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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 23 febbraio 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

L’emendamento al Ddl Sicurezza che abrogherebbe il divieto, per i medici, di denunciare alle autorità  gli irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie 3303292060 44914fa2df o Clandestini denunciati e pedofili favoritipubbliche, non ancora approvato alla Camera, ieri ha ricevuto un’altra sonora mazzata: dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei medici chirurghi è arrivata la minaccia di sanzioni per chi deciderà di attenersi alla norma, se davvero alla fine passasse (cosa che sembra non molto probabile, a questo punto). Ma forse, a parte tutte le mobilitazioni, una delle osservazioni più interessanti a proposito delle probabili conseguenze è questa, rinvenuta su un Forum che generalmente parla di finanza:  ”Questa nuova proposta di legge, che prevede la facoltà del medico di denunciare lo stato di clandestinità di un paziente, indebolisce la lotta alla pedofilia e facilità tutti quei pedofili che troveranno nel vivaio dei bambini clandestini un elevato numero di facili prede, forti del fatto che la denuncia del reato da parte degli immigrati clandestini sarà condizionata dal rischio di essere rimpatriati, rinunciando così a portare all’ospedale il figlio preferendo quei canali sanitari clandestini che già esistono purtroppo, si pensi solo alla comunità cinese per esempio. Pensiamo infatti ad un bambino straniero, figlio di clandestini, che magari lavorano a nero nelle nostre case o nelle nostre aziende, il quale subisce una violenza sessuale da parte di un italiano che gli crea delle ferite varie, delle emorragie o delle malattie sessualmente trasmissibili; pensiamo quindi ai suoi genitori che a causa di questa nuova proposta di legge non saranno mai stimolati per portarlo al pronto soccorso per timore di essere rimpatriati; pensiamo all’enorme rinforzo che è così offerto in favore dei pedofili, i quali avranno oltre alla ricattabilità causata dalla debolezza dei clandestini, già latenti di una ignoranza sociale, anche l‘alibi di questa proposta di legge razzista che consentirà di creare una nuova categoria di vittime, quella delle vittime clandestine”. 

Il ragionamento non è del tutto condivisibile, perlomeno nelle sue estreme conseguenze: è chiaro che avendo i medici non l’obbligo ma la facoltà di denunciare, di fronte alla possibilità di perseguire reati così gravi probabilmente chi di dovere chiuderà un occhio, nel nome di quel pragmatismo che spesso le forze dell’ordine utilizzano di fronte a leggi stupide, che mettono in pericolo la possibilità di perseguire taluni tipi di reato. Ma il discorso vale comunque la pena che sia preso in considerazione: “Come educatore, come operatore sociale polivalente, non posso che denunciare il reato di favoreggiamento, presumibilmente posto in essere da chi ha avanzato questa proposta di legge; la quale favorisce appunto il reato della pedofilia e quelli ad esso collegato in danno dei minori clandestini, bianchi o neri. Sia ben chiaro che non ho l’obbligo di denuncia, ma ho la facoltà di scegliere se farla o meno, la faccio perciò in tutela di tutti quei minori, soprattutto clandestini, potenzialmente a rischio di essere sessualmente abusati da parte di quei pedofili italiani, che, se passa questa legge avranno anche l’alibi del passaporto….“. Specialmente quando poi ci si riempie la bocca con le richieste di massima severità (fino ad arrivare alla castrazione, non si sa bene se chimica o più spiccia…) nei confronti di chi si macchia di questo tipo di reati. Forse sarebbe il caso, per il nostro legislatore, di rivedere la norma facendo in modo di escludere del tutto questo tipo di effetti collaterali. Sempre se se ne ha il tempo, tra un raptus di demagogia e l’altro. O no?

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Sembra che la moda del momento sia rifiutare le réclame. Una campagna pubblicitaria di Current Tv non è stata accettata dall’Atac di Roma (mentre l’Atm di Milano si è comportata diversamente):  ”Immagini pesanti, inopportune, che avrebbero potuto offendere la sensibilità dei cittadini, peraltro in un momento di grave tensione sociale, e per di più in una città come Roma, che è sede della Chiesa cattolica“, spiega Massimo Tabacchiera, presidente dell’azienda, che ha preso la decisione. Buono a sapersi: adesso la pubblica morale, prima appannaggio dei preti, diventa una preoccupazione anche dei manager. E comunque, sul tema PTWG non ha tutti i torti. Anzi, nemmeno uno. 

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Sulla Stampa un articolo di Giacomo Galeazzi descrive le attuali difficoltà di papa Ratzinger: “Le scelte prese troppo «in solitudine» e lo stile «regale e distaccato» di un Pontefice quasi «invisibile» starebbero irritando anche chi dovrebbe essergli più vicino e in particolare alcuni cardinali. In prima pagina la corrispondenza dalla Città del Vaticano descrive una Curia allo sbando (sotto assedio per le critiche dagli episcopati francese, austriaco, tedesco, svedese, svizzero, inglese) e registra forti malumori tra i porporati, incluso il ministro dei Vescovi, Giovanni Battista Re, «costretto ad una decisione affrettata» sulla revoca della scomunica ai lefebvriani». La routine giornaliera del Papa viene messa sotto accusa «per una serie di passi falsi che hanno provocato una rara manifestazione di dissenso da parte di cardinali esasperati». Insomma un’impietosa raffigurazione di «un Pontefice che sta guidando la Chiesa e i suoi 1,2 miliardi di fedeli come un monarca, separato dal mondo che sta fuori dalla finestre del suo palazzo, aiutato solo da consiglieri leali ma inetti»“.  Il fatto che la maggior parte dell’articolo citi come fonti i giornali inglesi però non è che deponga molto a favore della sua credibilità. 

(l’immagine è tratta dal Darth Wader macro contest, l’ultima moda su Facebook. Fossi in te, accorrerei numeroso prima che diventi troppo trendy e up-to-date partecipare)

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