La possibile bomba a orologeria dei titoli tedeschi
02/02/2012 - I prestiti costano davvero poco, ma sarà sempre così? Die Welt dice che… Nel panorama della crisi i titoli tedeschi rappresentano una sicurezza per i risparmiatori, disposti a ricevere rendite ai minimi storici pur di avere un posto sicuro dove
I prestiti costano davvero poco, ma sarà sempre così? Die Welt dice che…
Nel panorama della crisi i titoli tedeschi rappresentano una sicurezza per i risparmiatori, disposti a ricevere rendite ai minimi storici pur di avere un posto sicuro dove far rifugiare i propri capitali. Ma con gli Eurobond all’orizzonte la situazione potrebbe farsi difficile. Un articolo di Die Welt affronta il problema.
RENDIMENTI BASSI – I bund sia a breve sia a lungo termine continuano a trovare compratori: per i titoli a dieci anni si sono riusciti a collocarne per 4,1 miliardi di euro. Durante l’asta dei titoli sovrani di mercoledì scorso le rendite per gli investitori si aggiravano intorno all’1,82%: un ulteriore ribasso rispetto all’1,93 % “spuntato” a gennaio. I tassi d’interesse sono i più bassi dal settembre 2010, quando ai creditori dello Stato veniva offerto l’1,80 %. Secondo Norbert Aul, esperto di tassi di interesse della Royal Bank of Canada di Londra, “la Germania trae vantaggio dagli investitori che puntano alla qualità”. E si capisce guardando le richieste: durante l’asta dei titoli decennali, la domanda ha superato l’offerta di 1,4 volte.
UN PORTO SICURO - Il vantaggio dei titoli tedeschi è che gli investitori fanno il ragionamento “rendita bassa sì, ma garantita”; infatti gli analisti degli istituti di credito, tra cui Citigroup, parlano di un “risultato economico molto buono” per lo Stato e affermano che quest’ultima asta è stata un successo, la migliore rispetto alle ultime tre. Nell’asta per i titoli semestrali le rendite erano persino negative: il classico caso in cui gli investitori pagano per prestare denaro allo Stato. Ma un aumento dei tassi di interesse potrebbe costare molto caro alla Germania. Il debito sovrano attuale ammonta a più di duemila miliardi di euro; quindi ogni aumento di un punto percentuale significherebbe in teoria un aumento di 20 miliardi.
EUROBOND – Nel vasto panorama europeo della crisi finanziaria si parla sempre più delle obbligazioni emesse dall’Unione Europea, i cosiddetti Euro- bond. Se venissero introdotti sui mercati finanziari, gli esperti prevedono che i tassi d’interesse relativi sarebbero superiori ai Bund dell’1,5% circa. Questo significa che se gli Eurobond daranno un rendimento di un certo livello, la Germania dovrà adeguarsi. E cioè pagare più interessi sui suoi titoli, altrimenti perderebbe tutti gli investitori. Alzare i tassi d’interesse significa però anche che lo Stato dovrà pagare di più, e quindi indebitarsi ulteriormente. Marc Ostwald, della Monument Security, sostiene anche che con rendimenti di questo livello non ci si può continuare ad aspettare una domanda che supera l’offerta.
ALLA RICERCA DI LIQUIDITA’ – Ma perché la Germania ha bisogno di liquidità? Innanzitutto, come in ogni stato, le uscite superano le entrate, motivo per cui si sta cercando di collocare 27 miliardi di euro in titoli. In secondo luogo ci sono anche 216 miliardi di euro in debiti pregressi che lo Stato vorrebbe estinguere entro l’anno. Si prevede poi che l’indebitamento per il 2012 sarà significativamente più alto rispetto al 2011. Gli acquirenti dei bond sono principalmente istituti di credito europei, tra cui Unicredit, Deutschebank e Commerzbank; anche in Asia però si riscontra un aumento della domanda di titoli tedeschi, contrariamente al Nord America, dove la richiesta di bund è in calo.
IL PERCHE’ DEGLI INTERESSI BASSI- Ci si chiede se in caso di insolvenza i tassi d’interesse possano aumentare, ma non è detto che vada per forza così: dopo che Standard&Poor’s ha abbassato il rating dei titoli tedeschi, gli interessi per le obbligazioni decennali sono arrivati a malapena al 2,2%. Se si fa un confronto bund- titoli americani, il rendimento di questi ultimi è ulteriormente inferiore, nonostante l’agenzia di rating abbia declassato la solvibilità degli USA. Il motivo di tassi così ridotti è da ricondurre a diverse cause. In primo luogo le prospettive di crescita e la salute delle finanze tedesche: decisamente migliori rispetto alla maggioranza degli altri paesi industrializzati. Inoltre quest’anno l’indebitamento dello Stato rispetto al PIL può scendere dall’83,2% all’81,1%, mentre in Francia è aumentato dall’82% all’85,4%. Anche per quanto riguarda i debiti per quest’anno la Germania non è in una brutta situazione: secondo previsioni della Commissione Europea il disavanzo pubblico per il 2012 dovrebbe aggirarsi intorno all’1%, mentre quello francese intorno al 5,3%, superando così il tetto massimo del 3% previsto dai trattati dell’Unione europea. Gli investitori, dal canto loro, sono pronti a tenere in conto dei rendimenti modesti se sanno che poi potranno vendere i titoli in borsa con facilità. Inoltre lo Stato paga interessi così bassi perché la Germania è il secondo mercato finanziario al mondo per le obbligazioni dopo gli Stati Uniti. Un altro motivo che spinge gli investitori ad accettare ribassi nei rendimenti è l’elevata liquidità dei bund: attualmente in circolazione ce ne sono per circa 1100 miliardi.












