Responsabilità civile dei giudici, un disastro tutto italiano

03/02/2012 - Con la norma votata ieri alla Camera il nostro sistema giudiziario rischia il caos. All’estero forti tutele per le toghe L’emendamento leghista che ieri ha incassato il parere favorevole della Camera e che mira ad introdurre la responsabilità civile di

     
 

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Con la norma votata ieri alla Camera il nostro sistema giudiziario rischia il caos. All’estero forti tutele per le toghe

L’emendamento leghista che ieri ha incassato il parere favorevole della Camera e che mira ad introdurre la responsabilità civile di magistrati sarà cancellato. C’è da giurarci. La norma passata a Montecitorio nella discussione su una legge comunitaria, infatti, se approvata definitivamente, getterebbe nel caos l’intero sistema giudiziario innescando una serie infinita di controversie tra cittadini indagati e poi assolti alla fine di un processo e aumentando a dismisura il carico, già difficile da smaltire, di lavoro che grava sui nostri tribunali.

L’IMMUNITA’ AMERICANA - Non è un caso che all’estero la responsabilità civile per i giudici in qualche caso è fortemente limitata, in altri è  completamente assente. Negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Canada ed Isreaele, ad esempio chi indaga gode dell’immunità assoluta per gli errori commessi nelle proprie funzioni decisiorie. In Germania la responsabilità civile si limita alle ipotesi di reato. Nei Paesi Europei come Francia, Paesi Bassi e Svizzera, così come raccomanda la ‘Carta Europea sullo Statuto dei Giudici’ firmata nel 1998 a Strasburgo, invece, i cittadini che si sentono danneggiati possono ricorrere in sede civile solo ed esclusivamente contro lo Stato, e poi, successivamente lo Stato, ma in forma limitata, può, citare i giudici responsabili dell’errore.

IN EUROPA – Sulle posizioni assunte al riguardo dalle democrazie europee è stato molto chiaro il Corriere della Sera In Gran Bretagna le toghe non rispondono degli atti sottoscritti nell’esercizio delle loro funzioni. Principio dell’”immunità giudiziaria”, lo chiamano i giuristi. In Spagna i cittadini offesi possono fare causa a Stato e magistrati e risarcire il danno soltato dopo che un Tribunale abbia preliminarmente stabilito che ricorra colpa grave o dolo. E’ grossomodo lo stesso che accade in Francia, dove lo Stato ha la possibilità di chiamare in causa il giudice solo in caso di mancanza intenzionale “particolarmente grave”. Molto più netta è invece la posizione dei Paesi Bassi, dove lo Stato non ha alcun diritto di rivalsa nei confronti del giudice resposabile di aver con la sua decisione danneggiato un cittadino. In Italia, ad oggi, lo Stato può rivalersi nei confronti del danneggiato ma solo entro il limite di un terzo di annualità dello stipendio.

IN ITALIA - L’emendamento dell’onorevole Gianluca Pini, approvato dai partiti che componevano la maggioranza berlusconiana, Pd e Lega Nord, e da una schiera di deputati della vecchia opposizione, metterebbe l’Italia in una posizione diversa dagli altri paesi europei. Il testo stabilisce che “chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento” di un magistrato “in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia”, possa rivalersi facendo causa per ottenere un risarcimento danni sia allo Stato che al magistrato. A differenza di altri paesi, come la Spagna, in cui – ripetiamo – il magistrato può essere citato per dolo o colpe gravi, in Italia, insomma, sarebbe possibile, con l’eventuale entrata in vigore della norma, far causa per la generica “manifesta violazione del diritto”. Ed abolendo il limite economico della sanzione previsto attualmente.

LA TUTELA NECESSARIA – Il perché i giudici godano di tutele anche relativamente ad errori commessi non è un mistero. Come ha spiegato il professore di diritto civile Pietro Trimarchi, “l’ attività decisoria del giudice presenta caratteristiche che non consentono di assimilarla all’esercizio di altre funzioni e professioni, perché interviene a risolvere situazioni litigiose e perciò implica sempre e necessariamente un «danno» per la parte soccombente; inoltre deve basarsi su valutazioni di prove e interpretazioni giuridiche che, proprio perché si tratta di situazioni controverse, sono assai spesso soggette a discussione”.

