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Ho conosciuto Luigi in un campo di formazione metodologico per la branca R/S (Anno 19992) ed era insieme al mitico assistente Ignazio Buffa. Il mio ricordo è di una persona capace di trasmettere con “cuore” grandi ideali (quelli che sono alla base dello scautismo) e il suo metodo. Poi, la vita lo ha portato fuori dall’Associazione. Ha intrapreso la strada del servizio in politica. Cosa sia accaduto dopo solo lui potrà dirlo per davvero. A me resta il buon ricordo di un uomo che aveva messo a disposizione il suo tempo e il suo essere per una buona ragione. … Nella vita poi si può anche sbagliare e tutti ogni giorno purtroppo. … facciamo errori. … Da dieci anni non sono più in Agesci ma il mio cuore è ancora li e oggi che 50 anni quando vedo uno scout è ancora capace di sussultare e palpitare pensando a quei capi e a quei ragazzi che stanno vivendo momenti della loro vita che non potranno mai dimenticare. Sono certo che dentro il suo cuore nemmeno Luigi ha potuto cancellare il tanto di buono che ha fatto.
Oggi, però, è il momento di dimostrare a se stesso che quel buono è ancora tanto e che in forza di quel buono che sta nel suo cuore è capace di essere un uomo d’onore, che vuole riconquistare la fiducia che ha perduto… Sa questa piccola vetrina gli lancio il mio appello a ritrovare la strada giusta, il sentiero che conduce verso la meta della pace e della giustizia. Per amore della verità dica tutto quello che sa. La politica (che è la più nobile delle arti) ha bisogno di verità per riprendere nel cuore della gente il suo posto. Uno scout lo farebbe per davvero…Caro Luigi, racconta ai magistrati tutto quello che sai… te ne saremo tutti gradi e i milioni di scout del mondo sono con te. E’ questo il momento nel quale puoi riconquistare la tua pace e ridare dignità anche al sistema poltico. Ti abbraccio forte…e…buona strada
Ma fammi il piacere! Voi scout pensate di essere migliori di tutti gli altri e invece siete uomini anche voi come tutti gli altri, fallibili, e Lusi è la prova (tra tante) che alla base di tutto vi è l’onestà delle persone e non l’appartenenza ad una associazione.
Sorvolo sulla vicenda di Lusi. Mi soffermo solo ai vari commenti, condivisibili o meno
. Chi ci ha messo il nome é stato equilibrato = educato. Chi ha usato pseudonimi si é lasciato andare ad u turpilouio che lo qualifica ( o meglio lo squalifica) da sé.
E’ da tempo che lo scautismo in Italia è sceso a livello di Lusi. Rutelli non poteva sapere questo. Ora lo sanno tutti.
Sono stata in agesci per otto anni e poi me nè sono andata,non mi meraviglio del caso Lusi. L’ipocrisia che ho trovato in agesci è la peggiore abbia mai trovato.
In una Associazione di 180.000 iscritti,in tempi come i nostri ed in una società che propone i disvalori che sappiamo, é da mettere nel conto la possibilità che vi sia qualcuno che va “fuori strada”,che tradisce nei fatti gli ideali che ha professato,che utilizza la sua appartenenza alla associazione per fini propri ed egoistici…Cosa abbia dato lo scoutismo all’Italia e al mondo intero è ben altra cosa e solo una profonda ignoranza del movimento e della sua storia giustifica (ma solo in parte) alcuni dei commenti che ho letto!
Ho sessant’anni,sono quasi nonno e sono orgoglioso di essere un capo scout dell’AGESCI!
Ammesso (e non concesso) che la tua affermazione meriti un qualsiasi commento, Ti chiedo semplicemente questo: a che titolo e con quali argomenti ritieni di poter dire questo? Vergognati!
