“Noi, l’unico partito con un bilancio certificato”
02/02/2012 - L’onorevole Antonio Misiani, tesoriere del Pd, interviene sul caso Lusi. E rivendica la trasparenza dei propri conti “Una vicenda scioccante”. Così il deputato Antonio Misiani, tesoriere del Partito Democratico descrive l’inchiesta che ha travolto il senatore Luigi Lusi (foto a
L’onorevole Antonio Misiani, tesoriere del Pd, interviene sul caso Lusi. E rivendica la trasparenza dei propri conti
“Una vicenda scioccante”. Così il deputato Antonio Misiani, tesoriere del Partito Democratico descrive l’inchiesta che ha travolto il senatore Luigi Lusi (foto a sinistra), ex tesoriere della Margherita, accusato dalla procura di Roma di appropriazione indebita per aver sottratto 13 milioni di euro alle casse del partito. Raggiunto telefonicamente l’onorevole Misiani ci manifesta le sue preoccupazioni per il debole sistema dei controlli sui partiti. “Rischia di saltare il rapporto di fiducia con i cittadini”, dice. Poi tranquillizza i suoi: “Il Pd è l’unico partito che sottopone il proprio bilancio alla revisione e alla certificazione di una società indipendente”.
Onorevole Misiani, che idea si è fatto del caso Lusi? Umanamente si tratta di una vicenda scioccante, mi ha colpito molto. Avevo a che fare con Luigi Lusi nella sua qualità di tesoriere della Margherita. Politicamente l’idea che mi sono fatto è che – questo ed altri casi lo dimostrano – il sistema dei controlli è completamente da rivedere. In particolare i controlli esterni che in Italia sono deboli. I vincoli di trasparenza dovrebbero essere previsti per legge, come avviene negli altri Paesi Europei. In Italia ci sono delle norme, ma è il caso di rafforzarle, altrimenti salta per aria il rapporto di fiducia che i cittadini devono avere nei confronti dei partiti che utilizzano i soldi dei contribuenti.
Nella Margherita c’erano organo di vigilanza interna. Cosa non è andato nei controlli? E’ complicato. Poi non conosco bene l’organizzazione interna della Margherita. Ma i numeri sono macroscopici. E’ palese che qualcosa non ha funzionato.
E’ un po’ difficile che la responsabilità sia solo di Lusi, o no? Lusi aveva la firma sul bilancio del partito. I tesorieri hanno un’altissima autonomia. I dirigenti politici solitamente si interessano molto poco delle vicende finanziarie dei partiti. I bilanci in molti casi vengono discussi frettolosamente. Devo dire che, stando a quanto si leggeva sui giornali, l’ultima assemblea che ha discusso il bilancio della Margherita è stata abbastanza travagliata. Una discussione in realtà c’era.
Ritiene quindi possibile che gli altri non sapessero? Questo lo accerterà la magistratura. Aspettiamo per capire cosa è realmente successo. Evitiamo congetture.
Il furto di denaro di Lusi ha danneggiato economicamente o politicamente il Pd? Economicamente il nostro rapporto con la Margherita era un rapporto di pagamento di corrispettivi. Noi pagavamo il sub-affitto della sede, rimborsavamo le spese per la parte di nostra competenza per l’utenza dei servizi e qualche dipendente che era distaccato dalla Margherita. Punto. Poi dell’uso che ha fatto la Margherita delle sue risorse non è di nostra competenza discutere. Politicamente comprendo che molta gente fa fatica a comprendere che il Pd è una cosa e la Margherita un’altra.
Che garanzie hanno gli elettori del suo partito sulla gestione dei rimborsi elettorali e dei loro contributi? Il Pd è l’unico partito italiano che sottopone il proprio bilancio alla revisione e alla certificazione di una società indipendente, la PricewaterhouseCoopers, società che certifica il bilancio della Banca d’Italia e che ha aiutato i magistrati a fare luce sullo scandalo Parmalat. I revisori della società vengono nei nostri uffici, lavorano per oltre un mese controllando fino all’ultima fattura. Il Pd si è dato un sistema di controllo superiore a quanto stabilito dalla legge. Abbiamo garanzie molto forti. Ogni nostro bilancio, dal 2008, è certificato.
Perché alla nascita del Pd non è stato possibile unire i beni dei due partiti fondatori, Ds e Margherita? Il Pd ha fatto la scelta di dar vita ad un soggetto completamente nuovo, dal punto di vista politico e dal punto di vista giuridico ed economico, la scelta di costituire un soggetto ex novo, in discontinuità con i partiti precedenti. Da ciò deriva che il Pd è una cosa e Ds e Margherita un’altra. Ds e Margherita, che, tra l’altro, avevano loro dipendenti ed erano titolari dei rimborsi elettorali relativi alle elezioni del 2006.













2 partiti, 2 giornali finanziati dallo stato, doppi rimborsi elettorali, ecc, ecc…
che poi, l’unica cosa di certificata è che i soldi dei partiti, siano soldi rubati alle nostre tasche.
E a un certo Crisafulli , vostro esimio esponente in Sicilia, glielo avete assegnato il certificato antimafia….?
Beninteso… niente di paragonabile alla mafia politica (PDL),
ma sempre troppo distratti i piddini
Signor “tesoriere” del PD, spesso stando zitti si fa una miglior figura!
Aspetti a sapere cosa emergerà dalle indagini sui milioni di euro rubati a noi italiani dalla “margherita” e poi volatilizzati…. poi ne riparleremo!