LE DISTORSIONI SULLE PROFESSIONI - Tutte le volte che si è irrigidita la disciplina per le responsabilità civile dei professionisti, sono nati spiacevoli fenomeni. Come quello della “medicina difensiva”, verificatosi negli Usa. Quando sono state applicate in maniera severa le norme che puniscono i medici per le scelte sbagliate, il numero delle prescrizioni mediche e delle terapie è sensibilmente aumentato. Ovviamente perché ogni professionista, per scongiurare il rischio di contestazioni successive cause per danni, ‘costringeva’ i pazienti al massimo numero di accertamenti possibile. Questa strategia dei medici ha causato conseguenze inaspettate, come l’aumento dei costi della sanità, i maggiori rischi per la salute, ad esempio per l’eccessivo numero di radiografie e test a lungo tempo dannosi, l’incremento delle tariffe mediche perchè i professionisti provvedevano a sottoscrivere assicurazioni che li proteggevano dal rischio di pagamento di risarcimenti.

GLI AVVOCATI ALLA CACCIA DI DANNEGGIATI - Gli episodi tipici della “medicina difensiva” si sono verificati anche in Italia quando è stata introdotta la responsabilità civile dei medici. Sono lievitate le spese ed è diventato più difficile accedere a cure e accertamenti costosi da parte di chi ne ha veramente bisogno. Nel caso della giustizia le distorsioni potrebbero essere ancora più gravi. Qualche avvocato potrebbe trovare nuovi clienti lanciando la caccia ai danneggiati e lanciare l’assalto ai giudici. E dare così maggiore impulso al circolo vizioso delle cause che si accumulano sulle cause.

     
 

11 Commenti

  1. BASTARDOPOLI scrive:

    E se qualcuno avesse ancora dei dubbi che, oltre a quelli conclamati di pdl e lega, nel nostro parlamento siedono abusivamente tanti mafiosi e delinquenti in genere, la recente votazione a maggioranza della Camera, per la “legge anti-giudic”i, lo ha ampiamente e inequivocabilmente dimostrato. Ed ecco a voi…. “Bastardopoli”!

    • Giulio scrive:

      A proposito di bastardopoli, non interessa sapere se ci sono più figli di .. tra i politici o fra i giudici. Facciamo pari?

  2. nicholas scrive:

    ci sono dei casi limite in cui il comportamento doloso del togato, abbia causato danni irreversibili. ricordo ancora la storia dell’omicidio del bevimarket a cagliari, l’allora pm mura si inventò un colpevole senza lo straccio di una prova, ma leggetevelo voi: http://www.aldoscardella.it/continua.html causando la morte di un giovane studente. inutile dire che il pm in questione fece una carriera brillante, quando è palese che andasse destituito e spedito a raccogliere pomodori.
    e questo è solo uno, vi invito a leggere” magistrati l’ultracasta”, di stefano liviadotti, che non è certo uomo di destra, ne scoprirete delle belle.
    ora, non dico che i togati debbano pagare per controversi del cazzo come liti condominiale, ma, anche nei casi in cui in 10 anni non trovino il tempo di depositare le motivazioni di una sentenza, vanno rispediti a casa, e giacchè il loro operato è autoreferenziante, in quanto sono essi stessi i controllori, è evidente che qualcosa non funzioni.

  3. Giampaolo Romanello scrive:

    In molti stiamo ancora aspettando che il giudice che ha condannato “a morte” Tortora,
    per ignoranza, ignavia o sordido calcolo politico, sia adeguatamente punito ante o post
    mortem.
    Comunque o il consiglio della magistratura si darà regole oneste e specifiche per giudicare
    e tempi giusti per esaminare i casi dei suoi membri accusati di mala giustizia (non la buffonata che accade oggi) oppure noi cittadini abbiamo tutto il diritto di invocare un altra sede di giudizio e pene adeguate per questi casi.

  4. Mario Monta scrive:

    non ho capito il titolo quale sarebbe il disastro, la responsabilità civile o i giudici?
    ricordo all’autore dell’articolo che gli italiani si sono già espressi in merito con un referendum, per poi essere ingannati con la legge Vassalli
    comunque nessuno è obbligato a far causa al giudice, per cui se l’autore dell’articolo ha piacere di finire in carcere per il capriccio di qualcuno, e poi vuole mandargli per ringraziamento un bel regalo faccia pure
    ma gli italiani hanno già deciso che non vogliono ringraziare, e i referendum vanno rispettati
    NO A CASTE E COSCHE!

  5. stefano il "Rieducatore" scrive:

    non diciamo cazzate, per favore……..che i giudici PAGHINO per le loro CAZZATE!
    Un Paese civile lo avrebbe fatto da decenni………..e poi il popolo si era già espresso!!!

  6. Luca Bagatin scrive:

    Chi sbaglia deve pagare e non è giusto che, se un giudice sbaglia, debba essere lo Stato a rimetterci.
    Viva Enzo Tortora !
    Viva la giustizia giusta !
    Abbasso i suoi aguzzini (che hanno fatto carriera, senza mai pagare) !

