Le trans in guerra contro la polizia di New York

02/02/2012 - I violenti metodi utilizzati nei confronti delle transessuali sono oggi oggetto di polemica La Polizia di New York incatena i trans a recinzioni e pali durante la loro custodia. Ne parla Jezebel. NON E’ BONDAGE - Una transessuale ha confermato

     
 

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I violenti metodi utilizzati nei confronti delle transessuali sono oggi oggetto di polemica

La Polizia di New York incatena i trans a recinzioni e pali durante la loro custodia. Ne parla Jezebel.

NON E’ BONDAGE - Una transessuale ha confermato che, dopo esser stata fermata per un reato minore in metropolitana, i poliziotti del dipartimento di New York l’hanno prima insultata, poi hanno chiesto il suo nome, informazioni riguardo il sesso e l’hanno tenuta ammanettata a una recinzione per 28 ore. Per questo, ha deciso di fare causa agli agenti. Temmie Breslauer è stata arrestata lo scorso 12 gennaio per aver usato l’abbonamento del padre. Uno degli agenti ha quindi chiesto al transessuale “se avesse un pene o una vagina”, mentre un altro si sarebbe messo a ridere nel sentire il suo nome.

A TE CHE PIACE? - Gli agenti poi si sarebbero rifiutati di rivolgersi al transessuale al femminile ma solo al maschile, almeno quando non la chiamavano “fighetta” o “Lady Gaga”. Sono poi arrivate domande dal seguente tenore: “Ma quindi ti piace succhiare il pene?”. In tutto questo gli altri “portoghesi” ricevevano la solita ramanzina e poi venivano mandati via. Una volta finito il trattamento è stata accompagnata dal giudice, che le ha imposto due giorni di servizi sociali. La cosa non è finita qui per Temmie, la quale dopo il trattamento ha sofferto di insonnia e di tentazioni suicide.

ALTRE MANETTE - Dal canto loro, gli agenti impegnati nell’operazione sono stati accusati di aver violato i diritti della transessuale. Questo caso si va a sommare a tutti gli altri che hanno visto protagonisti da un lato la polizia della Grande Mela, e dall’altro le trans. Lo scorso ottobre venne arrestato Justin Adkins, direttore del centro multiculturale al Williams College durante una manifestazione organizzata da “Occupy Wall Street”. Adkins, nella sua testimonianza, ha subìto lo stesso trattamento riservato a Temmie. Quando si son resi conto di avere a che fare con un trans, l’hanno ammanettato vicino a un water sporco.

SIATE MIGLIORI – La reclusione di Adkins è durata “solo” 8 ore e come “premio” ha avuto un braccio indolenzito. Justin ha poi confermato che la Polizia di New York aveva messo sotto indagine gli agenti protagonisti dell’arresto, ma ha anche detto che da parte della Polizia non è arrivata la minima scusa per quanto è successo. Adkins ha poi confermato che da parte sua “sta incoraggiando la Polizia di New York a trattare meglio i detenuti transessuali”. Non si tratta del primo caso. Già nel 2009 un gruppo di transessuali ha chiesto alla Polizia newyorkese di migliorare il modo di “approcciarsi” con loro, compilando una lista.

PROSTITUTA PER CASO – La lista chiede, ovviamente, che questi detenuti non vengano ammanettatil al primo posto che capita. Inoltre si cita un precedente del 2004, con una transessuale che fece causa alla Polizia newyorkese definendo i loro metodi incosituzionali e lesivi del diritti dei trans. Da quel precedente si è arrivati al caso di Ryhannah Combs, arrestata fuori da un negozio nell’estate del 2010 per “esercizio della prostituzione”. Ryhannah stava in realtà facendo delle commissioni. Un agente le disse pressapoco queste parole: “vedo donne come te girare sempre qua intorno. Non è perché tu sei vestita diversamente allora non sei una prostituta”. Dopo averla accusata di avere con sé 9 preservativi -eravamo a zero- ecco l’ammanettata. Stavolta però vicinio a un ascensore.

SONO PERSONE – Sharon Stapel, direttore esecutivo del progetto antiviolenza della città di New York, ha detto che la sua organizzazione “non sapeva” che il dipartimento di Polizia di New York avesse problemi con queste persone. Secondo la donna, il NYPD dovrebbe lavorare per evitare in futuro questo tipo di comportamenti. Dru Levasseur, avvocato specializzato nei diritti dei transgender, ha detto che un gruppo di colleghi sta cercando di convincere la polizia della Grande Mela a trattare diversamente i trans, evitando ad esempio di controllare come sono messe coi genitali. Al di là di tutto sarebbe importante che la polizia tratti i trans come persone. Arriviamo a questo, poi si vedrà.

     
 

1 Commento

  1. Claudia scrive:

    Bèh io in quanto transessuale posso dire che come voi sono rimasta scioccata con questo articolo, comunque vorrei farvi notare che non so il perchè gli aggettivi sono sempre messi nei nostri confronti al maschile.
    Secondo voi è giusto? è corretto?
    pensate!
    il rispetto si inizia anche dai piccoli accorgimenti.

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