L’alba dei cyber scarafaggi
03/02/2012 - Un team di ricerca impianta degli elettrodi negli insetti: esperimento riuscito Gli elettrodi che il team di ricerca coordinato dal professor Daniel Scherson alla Case Western Reserve University ha impiantato dentro delle blatte non fanno male all’insetto, e servono perfettamente
Un team di ricerca impianta degli elettrodi negli insetti: esperimento riuscito
Gli elettrodi che il team di ricerca coordinato dal professor Daniel Scherson alla Case Western Reserve University ha impiantato dentro delle blatte non fanno male all’insetto, e servono perfettamente al loro scopo: creare ed imbrigliare elettricità da utilizzare per gli scopi più disparati, anche, ad esempio, per dare ordini al piccolo cervello dell’insetto. Così da creare un cyborg, il primo della storia: altro che fantascienza.
CYBORG – Lo studio è stato pubblicato dal Journal of the American Chemical Society ,e Scherson sembra fare sul serio. “Costruire un insetto dal nulla non è affare semplice”, scrive Scherson: “Meglio usare un insetto già esistente. Per qualcosa del genere, c’è bisogno di energia elettrica per dare energia ai sensori, o di eccitare i neuroni per far sì che gli insetti facciano quel che tu vuoi, generando abbastanza potenza dall’insetto stesso”. Il che, per gli scarafaggi, è possibile: “Gli scienziati hanno impiantato una biopila dentro il sistema circolatorio dell’insetto”.
QUESTIONE DI ENZIMI - “La chiave è usare enzimi in serie nell’anodo. Il primo enzima, il trealosio, che lo scarafaggio produce costantemente dal suo cibo, rompe lo zucchero, trasformandolo in due monosaccaridi. Il secondo enzima ossida il monosaccaride, rilasciando elettroni. La corrente fluisce mentre gli elettroni sono attirati nell’anodo, dove l’ossigeno dall’aria prende gli elettroni e viene ridotto ad acqua”, scrive il blog dell’università. Inserire questo sistema nel sangue degli scarafaggi è possibile, perché il sistema circolatorio è aperto e non c’è la pressione che invece c’è nei vertebrati. Inserito la batteria, l’insetto non soffre e continua a vivere la sua vita normale. Insomma, siamo alla nascita dei primi organismi sinto-biologici?











