L’anziano in coma multato per la bici
02/02/2012 - E’ accaduto a Mirano, Venezia. L’uomo era stato travolto da un’auto Una multa fa sempre dispiacere. Al dispiacere si aggiunge l’indignazione se destinatario della contravvenzione è una persona ricoverata in ospedale e priva di coscienza. Un ottantenne di Mirano, in
E’ accaduto a Mirano, Venezia. L’uomo era stato travolto da un’auto
Una multa fa sempre dispiacere. Al dispiacere si aggiunge l’indignazione se destinatario della contravvenzione è una persona ricoverata in ospedale e priva di coscienza. Un ottantenne di Mirano, in provincia di Venezia, ora in coma dopo essere stato invesito da un’auto, è stato raggiunto da una multa di 42 euro per aver attraversato le strisce pedonali in sella alla sua bicicletta.
LA FAMIGLIA: “SIAMO INDIGNATI” - Lo racconta oggi Il Gazzettino:
«Al danno si agginge la beffa: mio papà è in coma profondo e intanto gli arriva a casa la multa da pagare per l’episodio che ha causato quel coma». A parlare è la figlia di Mario De Santis, l’ottantenne miranese che lo scorso 9 gennaio è stato investito da un auto mentre attraversava via Gramsci, sulle strisce pedonali ma in sella alla sua bicicletta. Il codice della strada parla chiaro: sugli attraversamenti pedonali bisogna scendere e accompagnare la bicicletta a piedi. Una norma che raramente viene rispettata e fatta rispettare, ma ieri alla famiglia è arrivata casa la contravvenzione di 42 euro. La figlia e il cognato non ci stanno: «Ci sembra una presa in giro, siamo davvero indignati» dicono. Ma in caso di incidente, quando vengono fatte le rilevazioni e scritto un verbale, non si può chiudere un occhio. «È un atto dovuto che siamo tenuti a fare, l’automobilista coinvolta avrebbe potuto rivalersi sul fatto che non fosse stata accertata la violazione di una norma del codice della strada» spiegano gli agenti.













Anche a mio padre è accaduta una situazione simile. Dopo essere stato investivo, riportando lesioni gravi da portarlo in sala operatoria per un intervento di rimozione di plurimi ematomi cerebrali con succeviso coma, ci siamo visti recapitare a casa una multa, di circa 40 euro (sono passati 7 anni) per non aver attraversato sulle strisce. La multa è stata pagata! E’ un qualcosa che ti lascia veramente molto peggio di quanto già uno non stia…
in realtà ci sta la multa. Se avessero rispettato il codice della strada probabilmente non sarebbe successo. E’ inutile recriminare i vigili.
Se uno passasse col rosso e venisse investito non sarebbe la stessa cosa?
poi è vero che la gente in auto non sempre guarda i pedoni, ma nemmeno la gente a piedi o in bici si dovrebbe buttare in mezzo alla strada. Quante volte ho evitato pedoni che passeggiavano in mezzo alla strada, di notte (perché il marciapiede si vede che non gli piaceva)..
Chiudere un occhio di fronte la responsabilità di una persona che ha causato un incidente? Da quando le multe si fanno solo se si esce incolumi da un incidente di cui si è colpevoli?
come hanno detto i vigili “per evitare cause legali”. Che l’investitore, se ha subito dei danni, può anche portare avanti.
Sì, ma legalmente è giusto che sia così, moralmente non lo è.
mi viene da pensare che forse se fosse sceso dalla bici per attraversare correttamente avrebbe speso il tempo necessario per vedere arrivare la macchina e magari evitarla.
Di certo resta la barzelletta solita che i vigili vanno a trovare il pelo nell’uovo su queste cose e chiudono un occhio su tante altre cose.
Speriamo solo che il signore investito guarisca presto.
Certo è una persona anziana e multare forse non era necessario ma credetemi quando uno attraversa in bici le strisce PEDONALI mi viene una rabbia incredibile, sopratutto quando sono sul marciapiede e attraversano senza neanche guardare….se poi ti permetti di dire qualcosa di rispondono pure male come se fossero nella totale ragione.
CODICE DELLA STRADA. ATTRAVERSAMENTO PEDONALE. PEDONE. OBBLIGO DI DARE LA PRECEDENZA.
A meno di riguardare l’attraversamento sulle strisce di una strada come un impegnativo momento di valutazioni di velocita’ e intenzioni altrui, occorre che ogni conducente, nell’approssimarsi alle strisce pedonali, ancora piu’ se queste si trovino, come nella specie, in una zona centrale di una citta’, abbia la chiara consapevolezza che deve non solo dare la precedenza, ma anche tenere un comportamento idoneo ad ingenerare nel pedone la sicurezza che possa attraversare senza rischi.
Non e’ certamente in linea con le elementari regole di comportamento proprie di un paese civile che un conducente possa considerare una mera facolta’ il suo inderogabile obbligo di dare la precedenza ai pedoni sulle strisce pedonali e che il pedone debba, dal canto suo, riguardare l’attraversamento come un temerario atto di coraggio, anche dove ha diritto di farlo con l’aspettativa che i conducenti si fermino per lasciarglielo fare.
Tanto non significa che un possibile concorso colposo del pedone non sia mai ravvisabile. Ma puo’ esserlo solo se il pedone abbia tenuto una condotta assolutamente imprevedibile e del tutto straordinaria, non ipotizzatale nel caso di semplice attraversamento frettoloso e a testa bassa, come nel caso di specie.
(Sentenza Cassazione civile, sezione III, 30/09/2009, n. 20949)
non so che ciclisti girino dalle tue parti, ma qua ci sono quelli che arrivano sulle strisce, si fermano, scendono e attraversano [o almeno guardano prima di attraversare] e ci sono quelli che dalla pista ciclabile si buttano sulle strisce _pedonali_ [se ci sono, altrimenti fan così anche in assenza di segnaletica] senza:
* guardare
* rallentare [mi risulta sia un incrocio]
* indicare col braccio l’intenzione di effettuare la manovra [a dire il vero di ciclisti con ancora questa simpatica usanza ne vedo pooooochi ma pochi pochi pochi]
perché posso anche rallentare in prossimità delle strisce, ma se uno gira di colpo come se per strada ci fosse solo lui la differenza è che lo prendo sotto ai 30 invece che hai 50 [che è comunque una bella differenza ed è il motivo per cui bisogna rallentare], visto che di solito non è umanamente possibile [per i tempi di reazione, a meno che non voler accettare il caso di fare un frontale con chi viene dalla parte opposta] intervenire per evitare l’incidente.
detto questo mi dispiace per il signore a cui spero di rimettersi quanto prima, ma la multa ci sta tutta… ci vuole educazione, per strada… sia che tu sia a piedi sia che tu stia guidando un autobus… credo sia l’unico modo per farci meno male un po’ tutti [non credo che chi investa un vecchietto o un bambino poi sia tranquillo e sereno come se nulla fosse, soprattutto se non ha particolari colpe].
la sentenza parla di “pedone”. Uno che attraversa in sella alla bici non è un pedone. E’ un veicolo.