Non solo disoccupati: i giovani che ce la fanno
02/02/2012 - Qualche case history di successo tra gli under 35 nel mondo del lavoro Non solo disoccupati. Dal nord al sud dell’Italia ci sono anche i giovani che ce la fanno. Il piu’ delle volte grazie alla creativita’ e a un
Qualche case history di successo tra gli under 35 nel mondo del lavoro
Non solo disoccupati. Dal nord al sud dell’Italia ci sono anche i giovani che ce la fanno. Il piu’ delle volte grazie alla creativita’ e a un bel po’ di intraprendenza. E’ il caso dei due fratelli triestini, Ettore e Vittorio Zippo, rispettivamente di 24 e 21 anni, che, vista la difficolta’ a trovare un lavoro e complice il papa’, dentista e in sovrappeso, si sono inventati DietaDoc, che abbina cucina di qualita’ alla salute.
UN ANNO FA - “All’incirca un anno fa mio fratello Ettore ed io – cosi’ racconta Vittorio all’Adnkronos con un occhio ai fornelli dove sta cucinando polpette di pollo e tacchino – cominciammo a interessarci a cio’ che stava facendo nostro padre Gianfranco: e’ un medico, era fortemente in sovrappeso e con un profilo ematico preoccupante. Decise di mettersi a dieta cercando pero’ di non rinunciare alla buona cucina e di non soffrire i morsi della fame, come succede nella maggior parte dei regimi alimentari”. Papa’ Zippo consulto’ allora vari studi, con particolare attenzione a quelli fatti dal dottor Franco Berrino, un epidemiologo che tra le varie cose studia l’influenza del cibo nell’insorgere di tumori e malattie cardiovascolari. Il dentista mise in pratica su se stesso una dieta congegnata in modi da abbinare buona cucina e prevenzione e i risultati arrivarono subito: perdita di peso e miglioramento del profilo ematico. Per l’esattezza, il dentista e’ dimagrito di oltre 20 kg nell’arco di 8 mesi, lasciandosi alle spalle la stazza di quasi 100 kg.
LE STORIE DEGLI UNDER 35 – “Cosi’ Ettore e io, con il supporto di amici e parenti, cominciammo a pensare – prosegue Vittorio – che quest’idea potesse concretizzarsi”. Cosi’ e’ nata DietaDoc, che vede tra i soci investitori il padre dei ragazzi. In tutto i soci sono 5, partiti con un investimento iniziale di circa 130.000 euro. Con questo denaro, i ragazzi hanno preso in affitto dei locali di circa 80 mq in via Caboto e hanno acquistato tutta l’attrezzatura da cucina. “L’impresa riunisce uno studio medico e una cucina – spiega Vittorio – e offre la possibilita’ di avere 12 pasti (pranzi e cene da lunedi’ a sabato) monoporzione congelati consegnati a domicilio, oltre alla possibilita’ di acquistare i pasti anche singolarmente. Della parte medica si occupano mio padre e altri consulenti medici, mentre la cucina la gestiamo mio fratello e io che, grazie alla consulenza di un grande che stiamo giorno dopo giorno imparando il mestiere di cuochi e di imprenditori”. va detto che l’equipe sanitaria ha messo a punto una dieta rigorosamente mediterranea, secondo le indicazioni dell’Oms. Prima di gettarsi in questa avventura, i due fratelli erano studenti universitari. Ettore studiava chimica e tecnologia farmaceutiche e Vittorio filosofia.
IL SITO - “Considerando attentamente le prospettive del mercato del lavoro odierno – racconta Vittorio – ci rendemmo conto immediatamente di quanto sarebbe stato difficile trovare un’occupazione nonostante il titolo di studio, le competenze acquisite negli anni ecc. per cui da quando e’ nata DietaDoc siamo consapevoli del fatto che quest’idea e’ la cosa piu’ preziosa che ci potesse capitare e che, nonostante le difficolta’ che ci sono nel fare impresa in questo paese oggi, con impegno, fatica e dedizione stiamo mettendo le fondamenta per un futuro un po’ piu’ sicuro e meno incerto, un lusso che pochissimi giovani possono permettersi oggi”. I fratelli Zippo raccontano che gli affari attualmente stanno andando abbastanza bene, anche perche’ la loro impresa ha attirato l’interesse di molti altri medici, sia nutrizionisti sia dietologi, e di persone che attraverso il passaparola sono diventate clienti di DietaDoc, oltre che di strutture quali aziende ospedaliere, farmacie e cosi’ via. Un’altra storia ‘virtuosa’ viene dal centro Italia.