  7. franco arcuri scrive:

    Nessuno deve pensare che se un cittadino viene assolto in appello dopo essere stato condannato in primo grado questo voglia dire che il giudice di primo grado debba per questo pagare qualcosa: il Giudice deve poter liberamente valutare i fatti, MOTIVANDO giuridicamente e logicamente il suo giudizio.
    E nessuno pensi la stessa cosa quando in giudizio viene assolta una persona che era stata attinta da Ordinanza cautelare: per la condanna occorre la CERTEZZA della responsablità mentre per l’Ordinana cautelare è sufficiente l’ALTA PROBABILITA’:
    Il discorso è ben differente.
    E’ giusto che se un cittadino comune viene danneggiato da un cittadino Magistrato che ha agito con dolo, colpa grave o in palese violazione della legge, a risarcirlo economicamente siano gli altri cittadini (e quindi anche i cittadini magistrati onesti) e non il cittadino magistrato fellone?
    E visto che a stabilire se il cittadino che è entrato in magistratura si sia comportato da Giudice o da fellone saranno altri suoi colleghi magistrati, e non i politici, COME MAI TANTA PAURA?
    Che il magistrato fellone abbia paura è comprensibile. Non si comprende invece la paura della stragrande maggioranza dei magistrati che CERTAMENTE felloni NON sono,
    Vi è però un problema.
    Evitare che la stragrande maggioranza di magistrati, che svolge con la massima serietà il proprio lavoro possa essere distolta nella sua attività in ragione di iniziative temerarie che , per quanto destinate all’insuccesso, li costringerebbe a perdere tempo prezioso per predisporre una linea difensiva.
    Ma anche questo è un problema superabile: potrebbe ipotirrasi una udienza filtro nella quale altri Magistrati valutino se la richiesta abbia o meno fondamento, sanzionando severamente eventuali azioni temerarie.
    Ai normali cittadini il fatto che il cittadino magistrato che disapplicando in maniera manifesta la legge o agendo con dolo o colpa grave arrechi danni al cittadino comune debba poi rispondere personalmente e realmente del danno causato, non può che fare piacere, costituendo una ulteriore forma di garanzia e di rispetto della legge.
    Vogliamo vivere in un regime democratico, in cui vige la certezza del diritto o in un regime parademocratico avendo al posto del Sovrano assoluto (cioè non vincolato alla legge) un cittadino assoluto, superiore agli altri cittadini, anch’esso NON vincolato alla legge, non per volontà divina ma in quanto ha vinto un pubblico concorso?
    I lamenti di una certa sinistra NON li capisco.
    Ricordando che però sono gli stessi della consociativa legge Vassalli (PSI-DC-PCI), che affossò di fatto la volontà popolare emersa dal referendum, il fatto non mi meraviglia.
    E siccome la stragande maggioranza dei magistrati non si fa corrompere, la loro tentata captatio benevolentiae non sortirà alcun esito. DC e PSI docet.
    E ad ai magistrati onesti, che ripeto costituiscono la stragrande maggioranza, rivolgo un solo invito: Ragionate da cittadini. Ricordare di avere anche voi dei figli, dei nipoti, che potrebbero anche loro un giorno avere a che fare con qualche magistrato fellone.

  8. Tony77 scrive:

    Mi sarebbe piaciuto e avrei trovato corretto che aveste riportato nella notizia che la ipotesi di risarcimento da parte dei magistrati si configura nei soli casi di DOLO o COLPA GRAVE: tipo la consapevolezza e l’intenzione di commettere un atto o redigere una sentenza palesamente erraata e riconosciuta come al solo fine di favorire una parte; oppure il diniego di giustiZia non depositando in tempo un atto al fine di danneggiare una parte, oppure omettendo di fare atti del proprio ufficio…. Ecc… il requisito è DOLO E COLPA GRAVE ( non lieve che pertanto è esclusa).

  9. el azzaharita scrive:

    quando si tratterà di affrontare processi importanti, qual giudice avrà abbastanza soldi per ‘permetersi’ di esercitare il proprio mandato? Un’altra concessione a berlusca? SI! Nel nome di Allah! potente e misericordioso.

  10. pino_46 scrive:

    l’emendamento approvato dalla Camera, per iniziativa del deputato leghista Pini è stato respinto, il plenum del Csm ha bocciato l’emendamento in tema di responsabilità civile del magistrato. Voti: 19 i voti a favore, un astenuto e tre contrari.

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