La mamma che ha annegato il figlio

03/02/2012 - Laura Pettenello accusata di aver ucciso il bimbo, che aveva solo 16 mesi La storia la racconta Cristiana Mangani sul Messaggero, ed è la conclusione (per ora) di un racconto cominciato questa estate. I cui risvolti sono agghiaccianti: Lo ha

     
 

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Laura Pettenello accusata di aver ucciso il bimbo, che aveva solo 16 mesi

La storia la racconta Cristiana Mangani sul Messaggero, ed è la conclusione (per ora) di un racconto cominciato questa estate. I cui risvolti sono agghiaccianti:

Lo ha tenuto sott’acqua dai cinque agli otto minuti, perché lei, in quelmomento,desiderava solo chemorisse.Laura Pettenello, la mamma di 45 anni, accusata di aver ucciso il figlio di 16 mesi annegandolo nel mare della Feniglia lo scorso agosto, voleva provocare la morte del piccolo Federico. Lo dicono i risultati della perizia effettuata dal consulente del gip diGrosseto, Marco Mezzaluna, che ha depositato la sua relazioneunpaio di giorni fa in Tribunale e che saràdomaniin aula per illustrare le conclusioni alle quali è arrivato. Tre i quesiti rivolti dal giudice al professor Vittorio Fineschi, medico legale, già nominato dalla famiglia di Stefano Cucchi per tentare di fare chiarezza sulle dinamiche di quell’altra spinosa vicenda. Il gip voleva sapere se il bambino era già mortoquando lamammalo ha disteso sulla sdraio sotto l’ombrellone dello stabilimento, moltotempoprimadidecidere di portarlo in ospedale. E la risposta del consulente è stata chiara: «Almomento dell’arrivo in spiaggia il piccolo era morto. Non ci sarebbe stato più niente da fare». I tempi del decesso, poi, sono stati lunghi perché i bambini hanno una grande resistenza respiratoria, fino a quattro, cinque minuti. Federico, però, è rimasto sott’acqua dai cinque agli otto, e per lui non c’è stato scampo. Del resto questa creaturina aveva già in passato mostrato una grande capacità di sopravvivenza.

La mamma avevatentato di ucciderlo cinque mesi prima, a marzo 2011, mentre faceva il bagnetto nella casa a Roma Nord:

Poi una telefonata della famiglia ha spezzato il momentodi follia, è stato chiamato il 118 e Federico si è salvato.MaLaurahacontinuato amaturare nei suoi confronti quel malessere esasperato che l’ha fatta diventare un’assassina. Unapazziapiùmanifesta che silenziosa la sua, tanto che era anche in cura da uno psichiatra che aveva avvertito la famiglia della gravità della situazione e della necessità di unricovero.Per questaragione il marito, Lorenzo Cassinis è stato indagato dal procuratore di Grosseto, Franco Verusio, per concorso in omicidio. Proprio perché ha sottovalutato la situazione o ha volutonon rendersene conto fino in fondo. Laura Pettenello è stata arrestata perché ritenuta pericolosa per gli altri figli e perché avrebbe potuto compiere atti di autolesionismo. In seguito è stata trasferita in un luogo più adatto al suo stato di salute.

Verrà sottoposta a perizia psichiatrica, per stabilire la sua capacità di intendere e di volere:

Ai pm e al gip, durante l’interrogatorio di garanzia, ha continuato a ripetere la versione iniziale, e cioè che Federico era caduto in mare mentre lei tentava di fissare il pedalò a una boa. «Non l’ho ucciso – ha insistito – aveva vomitato il latte che aveva preso da poco a colazione, gli era uscita dell’acqua dal naso, perché aveva bevuto, ma poi si era calmato, e a me sembrava dormisse». Invece era già morto, e quando è arrivato all’ospedale di Orbetello nonc’è stato più niente da fare. I genitori raccontano che desiderava moltissimo avere questobambino.Anchese, alla stessa pediatra che lo aveva in cura, aveva confessato: «Prendilo tu in adozione, io non resisto». E con i parenti era sbottata:«Toglietemelodimezzo questo ragazzino, oppure lo ammazzo».

     
 

6 Commenti

  1. gigi scrive:

    dopo i 40 anni le neomamme andrebbero obbligatoriamente affiancate da uno psichiatra per valutarle e per togliere prontamente i figli al primo segno di squilibrio mentale

    • alessia scrive:

      ti do ragione, e comunque, credo che in ogni caso magari, bisognerebbe sottoporre chiunque a controlli periodici obbligatori…

      • gigi scrive:

        i controlli a tappeto su tutta la popolazione sono irrealizzabili.. le risorse andrebbero concentrate dove ci sono situazioni di rischio, come appunto una madre attempata con un bambino piccolo

  2. nadia scrive:

    veramente ci sono mamme squilibrate anche a 20 anni!!!! sono d’accordo per indagare anche il marito in concorso in omicidio, queste cose non vanno mai trascurate!!!!
    Mi dispiace molto per il piccolo, che ha avuto la sfortuna di nascere in una famiglia simile (visto che già in precedenza la madre aveva provato a farlo fuori!); e pensare che ci sono tantissime famiglie che non possono avere bambini!!!

    • pestilenza scrive:

      Ma sì, oltre al marito annotiamo sul registro degli indagati anche suo fratello,cugini , vicini di casa e se avanza spazio anche tutti i bagnanti presenti in spiaggia. Perché non recuperiamo 50000 firme per un’ iniziativa di legge che proibisca alle “donne” oltre i 35 anni di moltiplicarsi? Spero che diano l’ergastolo a questa lucida assassina.Anche recidiva? Poveretta, la prima volta che non ce l’ha fatta ad ucciderlo.

  3. Lady scrive:

    Se non si sentono madri non devono generare, se in seguito al parto ormai dicono che esiste (ai miei tempi non c’era) il trauma post parto,allora era una tragedia annunciata,il marito dov’era? Cosa gli è stato raccontato al primo tentativo di omicidio , il piccolo avrà avuto delle reazioni cosa ne è venuto a sapere? Se è tutto passato in sordina non è nemmeno lui un buon genitore…

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