legaleconsulenza.it/pubblica-amministrazione-on-line/79-domicilio-residenza-iscrizione-anagrafica-della-persona-senza-fissa-dimora-consulenza-legale-on-line.html
http://www.tuttostranieri.org/forum/il-comune-residenza-certificazioni-ecc/differenza-tra-domicilio-residenza-e-dimora/
“La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale [dove abita, dove STA e di solito dorme la notte e da dove si Sposta]
Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi [un luogo dove svolge un attività lavorativa o altro come per esempio un attività POLITICA]
le due fatispecie possono NON essere coincidenti e in molti casi NON lo sono.
UNA testimone del luogo dove ha il domicilio afferma di averlo VISTO QUALCHE VOLTA (cit. “*non ha mai abitato stabilmente nell’appartamento*”)
QUI: http://www.giornalettismo.com/archives/186655/il-consigliere-grillino-e-quei-rimborsi-rubati-a-ferrara/5/
si indica però un testimone del fatto che la dimora abituale è a Francolino.
I problemi nascono principalmente da 2 fatti:
1) non dichiara la separazione tra residenza (Francolino) e Domicilio (Ferrara)
2) Rilascia una dichiarazione contraddittoria in cui dice che “è sua ferma intenzione mantenere la sua residenza in via Calcagnini”.
tuttavia potrebbe essersi sbagliato nel rilasciarla…
domanda questo basta per una condanna? Dal Sindaco poi….
potrebbe benissomo aver semplicemente commesso una leggerezza in buonafede, quindi mi sembra che si sia lontani dall’ aver chiarito la faccenda.
POi vero o falso che sia è evidente l’ interesse partitico nell’ alzare questo polverone per poco anche se questo poco ha una certa rilevanza morale… se VERO, cosa che NON mi pare affatto dimostrata.
quindi perchè stupirsi di un tale difesa ad oltranza?
http://www.anticasta.org/2011/12/come-creare-un-movimento-carismatico.html
il grillino ha eseguito una prova tecnica di furto impunito. ed ha iniziato con una bazzecola di euro, poco più di una pensione di uno dei tanti italiani che hanno lavorato per 40 anni.
Pazientate e vedrete che la prossima truffa non sarà una bazzecola e accontenterà i buonisti che mi precedeno in questa pagina. Probabilmente il ladruncolo sta facendo anche le prove tecniche per il suo ingresso in parlamento dove si possono rubare milioni e non vedere, nemmeno alla lontana, la facciata della galera.
Però… rilevo che la macchina del fango si sta smontando da sola, leggo che il pass e la residenza anagrafica dopo nuova verifica da parte dell’ufficiale dell’anagrafica è regolare, quindi era regolare anche prima a differenza di quanto scritto dai pennivendoli, ora, mi sembra di capire che bisogna stabilire se i rimborsi richiesti ( non rubati ) dall’ abitazione di domicilio abituale sono dovuti oppure no come “sentenzia” il Sindaco ( che non è un giudice ) il quale sostiene che sono dovuti solo dalla residenza anagrafica. La giurisprudenza ( Corte dei Conti e Cassazione) ha già chiarito che i rimborsi sono dovuti per viaggi veramente sostenuti anche dalla residenza del domicilio abituale, vediamo se viene riconfermata dalla procura. Aspettiamo la fine.
E’ incredibile! Se uno ruba, non per fame, 10 E o 100 E è la stessa cosa. Sempre ladro è. Sia se ha la maglia grillina, o quella bianca, o quella rossa o quella nera. Non si cambia il mondo usando gli stessi sistemi di quelli che si vogliono sostituire. Vi sono dei valori etici fondamentali senza i quali la società umana non può farne a meno se non si vuole tornare indietro.
D’accordissimo con caspaolo un ragionamento che non fa una pecca, in particolare per i rei confessi o i condannati in via definitiva, per esempio il reo confesso senatore del PD che ha utilizzato i rimborsi elettorali per acquistare appartamenti e finanziare con 4 milioni di euro le primarie del PD ( che schifo utilizzare soldi pubblici per interessi privati e di partito, altrochè ghigliottina servirebbe se fosse confermato) , ”Ho dato 4 milioni di euro a Franceschini per la sua campagna da segretario”, ovvio che è tutto da verificare, quindi prima di dare giudizi e sentenze affrettate è meglio aspettare la conclusione delle indagini, ci sono 3 milioni di euro dei 13 spariti che non si sa che fine hanno fatto.
Come si vede che il Movimento a 5 stelle comincia a fare davvero paura ! Però, non lasciamoci spaventare per così poco e accettiamo anche qualche piccolo rischio; B. Brecht diceva : Solo gli imbecilli non lasciano la casa che si sta incendiando perché fuori piove !
Non credo che il movimento possa garantire che tutti gli aderenti siano persone oneste certamente si garantisce che la disonestà non sarà eletta a sistema .