LA TV ON LINE – Francesco Altavilla, 41 anni faceva il consulente informatico e si occupava di web marketing per alcune aziende della Toscana. Poi, nel 2004, a 33 anni, insieme alla moglie ha messo su un’azienda che si occupa di vendere su internet i prodotti di eccellenza della pelletteria toscana. Insieme alla moglie Gina Italiano, 36 anni, sono i titolari di ‘Tuscany Leather’, che sull’omonimo sito vendono on line borse, cartelle, portafogli e accessori di ogni genere, consegnandole in tutto il mondo in massimo 48 ore. Partiti dal nulla, Francesco Altavilla e la moglie hanno costruito in pochi anni un’azienda con 11 dipendenti nel solo settore commerciale e con un fatturato di 1,6 mln di euro. Senza contare l’indotto di pelletterie e aziende conciarie che grazie a loro hanno ampliato le vendite. ‘Realizziamo il 92% del fatturato fuori dai confini italiani -spiega all’Adnkronos Francesco Altavilla- Vendiamo via internet, sia al dettaglio che all’ingrosso, negli Usa, in Canada, in Germania, Danimarca, Svezia, Olanda e Francia’. Altavilla racconta come nacque l’idea dell’azienda on line: ‘Nel 2004, con la prima crisi del settore, ci hanno contattato alcune aziende di pelletteria. Da li’ e’ nata l’idea di creare un marchio e investire in pubblicita”. La ditta ha sede a Lavoria (Pisa). Nel frattempo sul sito www.tuscanyleather.it e’ nata anche una web tv, che conta circa 5 mila visitatori al giorno. La televisione on line viene utilizzata da Altavilla e dal suo staff per fare sfilate e promuovere l’azienda all’estero. ‘Stiamo proponendo -spiega Altavilla- la Tuscany Leather tv anche a tutte le aziende del comparto. La stiamo caratterizzando sempre di piu’ anche per promuovere eventi turistici e storici’.
LA TRASPARENZA – Tra i segreti del successo, oltre alla capacita’ di ‘innovarsi continuamente’, anche il ‘fare marketing e promozione’, puntando sulla ‘trasparenza nel prezzo, consegna del prodotto in tempi brevi e possibilita’ di ricevere la merce in confezione regalo’. Dalla Toscana alla Liguria. Con un suo emendamento ieri ha scatenato il dibattito in consiglio regionale ligure, finche’ la seduta e’ stata sospesa per mancanza del numero legale, ma non e’ la prima volta che Lorenzo Pellerano, della Lista Biasotti, all’opposizione contro la giunta Burlando sostenuta dal centrosinistra, impegna l’assemblea legislativa incalza la giunta con proposte di emendamenti e interrogazioni u venditi immoili, sanita’ e altro. Sempre munito di dati e cifre. Un ragazzo terribile, ha 28 anni ed e’ entrato in consiglio regionale a 27, eletto e non inserito nel listino, senza un padre potente e senza essere mai comparso su giornali e tv prima di impegnarsi nella politica. E fa parte dello studio legale Maresca, uno dei piu’ noti in campo marittimo in una citta’, come Genova, che nel Mediterraneo e’ la capitale delle professioni legate al mare. Precoce in politica e nella professione.
L’INCONTRO FATALE – ‘Io – dichiara Pellerano ad Adnkronos – ci ho messo impegno e determinazione, ma ci vuole anche la fortuna. Volevo fare politica perche’ mi sembrava giusto impegnarsi per la mia citta’ che ha tante potenzialita’ inespresse ed e’ dominata da un sistema di potere stanco e consevatore,incapace di innovare. Sono un moderato, il mio orientamento e’ di centro, ma non mi riconoscevo ne’ in Forza Italia, ne’ in An e neppure nella Lega. In una lista civica come quella di Biasotti (ex governatore della Liguria sostenuto dal centro-destra, prima di Burlando) si’, perche’ c’e’ molto piu’ spazio e liberta’ che in un partito nazionale’. ‘Nel 2007 – racconta – incontro Biasotti per caso a una cena e gli dico che piacerebbe provare a fare politica. Lui mi propone una candidatura alle prossime comunali. Gli rispondo che mi sembra troppo per me e finisce che mi presento con la sua lista per il Municipio. In primavera ci sono le elezioni e prendo parecchi voti. Tanto che decido di candidarmi alle successive regionali, del marzo 2010′. ‘In quei due anni – aggiunge – succede tutto, passo gli esami di Stato per diventare avvocato, entro nello studio in cui ero stato praticante, ottengo un migliaio i voti alle elezioni regionali ed entro in consiglio in giugno, quanto Biasotti opta per il Senato e lascia libero un posto in consiglio’. (ADNKRONOS)













abbiamo una classe dirigente di vecchie cariatidi che sostengono un sistema in putrefazione
il futuro è questo
SGANCIARE L’OCCUPAZIONE DAL REDDITO
documentario del movimento svizzero sul reddito di base incondizionato:
http://grundeinkommen.tv/?p=263
(sottotitolato in italiano)
Beh mica facile…. con 130000 sul’unghia sganciate dal papi dentista, che fatica…. ottimo il primo esempio… sempre meglio giornalettismo…
appunto con 130000 euro con cui partire tutti saprebbero avviare un’idea “creativa” ma daiiiii…questi esempi per ridare speranza fateli leggere ai bambini che forse manco loro ci credono…beata innocenza
Ma chi scrive queste scemenze? Fa buchi da tutte le parti.
1 in 80 m fa fatica a starci uno studio medico, figurarsi se ci può stare anche una cucina!
2 la normativa sanitaria proibisce espressamente la compresenza di attività sanitarie con attività non sanitarie!
3 le cucine con specializzazione dietetica sono tra le idee più inflazionate degli ultimi anni. Sai che novità.
130.000 Euro e una schiera di professionisti già affermati. Non due “sfigati ” non laureati (Martone ci insegna…) con 0 Euro sul conto corrente e soltanto tanta bella fantasia…
la parte del dentista che si occupa della supervisione medica delle diete fa proprio ridere.. va bene l’elasticità, la fantasia e l’inventiva, ma come può un dentista occuparsi di questo aspetto?
ah, poi i giovani che mettono su un’attività coi soldi di paparino danaroso non sono esattamente l’esempio di “quelli che ce la fanno”..