Ho fatto la mia Promessa nel luglio del 1961: ASCI – gruppo Firenze 5 – Riparto “Croce del Sud”. Firenze, quartiere Isolotto. Dal 1965 Firenze 2 (fazzoletto arancione) sempre Isolotto. Gruppo forte, serio, metodologicamente coerente con B-P. Obiezione di coscienza (1964), co- educazione (1965) alluvione (1966), terremoti (Belice, Friuli, Irpinia, …) servizio civile di ogni genere. Centinaia di ragazzi e ragazze del quartiere formati a una vita piena, onesta, veritiera, spesso riscattati da una vita di periferia popolare altrimenti degradata, presidio di un vasto territorio abbandonato. Impegno civile e ecclesiale sull’onda lunga del Concilio. Non ci fermarono nè la nota repressione curiale (1970) dell’isolotto, nè la reazione di settori clericali conservatori della stessa ASCI. Abbiamo pagato la nostra libertà civile e ecclesiale perfino con un attentato incendiario che ci distrusse la sede (una baracca sull’Arno). Oggi siamo vivi, vegeti e forti come e più di prima. Orgogliosi di essere stati, di essere e di poter essere ancora Scouts e Guide. Fedeli alla Promessa e alla Legge dei milioni di scouts e guide del Movimento Mondiale. Questo siamo e vogliamo essere cantando “La giusta e retta via mostrami Tu …. ” . Sì è vero in Agesci a differenza che in Asci qualcosa non va. A furia di modernizzarsi si va a sbattere. Io non conosco codesto Lusi; in quegli anni ’80 ero impegnato (Capo Gilwell – ASCI) come capo Clan del mio Firenze 2, e quel servizio totale mi era bastante. Chiunque egli sia o sia stato sia ora di monito agli attuali dirigenti Agesci e serva loro di lezione. Torniamo allo scoutismo di B_P e allo scoutismo cattolico di Jacques Sevin. Per parte mia il prossimo 25 febbraio rinnoverò la Promessa per il Thinking Day, insieme a un centinaio di vecchi scouts dell’Isolotto, invecchiati ma non fiaccati, fieri di essere stati boy-scouts, fieri di essere R-S.
“Semel scout, semper scout”.
PS Chi commenta ci metta la faccia, con nome e cognome.
Il fatto è che Lusi era proprio il capo a P.zza P. Paoli, e tu non te ne sei mai accorto, Palagi!
Grazie dei commenti costruttivi letti come quelli di Giangi e Vincenzo. Ovviamente qui ci stanno anche le critiche astiose, dato che il caso è davvero grave e non sta smettendo di alimentare uno scandalo tutto italiano (non ci stanno invece le stupide volgarità soprattutto da parte di chi non ci mette nome e cognome!). Ritengo che sia in stile scout sperare e lavorare per il meglio, anche se questo vuol dire dare ad un ladro (da condannare) come Lusi la possibilità di un parziale riscatto, cioè di fare chiarezza e di farsi strumento di pulizia del marcio che certamente nei partiti non solo lui riguarda (mi rifaccio a ciò che scrive Vincenzo). Ritengo che sia invece per nulla scout lamentarsi: lo scrivo non per tutti certo, ma per chi si dichiara qui scout e si richiama ad un più “glorioso passato”. Sono capo Agesci da anni, lo sono tuttora, anche quadro, in Piemonte. Fiero di esserlo. Innanzitutto l’Agesci è ben altro, ma è pur vero che per fortuna l’Agesci non sta in cielo, ma sta in questo mondo ed opera nelle miserie sociali (tali sono) del nostro Paese credendo nell’educazione come mezzo principale di riscatto sociale e di cambiamento. In poche parole si sporca le mani. A chi sostiene in modo nostalgico o simile che lo scoutismo sia sceso di livello vorrei far capire che non ci sono “livelli”, ma lo stare nel proprio tempo (questo non quello di 40-50 anni fa) con tutte le potenzialità, le ricchezze e i limiti dell’oggi. Abbiamo idea di quanto è cambiato il mondo, la società, i ragazzi,…? Non è una scusa, è il dato reale con cui ci confrontiamo nel nostro servizio: fedeli ai valori scout (Promessa, Legge) vissuti oggi, non ieri. Peraltro è noto che tutte le agenzie educative sono andate in crisi negli ultimi decenni: a partire dalla famiglia e dalla scuola. Non è un problema degli scout o dell’Agesci. Anzi penso che l’Agesci abbia un merito poco comune: riuscire a stare al passo, grazie allo sforzo dei capi di riflettere, formarsi, approfondire…sforzo che si unisce a quello pratico delle attività con i ragazzi, al servizio nelle emergenze, al sostegno a mille iniziative sociali. Posso fare degli esempi, ma il mio discorso divaga troppo.
Ho fatto la Promessa il 29.06.1960 (Cittadella 1° ASCI). Il mio Capo mi diceva che, per lo Scout, era più che sufficiente il primo articolo della Legge: “Lo Scout pone il suo onore nel meritare fiducia”. Quando feci la Promessa, il Capo mi chiese: “Sai cosa significa essere una persona d’onore?” e io risposi: “Che posso meritare fiducia perchè VERITIERO ed ONESTO”.
Forse sarebbe bene che Luigi Lusi si ripassasse la Promessa e chiedesse SCUSA a tutti gli Scout che ha disonorato con il suo comportamento.